Web Contest letterario gratuito “Radici, impulso e rivoluzione” – Quarta edizione



Contest letterario gratuito “Radici, impulso e rivoluzione” – Quarta edizione

Radici sbocciate1

Parole senza duello

timoni che alitano direzioni

teatro che smaschera presunta realtà.

-La libertà è Poesia,

come Teatralizzare la via?-



La quarta edizione del Contest letterario gratuito di TEATRO e POESIA “Radici, impulso e rivoluzione” è promosso dall’associazione culturale “Meris in Domu” e dal centro culturale NAI.

 

Radici, impulso e rivoluzione” è una raccolta di commedie composta da tre copioni tragicomici e da un canovaccio.

Per esigenze di emancipazione l’ambientazione avviene nella realtà della Sardegna, centro del Mediterraneo e connessione pacifica per i popoli… (Continua QUI)

 




da “Che giorno è oggi?” (V Scena – Atto Primo)

Elmas Dai, adesso basta. Perché gli Dei ci hanno fatto rincontrare?

Luana Perché tu hai bisogno di me per capire, e io ho bisogno di te per giocare.

Elmas È vero che tu non hai bisogno di imparare, insegnami a tessere!

Luana Che fretta che hai, sei come i bimbi. Da piccoli vogliono aiutare i grandi, poi quando crescono fanno tutto tranne quello. Se con calma imparerai, con calma

te ne stancherai, del bisso.

Elmas Lasciami…

Luana La tua maturazione sta dando ottimi risultati!

Elmas Ehi! Sei più infoiata di qualsiasi uomo abbia mai conosciuto! Almeno loro dopo che vengono mi lasciano in pace. Dove hai imparato a leggere?

Luana Qui ognuno è un maestro. Non puoi mai lasciarti andare che subito qualcuno ti

riprende e ti vuole correggere!

Elmas Bello…

Luana Si, si! Te ne accorgerai quando dovrai tingere il bisso con erba raccolta durante la Luna nuova. Quando dovrai aspettare il Libeccio per stenderlo e lavorarlo nel fuso di oleandro col latte di capra. Ahah. Te ne accorgerai! Tieni, è il giuramento dell’acqua. (Le porge un foglio di cartapecora)

Elmas È scritto nella nostra lingua…!

Luana I commercianti sardi sono obbligati a conoscere le altrui scritture se vogliono

lavorare in tutto il mondo.

Elmas (Legge)

Levante, Maestro e Grecale

prendete la mia anima e buttatela nel fondale.

Che sia la mia vita per essere, pregare e tessere

per ogni gente che da me va e da me viene

senza tempo, senza nome, senza colore, senza confini, senza denaro.

In nome del leone dell’anima mia e dello spirito eterno.

Così sarà.”

Veramente ti vuoi sposare?

Luana Alludo alla possibilità di gestire il suo immenso patrimonio.

Elmas Come credi di riuscire a diventarne la padrona se non ti sposi?

Luana Vedi che ancora sei una bambina? L’arma della seduzione, se ce l’abbiamo la

dobbiamo usare! Sarebbe contro natura non farlo.

Elmas Cioè?

Luana Filindeu era sposato con una donna bellissima…

Elmas È morta?

Luana …e non avendo figli si è dedicato anima e corpo al mantenimento della pace nel mar Sardo. Ora non ha la forza di risollevarsi e potrò averlo alle mie condizioni.

Elmas Mi fai un po’ paura…

Luana Io so vivere, cara! Libera sono nata e schiava son diventata. Trasformerò le mie sofferenze in felicità.

Elmas Ma non si può essere felice a spese di qualcuno…

Luana Io farò felice Filindeu! I sardi sono troppo arcaici, non sanno gestire le proprie ricchezze. Ora che si stanno allontanando dal simbolo di unione, il nuraghe…

Elmas Vorresti che questo luogo protetto dagli Dei diventasse come da noi o come nella terra del faraone?

Luana Esatto!

Elmas Quello che chiami progresso, porta gli uomini a uccidere per il possesso, per il potere, per sesso!

Luana Dopo che le hai bagnate, devi metterle prima nell’asciugatore! Non ses bona a

nudda!

Elmas Cosa?

Luana Parlarti è tempo sprecato, devi ancora crescere.

Elmas E diventare come te? Preferisco restare stupida e arcaica.

Luana Ti preferivo quando eri solo sgualdrina e bò!



 



Regolamento:

1. Il tema è libero ma saranno particolarmente gradite le cronache della normalità, quelle che sanno scegliere l’aria da respirare, trasformare il dolore in gioia, che non si dedicano alla parte oscura delle cose o almeno ne sanno trovare l’armonico senso, che accettano la diversità di opinione senza volerla “migliorare”.

Il Contest letterario è riservato ai maggiori di 16 anni ed è un Contest gratuito.

2. La sezione è teatralmente UNICA (Canzoni-Short Story, Poesia e ….) e dovrà essere scritta con massimo 33 strofe o 420 parole.

3. Si partecipa inserendo Massimo 2 Opere sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con un opera edita od inedita. Per un facile conteggio delle parole consigliamo questo link: Contacaratteri

Le opere senza nome, cognome e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email, ma nel modo sopra indicato all’inizio del punto 3.

Spiegazioni dettagliate quiCome si partecipa al Contest

4PremioA SCELTA:

  1. Una settimana di soggiorno BnB presso “Arte di Carta” in Sardegna a Sadali, il fantastico paese dell’acqua.appena nominato tra i più bei borghi d’Italia
  2. Pubblicazione di un testo di massimo 100 pagine. By Paradigma Nouu, il CASO EDITORE

  3. N° 1 copia dell’Antologia di questo Contest, che sarà pubblicata da IL CASO EDITORE Paradigma NOUU

    Sarà premiato il primo classificato.

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 6 Gennaio 2020 a mezzanotte.

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta dagli Autori in Evoluzione che hanno inviato la propria Opera in questo Contest. I giurati scelgono le 10 opere preferite in ordine di preferenza e alla fine del contest, le potranno indicare in questo link: QUI.  e anche alla mail: giuseppecartablog@gmail.com. Non ci si può auto-votare.

7Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

8. Si esortano i concorrenti ad un invio sollecito, senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

9La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione nel profilo https://www.facebook.com/radici1mpulso2e3rivoluzione oppure via mail giuseppecartablog@gmail.com indicando nell’oggetto “info contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando)

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove Opere partecipanti alla Gara Letteraria; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

11La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

12. Alla fine del Contest è prevista una raccolta ANTOLOGICA.  Tutte le opere pervenute, che a Nostro insindacabile giudizio dovessero risultare meritevoli di pubblicazione, verranno inserite nell’Antologia, che sarà pubblicata da “PARADIGMA NOUU” Il caso editore.

Per partecipare al Contest Radici, Impulso e Rivoluzione senza partecipare all’antologia, occorre darne comunicazione entro la scadenza del contest, fissata per il 6 Gennaio 2020 a mezzanotte. (Siamo di maglia larga)

13Diritti d’autore: Partecipando al concorso, gli autori concedono al blog il diritto di pubblicare la propria Opera all’interno di giuseppecartablog e dell’Antologia. Gli autori, continuano a tenerne la piena titolarità, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore, concedendo il diritto in maniera non esclusiva.

Si ringrazia  OUBLIETTE MAGAZINE per il supporto organizzativo!

 

65 pensieri su “Web Contest letterario gratuito “Radici, impulso e rivoluzione” – Quarta edizione

  1. -Gestazione-
    Sotto la statua del dio Pan

    all’ombra della quinta luna

    ti ho posseduta fino nelle viscere

    assetata di ogni tua sacra lacrima.

    Ho lavato col sangue il dolore

    del mio lungo vagare

    e brindato con l’ambrosia

    al brivido di averti finalmente trovata

    Ti cercavo da tempo immemore

    mio sentiero, mia via.

    Purificata dal seme d’ogni mio predecessore

    resa pura dal fuoco della mia passione

    ora ti ergi, mia Dea, come vergine

    pronta ad essere immolata

    sull’altare del mio cuore

    Ti adoro

    mia nera Madonna,

    Ti venero,

    mia accondiscendente sposa

    mi prostro innanzi a te

    mia delirante visione

    e mi alimento d’ogni tuo fluido

    fino ad esserne sazia

    fino a che i tuoi reni

    inarcati per la follia dei miei baci

    cedano in voluttuosa cascata di piacere

    l’ostrica spalancata del tuo lungo ansimare.

    Grappoli i tuoi seni

    a cui aggrapparmi e surgere

    il tuo nettare di miele.

    Mi inchino a te mia Venere,

    mia impaziente gazzella,

    mentre indomita decidi di nutrirti

    del frutto del mio ventre.

    Oh Poesia! Tu che mi possiedi

    al possederti e scorri irrefrenabile

    in ogni mio alito di vita.

    Tu che mi rivesti ogni papilla gustativa

    Tu che dell’iride mia fatta prigioniera

    hai preso il posto

    Tu che lambisci coi tuoi sguardi d’immenso

    la realtà delle mie palpebre

    e con la tua pelle di bisso profumato accarezzi

    il cuore mio tremante ad ogni tramonto

    su questa terra rendendolo

    trepidante ad ogni nuova alba.

    Tu che impossessandoti di ogni mia cellula

    mi hai resa simile a te

    strumento e mezzo per generare pace e turbamento.

    Come feto regale nel mio ventre

    hai atteso quaranta stagioni

    covando il fuoco della creazione

    hai composto ogni tuo singolo gameto

    per farne dono a me incoscente

    protagonista della tua gestazione.

    Sull’altare del dio Pan,

    sì proprio lì, dove mi ero

    congiunta a te nella mia quinta luna.

    In quel luogo di tormento e dannazione,

    in quell’oasi di piacere e sofferenza.

    Lì, incapace di resistere alla vita, ti ho partorita,

    amandoti fin dal primo istante.

    Martina Lorai Meli
    Accetto il regolamento

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    1. Quasi un Sabba dedicato alla creazione poetica come momento di altissima e vivificante purificazione.
      La Poesia, che nell’essenza è madre e padre, amante e figlia, e che brucia come un fuoco inestinguibile dell’animo.
      E’ una lirica molto passionale, ai limiti dell’estasi.
      Difficile da comprendere, per chi non l’ha mai provata, ma comunque molto efficace come rappresentazione del dramma.
      Perché la poesia, comunque ognuno di noi la viva, ha sempre in sé la curva drammatica, come nelle tragedie greche che narrano le gesta degli uomini e dei loro Dèi.

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  2. ACCETTO IL REGOLAMENTO

    La felicità è amore

    Ricerchiamo la felicità anche negli attimi più tenebrosi
    Specie quando iniziamo a vedere tutto nero
    Se la felicità, da piccoli, era l’attesa per il natale o feste in generale ora non è più vero
    Crescendo va via la magia e l’anima si intorbidisce, come grovigli di rami nodosi

    L’essere dell’uomo stanco sta quasi per vacillare
    L’uomo che non ha amore non sa cosa dare, avere o semplicemente amare
    Resta in attesa di un qualcosa di buono, qualcosa o qualcuno che lo possa cambiare
    L’amore che dona una vera donna porta felicità, essa resuscita l’animo, lo porta fino alle stelle e insieme danzare.

    Trovare la persona giusta è fortuna e non esiste ricchezza più grande
    C’è chi aspetta e chi si arrende
    C’è chi prega Dio e chi è stato esaudito
    E c’è chi, come me, ha trovato l’amore e per essa è impazzito.

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  3. Accetto il regolamento

    SLAM POETICO
    Non mi interessa la
    poesia gridata nei
    microfoni perché la
    poesia è già grido.
    Non mi interessano
    gli slam poetry se
    questi servono a
    fare spettacolo.
    Non mi interessa
    vincere medaglie
    di cartone come
    premi di cristallo.
    Non mi interessano
    i poetry slam se non
    per raccontarmi con
    le mie poesie.

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    1. Non so cosa sia un “poetry slam”, ma mi sembra che questi versi siano un grido lanciato a favore di tutto ciò che la poesia può esprimere di non convenzionale e di controcorrente.
      Perché una poesia deve coincidere con la forma del cuore del suo autore, e in tale caso: bingo!

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  4. Accetto il regolamento

    ATTORI E POETI
    Attore e poeta
    son dei fingitori
    che se bravi e capaci
    illudon certo molto bene.
    Fanno creder veramente
    che finzione è realtà
    e realtà è finzione
    senza fare gran fatica.
    Quando attore e poeta
    scrivono e recitano
    se son bravi
    poi ti gabbano.
    Sotto sotto ai lor lavori
    poi si celan verità
    qui negate
    per timore.

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  5. Accetto il regolamento.

    A MIA MADRE

    Tu vorresti che io fossi bella e di successo. Io vorrei che tu fossi amore e forza nel deserto. Vorrei sapere che le tue braccia si apriranno, la tua voce sarà fiato di fuoco lunare e mi benedirá qualunque essere io sia e stia diventando ogni giorno.
    Ho atteso le nuvole del tuo cuore immacolato e ancora tutto imballato, lo conservi senza il coraggio di aprire un regalo prezioso. Lo conservi come le camicie da notte più belle e le vestaglie più eleganti, nella valigia per l’ospedale che non riesci mai ad usare, anche il resto del tuo corpo non ti vuole ascoltare e ti lascia vivere senza disturbare. Sono rimasta con te quando potevo andare, osare la mia estraneità, sono rimasta quando tu credevi fossi lì per caso, ero con te e con mio padre in attesa che si manifestasse il miracolo della trasfigurazione, e le nostre coscienze si incontrassero come le acque dei torrenti al fiume, come il sangue che parla e si spiega.
    Poi la vita ha trasformato me, l’amore mi ha reso madre senza che lo chiedessi, volevo soltanto sapere che esisteva una madre dentro di me: la prova concreta è questa figlietta che mi cresce innanzi agli occhi e anche quando dormo. E nelle mani che le scelgono e preparano le pietanze, nelle mani che lavano e stendono i suoi vestiti, nei miei occhi che la seguono senza disturbare il suo sviluppo, ho ritrovato te mamma! gli attimi più preziosi e più puliti che hanno deciso di resistere alla nostra distanza e restarmi accanto, ogni volta che hai alimentato il mio corpo e la mia fantasia, che mi hai reso libera e dignitosa, che mi hai insegnato pulizia e rispetto degli altri. Il resto sta sbiadendo. Lascialo finalmente scivolare via. Trova il coraggio di raccontartelo ti prego, fai qualche sforzo di memoria, guardalo, perdonati come ti ho perdonato io. E tu vedresti quanto sono felice nella dignità dell’Amore. Mi manca un tuo abbraccio da sempre. È vero che sono grande ormai, e chi ho accanto, mi nutre d’amore e mi stima come nessuno al mondo. Ma dentro di me ci sarà sempre quella piccola bambina silenziosa che aspetta la tua tenerezza. Vorrei almeno sapere che vorresti farlo, vorrei guardare mia figlia e non trovarmi a dover combattere la nostalgia nello sguardo, lottare e pregare che lei non la trovi nei miei occhi, non Ora. Ora è il Presente, è il Nuovo, e bisogna passare Oltre. Fallo anche tu. Trovami nel cuore.

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  6. il cane milfone –

    Smarrita, sbiadita come un Pierrot, Paola cerca la salvezza saltellando tra una pozzanghera e l’altra. Un ombrellino rotto ma pieno di colori, appoggiato come un cappellino sopra la testa. Rovista, Paola. Rovista nei monumentali, al suo cospetto, secchioni della raccolta dei rifiuti. I suoi 45 chili vogliono tutto. Vogliono, soprattutto, la conferma che ogni grammo di ogni singolo spaghetto, o morso di carne, o spicchio di mela, sia stato buttato, cestinato, eliminato. Sottratto al suo corpo, per un po’ libero di volare. Volare. Bello volare, pensa Paola. E soffia sul palmo della mano, immaginando una bolla di sapone, leggera e salva, mentre si arrampica centimetro dopo centimetro verso le nuvole. Curiosa. Ostinatamente curiosa è Paola. Ogni pianto, ogni rimpianto può svanire, rovistando tra gli scarti degli altri. Il secchio dell’immondizia, ancora di salvezza quando il chiodo della magrezza morde il centro della fronte. Quello stesso secchio così pieno di segreti. Perché ognuno, si sa, ha il suo. Paola ha paura del cibo che si aggrappa alla sua carne. E tu? Tu che segreto hai? Rovista nel secchione, Paola. Scarpe spaiate, consumate, portafortuna rotti, portafogli vuoti. Un torso di mela, una mela appena morsa. Un mazzo di carte, qual è il mio futuro? Un fumetto pasticciato. Un enorme peluche. Un cagnone di peluche, morbido e un po’ triste, pensa Paola. Il dolore del chiodo, al centro della fronte, fa male e, pure, ispira… . Paola allontana il piatto e avvicina la penna. Il cane di peluche è nel secchio perché è stato punito. Era fatto di carne, ossa, denti e latrati. È stato punito, trasformato da chissà quale strano incantesimo, questo Paola deve ancora capirlo, in un giocattolo di stoffa. Preso, avvolto in una busta e buttato via. È stato punito perché, e qui Paola ride e la risata fa vibrare tutti i suoi 45 chili, perché era un cane milfone. Perennemente arrapato, si avventava addosso ad ogni mamma vagamente avvenente che frequentasse la sua casa, anche solo per 5 minuti, magari venuta per recuperare il figlio, lasciato a fare i compiti con Pietro, il padroncino del cagnone. Il cane milfone, arrapato, punito. Trasformato e abbandonato, come in una fiaba antica. Ride e ride ancora Paola. Quant’è bella Paola quando ride. La storiella del cane milfone va limata ma è quasi pronta per essere aggiunta alla sua piccola, minima collezione di racconti stronzi, così li chiama, stronzi e improbabili. E impubblicati. E ride, ride ancora Paola.
    Simone
    (accetto il regolamento)

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    1. L’anoressia è un drago silente, che sputa cibo e fuoco dalle fauci facendo terra bruciata di ogni brandello d’anima e di corpo.
      Perché è un cancro dell’anima, ancor prima che del corpo, e forse non esiste cura se non quella di accettare di amare ed essere amati.
      Per quello che si è, non per ciò che crediamo che gli altri vorrebbero che noi fossimo.
      Un racconto molto significativo e spiazzante, perché non offre alcuna soluzione consolatoria. Solo un’ironia graffiante verso il mondo intero, se stessi compreso.

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  7. Accetto il regolamento
    -Armonia-

    È a Gennaio,
    quando il cielo azzurro è violento e lieve deliziosamente
    che la deflagrazione della bomba interiore
    sarà pari
    al nostro stagionale copricapo.

    La grezza delicatezza degli spinaci,
    aiuterà a confondere l’immane squilibrio
    che nel nostro colore preferito non vorrebbe confidare.

    Magari, non affidandosi ai profumi emanati
    da una incredibile ma altra persona,
    alle catturanti sue congetture,
    ai suoi modi altruisti e meravigliosi,
    oppure anche si…

    comunque nessuna formula magica
    riuscirà a funzionare
    senza il potere delle nostra guerra.

    Dal profondo rosso del nostro rosso profondo,
    grazie alla nostra Poesia
    possiamo trovare la terza chiave,
    quella armonica,

    sinfonia da usare in compagnia o da soli,
    lacrimando sorrisi e brividi,
    ritratto ed emozione d’esser vivi
    pronti anche a soffrire.

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    1. Personalmente quello che colgo a prima vista è una serie di flash emozionali apparentemente indipendenti l’uno dall’altro.
      Ma rileggendo la lirica al contrario, ossia partendo non dal primo paragrafo bensì dall’ultimo, e risalendo a ritroso fino alle origini, allora sì che vedo il filo rosso che li cuce insieme tutti quanti come perle di una collana!
      E quindi immagino che sia questa l’armonia di cui parli – che unisce gli spinaci al cielo, le congetture ai profumi, le lacrime ai sorrisi.
      E se ho interpretato l’insieme nel senso giusto, penso che il tuo esperimento emozionale e comunicativo sia riuscito!

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      1. Grande Donatella! Chiaramente non sono stato consciamente direttore della sinfonia che la tua passione letteraria è riuscita a scovare, ma in passato ho pubblicato geltOUb”, che prevedeva la rivoluzione del testo, da leggere proprio dall’ultimo la primo verso. Qui un intervista di ZOSÈ PAPERI che svela le mie marachelle… https://giuseppecartablog.wordpress.com/2018/03/25/geltoub-zose-paperi-intervista-giuseppe-carta/

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        1. Wow, ho letto!’… troppo forte!!
          Prima di tutto il tuo alter ego, che ti intervista dimenticando di essere se stesso, e ti invita alla delazione come fosse un avvocato del Diavolo.
          E poi l’idea del rewind poetico, che è poi il percorso che ho sperimentato io come lettrice per cercare di comprendere questa tua lirica così ermetica e particolare.
          Quindi potremmo dire che si tratta di percorso ondivago parzialmente cosciente, che riallaccia questa lirica alla nascita di GeltOUb, rimbalzando come un elastico tra le liriche che hai scritto nell’intervallo tra i due.
          Quindi mi viene da pensare che forse questo processo di rimandi e rimbalzi possa essere il ritmo naturale che contraddistingue la tua creazione letteraria, e sarò molto curiosa di conoscerne gli sviluppi futuri!

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  8. Paura

    Io non sono capace di stare a guardare il silenzio, eppure son qui. Non parlo né bisbiglio e mangio bocconi di vuoto,
    Ingoiando l’assenzio dei muri che erigo.
    Consentendo a quel muto vociare di sguardi di tarparmi le ali, di ingabbiarmi anche i sogni,
    di silenzio mi tingo le labbra ma non i pensieri.
    Non son brava a lasciare parlare il silenzio.
    Mi pervade la rabbia di quelle parole inespresse, non concesse alla vita che ho intorno e che scappa, mentre resto a pensare al silenzio.
    Non son buona a lasciar tacer le emozioni.
    Io le strappo da cuore, le imbavaglio  e le getto, ne cancello anche il nome.
    Ma ritornano li, nella testa, in quel vuoto che riempie il silenzio affollato d’assenza. Mentre a braccia conserte mi grido in silenzio che sto andando a cercare a tentoni una scusa per restare nel certo.
    Sono qui in un limbo di immobili scelte mai fatte, le budella contratte in un vano provare a evaquare le scorie mai dette. 
    Ma se ascolto il silenzio e lo ascolto davvero, la sua voce mi parla. Non lo voglio ascoltare, ecco il vero! E Dimeno neuroni di gelo, per convincermi a torto che ho provato a raggiungere il cielo. Io che il cielo lo guardo incantata fra cammini di nubi, disegnando futuri che restano sogni.
    La camicia di forza che ho messo e che stringe ogni senso e ogni cellula blocca nell’ora, ora ha un nome e si chiama paura.

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    1. Hai descritto perfettamente la ridda di emozioni contrastanti, ingarbugliate e inafferrabili che dimorano nell’angoscia del non poter agire per cambiare le cose.
      La paura è come una catena che si trascini dietro un’immensa pesantissima palla al piede che rallenta ogni movimento, rendendo inefficace ogni azione.
      E’ terribile essere prigionieri della paura, ma di questi tempi capita sempre più spesso di dover lottare con tutte le proprie forze, all’interno del proprio cuore ,per riuscire a scacciare da esso la paura.
      Ma quello che conta non è non provare mai paura (solo agli incoscienti accade questo), bensì imparare a gestirla, a combatterla e ad aiutare le persone che amiamo e che ci sono vicine a fare altrettanto.
      Molto forte e sincera, bella!

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  9. accetto il Regolamento –

    IMBRODAMI DI TE

    Nel breve abbrivio allo sbranarci in brividi
    nella penombra bracca le mie membra
    timbrami, ora, con le febbrili labbra
    sbrigati e sgombra la brina che m’imbrana.

    Bramo l’ebbrezza del tuo vibrare brado
    brulica e abbracciami, sì, squilibratamente
    imbrigliami e ubriacami di ambrosia
    imbrodami di te, brilla e fibrillami…

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    1. Brr, Brr… !!
      Brividi di lettere, sparse ovunque come fiocchi di neve.
      Basta stendere la lingua per assaporarli in disordine a uno a uno…
      Molto intricata e allitterante.
      Bella! 😀🌸

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  10. Accetto il regolamento
    -E sono in viaggio-

    E sono in viaggio
    una valigia vuota
    Parto leggero
    lascio anche il pensiero
    Un racconto non scritto
    le sue pagine in bianco
    Intingo la penna
    in quella ferita
    ultimo acre sapore
    della vita passata
    e stillo parole mai dette
    Sono in viaggio
    porto solo me stesso
    Vado verso il tramonto
    ma non guardo per terra
    e procedo sereno
    Assaporo la strada
    mi godo ogni passo
    Ora sì sono parte del mondo
    lo vedo, lo ascolto, lo inspiro
    E sono in viaggio
    Vado verso il tramonto

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    1. Tutti siamo infinitesimi frammenti di stelle che sorgono, brillano per un attimo sul loro percorso e poi tramontano.
      Ma il sorgere non è mai vano, anche se si brilla soltanto per un attimo.
      L’importante è avere un orizzonte verso cui dirigere il percorso del proprio effimero brillìo.
      Infonde un gran senso di armonia e di pace, molto bella e significativa! 😍🌸

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  11. Accetto il regolamento. Non partecipo all’antologia.
    Un addio

    Ma in fondo perchè
    Chiedere al tempo di cambiare,
    Alla neve quando cade
    Di scottare come fuoco.
    Del silenzio che ci avvolge
    Colgo gli attimi pulsanti
    Batte forte nella testa
    E in quel poco che ci resta
    Tra un sospiro ed un addio.
    Gerardina Rainone

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    1. La ricetta magica per una vita felice è vivere con consapevolezza, in modo naturale e seguendo il flusso della propria armonia.
      E soprattutto senza mai pretendere la Luna quando è impossibile che ci sia.
      Molto saggia e sincera. Bella!😍🌸

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  12. Accetto il regolamento
    -Nulla da Temere-

    Ognuno nel suo passato, ognuno abbandonato al suo destino.
    Io piango quando penso che un angelo mi ha abbracciato e detto che non c’è nulla da temere.
    Me lo sono detto così tanto volte prima.
    Ma questa volta penso di dirlo con certezza.

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    1. Esprime una grandissima fiducia nell’amore, che riesce a farci credere realizzabili anche imprese a prima vista impossibili.
      Ma se manca quello, allora sì che abbiamo paura del baratro, che potrebbe aprirsi da un momento all’altro, per puro gioco del caso, proprio davanti ai nostri piedi.
      Vive l’amour!!! ❤️

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  13. Accetto il regolamento
    Giancarlo Economo

    -Scartare contenuti vuoti-

    Marco guardava fiero il figlio. Giulio aveva 32 anni, viveva da solo da quando ne aveva 19 e aveva un lavoro che gli permetteva una tenore di vita agiato. Frequentava bella gente, ricchi industriali, politici importanti, artisti affermati. Insomma era un ragazzo che di certo gli aveva dato tantissime soddisfazioni, anche se non aveva ancora trovato l’anima gemella.
    E, com’era tradizione, Giulio festeggiava il suo compleanno con tutta la parentela, circondato da amici e colleghi. E mentre scartava i tanti regali di lusso ricevuti, Marco osservava felice.
    Ma a quei doni mancava il vero valore: l’affetto. E, mentre scartava quei regali, Giulio rifletteva sul fatto che tutto era legato alla forma, all’apparenza, al mantenimento dei buoni rapporti con persone che potevano tornargli utili nel suo lavoro ma che avrebbero potuto anche distruggergli la carriera con un battito di ciglia.
    E in tutto ciò, lui avevo perso il contatto con l’amore che aveva lasciato il posto solo ad un gran freddo in fondo all’anima.
    Avrebbe voluto gettare via insieme al contenuto di quei pacchi anche quello dell’intera sua vuota esistenza.
    E fu in quel momento che Luca, il suo nipote preferito, gli si gettò tra le braccia e con quel suo sorriso contagioso gli urlò: “Sio, tatti aguli” e gli stampò un bacio umidissimo sulla guancia porgendogli un foglio spiegazzato.
    Giulio ricambiò il bacio e, nell’osservare quel disegno, rimase esterrefatto.
    C’era la solita casetta con tanto di finestre tutte di forme diverse, con un sole sorridente che riempiva un cielo celeste. Accanto alla casa due alberi con una chioma verde sopra i classici tronchi marroni.
    Davanti c’era un giardino con un viottolo e sul prato, con due fiori alti quasi quanto gli alberi, c’erano tre figure: una donna, dalla lunga chioma nera, un bambino, leggermente più basso, ed un uomo.
    Eppure quel disegno commosse incredibilmente Giulio.
    L’uomo nel disegno era lui perché Luca lo aveva disegnato con una piccola macchia sul viso e con una sigaretta in bocca. Ed anche se in molti nella sua famiglia fumavano, lui era l’unico ad avere quel piccolo neo sulla guancia sinistra.
    Luca aveva ritratto lo zio con una donna e il loro bambino.
    Giulio abbracciò forte Luca e gli sussurrò: “Grazie angioletto, hai saputo ancora una volta scaldare il mio cuore”.
    Di colpo quella serata assunse un significato ben diverso per Giulio.
    Forse non era proprio tutto da buttare, ma esisteva ancora un grande spazio vuoto da riempire con l’amore per una donna con cui crearsi finalmente una sua famiglia.

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    1. Dobbiamo sempre ascoltare con attenzione ciò che ci ficono i bambini, perché si rivolgono al bimbo che da sempre dimora dentro di noi, e a cui diventando adulti non si dà mai retta e affetto abbastanza.
      Bella e commovente.
      E anche vera, suppongo! 🤔😉🌸

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  14. Accetto il regolamento
    -La musica del mare-

    Dea, dalla risata magnetica è contagiosa, mi convocò.
    Io: “perché parli così?”
    Dea:” quella che senti è la musica del mare. C’è l’hai dentro pure tu. Bella no?” Sorrise.
    Io:”mi serve il tuo aiuto, il mio amico è stato preso.
    Stavano venendo per una questione molto importante”.
    Dea:”venivate da me per cosa?”
    Io:”per salvare il mare, sta per arrivare la marea rossa”.
    Dea:”ricorda, i sogni sono l’unica salvezza”.

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  15. Accetto il regolamento-
    -Abbracciami-

    Abbracciami amore mio
    perché quando lo fai
    non sento più le crepe del mio cuore.
    Stringimi, perché è l’unica cura per la mia malattia che si chiama amore,
    è l’unica cura
    al tempo tiranno della memoria a cui resto avvinghiata,
    alle rughe che ballano intorno ai sorrisi
    della gioventù che muore,
    ai miei pensieri impacciati che cercano i tuoi baci nei miei seni non più floridi, all’umido del fiore tra le cosce
    che si apre e poi muore
    nell’infinito dell’amore.
    E inseguo a piccoli passi
    in questo viaggio della vita
    nell’ignoto del futuro
    ciò che volevo trovare:
    un poco di poesia.
    La trovo dietro i tuoi sguardi,
    dentro un sorriso, nella foglia che vola nel vento, nella notte insonne che mi tiene incatenata ai pensieri,
    nella tua mano che vogliosa e delicata mi sfiora l’inguine
    come se il tempo non fosse mai passato.
    Stringimi perché quando lo fai non sento più le crepe del mio cuore.

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    1. L’amore come consolazione e cura per tutte le angosce e le difficoltà che incontriamo sul cammino della Vita.
      Perché senza l’amore la vita sarebbe solo il movimento automatico di un dispositivo meccanico di sopravvivenza.
      Molto bella e romantica!

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  16. Accetto il Regolamento

    Sette punti

    Non a caso
    mi han segnato:
    una mappa sul mio viso
    sette punti di sutura
    e assegnato giusta cura.

    Luce accesa sul mio volto
    ma di buio circondata
    anima spenta da molto.

    Se ho gia’ perso la partita
    non mi sono resa conto
    e credendo fosse vita
    ho pagato senza sconto.

    Episodi sparsi e vari
    devon essere come fari
    ma chi cieco rende il cuore
    lo confonde con amore.

    Altre non hanno capito
    ci han creduto di piu’ ancora
    vanno avanti all’infinito
    e nel nulla sono ora.

    Una donna come te
    ma come sicura che?
    Se ne dicon di parole
    ma qui dentro si sta sole.

    Devi sol quindi sperare
    di frenare punto e a capo
    serve pure anche la luna
    di coraggio e di fortuna.

    Sette punti ho vinto pure
    sette note di dolore
    sette giorni a ragionare
    cosa dire cosa fare.

    Cicatrice ragnatela
    che ti invade anima a sera
    che esibisci forte e fiera
    da teutonica guerriera.

    Armatura mascherata
    con rammendo assai sapiente
    da quell’angelo imbiancato
    tra corsie incanalato.

    Ma ancor oggi che catena
    non si allevia questa pena
    da carezze ti allontani
    non le tolleri le mani.

    La ragione si fa strada
    ma ai punti si ritorna:
    la partita su scacchiera
    resta immobile
    e’ ormai sera.

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  17. Accetto il regolamento

    Forse mi salvo

    Al centro commerciale
    le stelle odorano di naftalina

    Sulla giostra per cammelli svettano i lustrini del deserto
    Resto imbottigliato nella corsia dei compratori

    Al banco delle offerte con il salvagocce non trovo il salvavita

    Forse se compro un abito nuovo mi salvo
    Il senzatetto l’ immigrato hanno sorrisi

    Usano il dentifricio più speranzoso al mondo
    E pensare che uomini potenti hanno la carie in cuore

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    1. Lampi di coscienza frammentaria ma lapidaria.
      È così che funziona ormai la nostra attenzione, deviata ogni stante da framnenti di esistenza interrotti.
      Ma è comunque meglio avere una coscienza intermittente che una coscienza assente.
      Ironica, intermittente e anche un po’ amara – ma molto interessante e bella! 😍🌸

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  18. Accetto il regolamento

    Avevo 9 anni
    Quella sera eri bellissima
    lo eri anche gli altri giorni
    e lo saresti rimasta
    per sempre giovane.

    Quella sera eri sorridente
    quando salimmo in auto
    la vita scorreva
    guidavano per noi
    avevo 9 anni.

    Quando vidi per l’ultima volta il tuo sguardo
    quando invece di abbracciarmi
    fu immenso e lungo quell’attimo
    ed io dovetti sostenere te.

    Una Pieta’ rovesciata

    Avevo 9 anni.

    Gli occhi tuoi e i miei
    la vita ci lasciava
    la vita mi lasciava
    seduta sul sedile
    di quella ford enorme
    per una come me
    che aveva 9 anni.

    Suonavan le sirene
    ma tu eri gia’ altrove.

    Io son rimasta sempre
    seduta nei tuoi occhi
    celesti come quella ford
    taunus in quel 15 febbraio 1976
    Avevo 9 anni.

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  19. Accetto il regolamento

    -Emendamento-

    Via del foglio
    Verso 18
    Vietato morire di poesia
    La vita qualche volta insulta
    Poi chiede scusa
    Con me l’ ha fatto
    Chiederò al governo un emendamento per me
    Mi sia concessa l’eutanasia
    Iniettatemi dei versi per endovena

    Ma di uno bravo

    "Mi piace"

    1. Montale direbbe “spesso il male di scrivere ho incontrato”… 😉😜
      E in effetti è proprio così!
      La scrittura è un dono e una maledizione, oggi dà e domani prende.
      E a volte se ne va senza salutare e senza dire se e quando tornerà.
      Ma noi sappiamo, che ritorna (quasi) sempre.
      È troppo bello scrivere, non potremmo rinunciarci mai.
      Condivido in pieno il tuo pensiero poetico.
      Molto bella e sincera! 😍❤️

      Piace a 1 persona

    1. La famosa fumata nera, sintomo dell’immobilismo e della stasi, che sta a indicare l’insuccesso dei vari tentativi di imprimere una svolta.
      I camini di pietra che “sputano sentenze” mi fanno pensare a chi si arrocca sullo status quo e non vuole mollare la propria intransigente visione del mondo, anche se dentro di sé, in cattiva fede, sa bene che è sbagliata.
      Ma per cambiare i camini bisognerebbe poter cambiare l’intero impianto di riscaldamento…😉😟
      Non so se ho visto giusto, ma leggo in questi versi una sfiducia profonda verso qualsiasi possibilità di cambiamento.
      Molto angosciante, ma interessante. Mi piace! 🤔😳😍

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  20. COME LE ROSE

    Sotto il grigio
    di cenere
    brucia la brace dell’essere.
    Volontà incoercibile
    lenta e inesorabile
    si oppone
    a ciò che tutto tace,
    ossia alla morte.
    Vita di rosso vestita,
    come rosa
    in punta di spina,
    che scrive col sangue
    sul dito
    “io sono”.

    Donatella Sarchini
    (accetto il regolamento)

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  21. Accetto il regolamento
    -Sereni orizzonti-

    Ora sei qui, il tempo è passato
    sembra infinito
    pronti a disegnare colori nuovi
    pallidi
    timidi, eppure forti
    nel dubbio farò la cosa più giusta
    mi anticipi e mi lasci sorpresa
    è casualità? una nuova maturità?
    Ti ho visto guerriero e ho potuto sperare per il meglio
    Tra noi c’è una sottile corda
    Non si aggroviglia alle nostre anime
    Non si vede, nessuno lo sa
    Due burattini uno nelle mani dell’altro con ruoli diversi, complementari
    È una questione di mente
    La tua incasinantemente coerente
    La mia spazia,
    si nutre di musica, e cerca una conclusione a un amore sbiadito
    Ma so che non c’è una conclusione
    Saremmo sempre due anime
    Complementari
    Beviamo gli uni dagl’occhi dell’altro
    Ogni modo è giusto
    Ogni modo è noi
    Stanchi o energici, ma sempre vincenti
    Quando non credi in te ci sarò
    Quando la vita ti calpesta avrai sempre la mia mano per rialzarti
    Quando vorrai cazzeggiare sarò la migliore compagnia
    Perché ora sei un amico

    Piace a 2 people

    1. Quando l’amore si trasforma in amicizia perché la passione si è esaurita è un po’ triste… come nella canzone di De André sull’amore perduto.
      Ma può trasformarsi comunque in un sentimento profondo e prezioso, che può durare tutta la vita offrendo grande affetto e arricchimento ad entrambi.
      Questa lirica è come una mano che si tende verso una mano amica che non saprà mai dure di no. Bella! 😀🌸

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  22. ACCETTO IL REGOLAMENTO

    -L’amore che si perde-

    L’amore é una lama a doppio taglio
    Quando l’acchiappi ti fai male e la lasci andare
    Ti accorgerai tardi di quel maledetto sbaglio
    Amore non è solo amare ma semplicemente dare

    Tutto quello che hai dentro al petto
    L’amore non esiste
    E potrei sembrare triste
    Ma l’amore vola via se non lo tieni stretto

    Ma l’amore non esiste
    è un cappio al collo
    Ti guarda e insiste
    Tu perdi il controllo

    Lascia andare
    Lascia perdere
    Lascia scorrere
    Amore più non amare

    Esiste un connubio tra odio e amore
    Nasce l’odio quando inizia il dolore
    Così forte che dura per ore
    Ma nonostante tutto senti ancora il suo odore

    L’amore non esiste
    L’hai lasciato andare
    Insieme al tuo orgoglio e alle tue conquiste
    E non dover perdonare

    Ti accorgesti troppo tardi di quello che era
    Ora piangi e lui si dispera
    Vagli incontro e abbraccialo forte
    Perdona, dimentica per la buona sorte.

    Pensando a tutto l’amore provato
    Ripensando agli attimi trascorsi e alla felicità
    Ci si rende conto che l’unica cosa che si pensa sempre é la persona che tra mille difficoltà hai amato
    E che ti ha amato
    L’amore non è odio anche se può portare dolore, essa rende salda questa nostra realtà.

    Piace a 2 people

    1. Le mille e una contraddizioni insite nelle peripezie ondivaghe dell’amore.
      Ognuno ama a modo suo, come sa, e come può.
      L’amore è un incastro di affinità elettive.
      Se quest’incastro c’è, alla fine di ogni burrasca si raggiunge comunque salvi l’altra riva.
      L’amore muove le montagne e cavalca le onde dei mari.
      Ma bisogna essere in due a scalare e a navigare, altrimenti non potrà mai funzionare.
      Come cantava Marie Laforêt negli anni ‘70, “Vive la vie, vive l’amour e vive le vent!” 😍😍🌸🌸

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  23. Accetto il regolamento
    -Partenze e arrivi nella quiete-

    All’inizio della salita,
    circondati da circostanze
    che regalano tranquilla follia
    nonostante l’invitante dirupo.

    Accumulando energia
    per la lunga e impossibile ascesa,
    proseguendo fino in fondo,
    passo dopo passo,
    parola dopo parola,
    sbaglio dopo sbaglio,
    dolore dopo dolore,
    gioia dopo gioia,

    e poi arrivare.

    Basta telegiornali catastrofici,
    basta paura del tempo,
    basta soffocare le nostre contraddizioni distruggendo il pianeta,
    basta.
    È arrivato il momento di gioire,
    e sofferenza,
    nostra testarda compagn(i)a di viaggio
    scambiata per nemica,
    faciliterà l’arrivo del punto di partenza:
    sentirsi arrivati adesso.

    Piace a 2 people

    1. Finalmente una bella iniezione di coraggio, ottimismo ed energia!
      Basta piangersi addosso – che tanto non serve a niente.
      É il momento di cavalcare le onde buone, quelle che portano a una riva amica.
      L’unica cosa che conta è saper agire con resilienza e riuscire a chiudere il cerchio che stava dissipando inutilmente le sue energie per inseguire la tangente.
      Mi viene in mente quella bellissima canzone di Neffa che si intitola “Il mondo nuovo” ed è accompagnata da un video fantastico, che ogni volta che lo guardo mi infonde speranza nel futuro e fiducia negli esseri umani.
      Non in tutti, ovviamente – ma nella maggior parte sì.
      Perché secondo me c’è del buono nella maggior parte degli esseri umani, e voglio continuare a crederlo.
      Una lirica molto significativa e positiva, che mi fa dire con entusiasmo “Buon 2020 a tutti gli esseri umani di buona volontà” e quindi anche a tutti noi Autori in Evoluzione!! 😍😍😍😍😍

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      1. Grazie Donatella! Il concetto di Evoluzione è intimamente collegato alla positività insita in ogni respiro e sospiro. La consapevolezza che grazie a “Basta telegiornali catastrofici,
        basta paura del tempo” ci può far vedere le cose sotto una luce più realistica e naturale è la spinta principale che questa nuova Epoca ci vuole mostrare. Neffa è un maestro, ti ringrazio di avermi accostato al suo genuino impegno sociale ❤

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