I vincitori del contest letterario Radici, impulso e rivoluzione – Quarta edizione


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WEB Contest letterario gratuito

Radici, impulso e rivoluzione

radici-sbocciate1

Parole senza duello

timoni che alitano direzioni

teatro che smaschera presunta realtà.

-La libertà è Poesia,

come Teatralizzare la via?-

La quarta edizione del Contest letterario gratuito di TEATRO e POESIA “Radici, impulso e rivoluzione” è promosso dall’associazione culturale “Meris in Domu” e dal centro culturale NAI.

Radici, impulso e rivoluzione” è una raccolta di commedie composta da tre copioni tragicomici e da un canovaccio.

Per esigenze di emancipazione l’ambientazione avviene nella realtà della Sardegna, centro del Mediterraneo e connessione pacifica per i popoli… (Continua QUI)

Autori in Evoluzione


-Il tema era libero ma sono state particolarmente gradite le cronache della normalità, quelle che sanno scegliere l’aria da respirare, trasformare il dolore in gioia, che non si dedicano alla parte oscura delle cose o almeno ne sanno trovare l’armonico senso, che accettano la diversità di opinione senza volerla “migliorare”.

-La sezione era inoltre teatralmente UNICA (Canzoni-Short Story, Poesia e ….) ed è stata scritta con massimo 33 strofe o 420 parole.

Tutte le Opere QUI

I FINALISTI QUI


imageGinepro d’ONORE

Il ginepro d’onore è il premio che Giuseppe Carta offre all’Autore che più l’ha commosso, Autore emerso con impeto nella dedizione alla causa, l’Evoluzione! Questa volta è stato assegnato ad Alessandra Pisu.

Alessandra Pisu

A MIA MADRE

Tu vorresti che io fossi bella e di successo. Io vorrei che tu fossi amore e forza nel deserto. Vorrei sapere che le tue braccia si apriranno, la tua voce sarà fiato di fuoco lunare e mi benedirá qualunque essere io sia e stia diventando ogni giorno.
Ho atteso le nuvole del tuo cuore immacolato e ancora tutto imballato, lo conservi senza il coraggio di aprire un regalo prezioso. Lo conservi come le camicie da notte più belle e le vestaglie più eleganti, nella valigia per l’ospedale che non riesci mai ad usare, anche il resto del tuo corpo non ti vuole ascoltare e ti lascia vivere senza disturbare. Sono rimasta con te quando potevo andare, osare la mia estraneità, sono rimasta quando tu credevi fossi lì per caso, ero con te e con mio padre in attesa che si manifestasse il miracolo della trasfigurazione, e le nostre coscienze si incontrassero come le acque dei torrenti al fiume, come il sangue che parla e si spiega.
Poi la vita ha trasformato me, l’amore mi ha reso madre senza che lo chiedessi, volevo soltanto sapere che esisteva una madre dentro di me: la prova concreta è questa figlietta che mi cresce innanzi agli occhi e anche quando dormo. E nelle mani che le scelgono e preparano le pietanze, nelle mani che lavano e stendono i suoi vestiti, nei miei occhi che la seguono senza disturbare il suo sviluppo, ho ritrovato te mamma! gli attimi più preziosi e più puliti che hanno deciso di resistere alla nostra distanza e restarmi accanto, ogni volta che hai alimentato il mio corpo e la mia fantasia, che mi hai reso libera e dignitosa, che mi hai insegnato pulizia e rispetto degli altri. Il resto sta sbiadendo. Lascialo finalmente scivolare via. Trova il coraggio di raccontartelo ti prego, fai qualche sforzo di memoria, guardalo, perdonati come ti ho perdonato io. E tu vedresti quanto sono felice nella dignità dell’Amore. Mi manca un tuo abbraccio da sempre. È vero che sono grande ormai, e chi ho accanto, mi nutre d’amore e mi stima come nessuno al mondo. Ma dentro di me ci sarà sempre quella piccola bambina silenziosa che aspetta la tua tenerezza. Vorrei almeno sapere che vorresti farlo, vorrei guardare mia figlia e non trovarmi a dover combattere la nostalgia nello sguardo, lottare e pregare che lei non la trovi nei miei occhi, non Ora. Ora è il Presente, è il Nuovo, e bisogna passare Oltre. Fallo anche tu. Trovami nel cuore.

double faceContest Double-Face

La capacità di immersione e fruizione delle Opere in Contest, raccontando in totale lirica compassione la propria esperienza di lettura.

Donatella Sarchini

Questa volta non scegliamo nessuna sua esperienza di lettura in particolare. Perché scegliere un pezzo di cuore rispetto ad un altro pezzo di cuore? La passione, la serietà e l’esempio che Donatella Sarchini ci offre senza risparmiare alcuna goccia del suo tempo, qui merita un premio speciale. Riuscirà IL CASO EDITORE a pubblicare Donatella Sarchini? IN questo Contest DOUBLE FACE il premio sarà la possibilità di pubblicare con Paradigma NOUU!

alloro

Vincono e sono CAPOFILA ex aequo

Maria Teresa Dotti e Simone Colonna

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Maria Teresa Dotti

Sui tetti i camini
sputano
come sentenze
bocconi di fumo grigio
Tutto tace

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Simone Colonna

Il cane milfone

Smarrita, sbiadita come un Pierrot, Paola cerca la salvezza saltellando tra una pozzanghera e l’altra. Un ombrellino rotto ma pieno di colori, appoggiato come un cappellino sopra la testa. Rovista, Paola. Rovista nei monumentali, al suo cospetto, secchioni della raccolta dei rifiuti. I suoi 45 chili vogliono tutto. Vogliono, soprattutto, la conferma che ogni grammo di ogni singolo spaghetto, o morso di carne, o spicchio di mela, sia stato buttato, cestinato, eliminato. Sottratto al suo corpo, per un po’ libero di volare. Volare. Bello volare, pensa Paola. E soffia sul palmo della mano, immaginando una bolla di sapone, leggera e salva, mentre si arrampica centimetro dopo centimetro verso le nuvole. Curiosa. Ostinatamente curiosa è Paola. Ogni pianto, ogni rimpianto può svanire, rovistando tra gli scarti degli altri. Il secchio dell’immondizia, ancora di salvezza quando il chiodo della magrezza morde il centro della fronte. Quello stesso secchio così pieno di segreti. Perché ognuno, si sa, ha il suo. Paola ha paura del cibo che si aggrappa alla sua carne. E tu? Tu che segreto hai? Rovista nel secchione, Paola. Scarpe spaiate, consumate, portafortuna rotti, portafogli vuoti. Un torso di mela, una mela appena morsa. Un mazzo di carte, qual è il mio futuro? Un fumetto pasticciato. Un enorme peluche. Un cagnone di peluche, morbido e un po’ triste, pensa Paola. Il dolore del chiodo, al centro della fronte, fa male e, pure, ispira… . Paola allontana il piatto e avvicina la penna. Il cane di peluche è nel secchio perché è stato punito. Era fatto di carne, ossa, denti e latrati. È stato punito, trasformato da chissà quale strano incantesimo, questo Paola deve ancora capirlo, in un giocattolo di stoffa. Preso, avvolto in una busta e buttato via. È stato punito perché, e qui Paola ride e la risata fa vibrare tutti i suoi 45 chili, perché era un cane milfone. Perennemente arrapato, si avventava addosso ad ogni mamma vagamente avvenente che frequentasse la sua casa, anche solo per 5 minuti, magari venuta per recuperare il figlio, lasciato a fare i compiti con Pietro, il padroncino del cagnone. Il cane milfone, arrapato, punito. Trasformato e abbandonato, come in una fiaba antica. Ride e ride ancora Paola. Quant’è bella Paola quando ride. La storiella del cane milfone va limata ma è quasi pronta per essere aggiunta alla sua piccola, minima collezione di racconti stronzi, così li chiama, stronzi e improbabili. E impubblicati. E ride, ride ancora Paola.



Complimenti a tutti i partecipanti e grazie a tutti coloro che ci hanno supportato!

Il ringraziamento agli AUTORI che hanno partecipato al nostro evento, questa volta è ancora più sentito, ognuno di essi potrà interpellare IL CASO EDITORE e chiedergli la Luna!

1 il caso editore

Contatti: paradigmanouu@gmail.com

https://paradigmanouu.wordpress.com

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