ControVerità: Giancarlo Tiamat spiega il sistema e offre soluzioni.


Sa Defenza Channel

Una bella conferenza di Giancarlo Tiamat , molto partecipata , la sovranità individuale , i trust ecc. tutte cose che tutti gli umani dovrebbero sapere , poi la novità della moneta sovrana un bella notizia per tutti gli esseri umani , il video è lungo ma denso di informazioni utili , vi incoraggiamo a vederlo tutto , poi se siete interessato scriveteci alla mail sadefenza@gmail,com , stiamo mettendo in piedi un comitato dei sovrani … una saluto a tutte e tutti. Sa Defenza SA DEFENZA, con articoli, chiarimenti, spunti di dibattito e di idee nuove, intende portare chi legge nel luogo sicuro del libero pensiero, dove la mente si avvicina a comprendere cosa si può e si deve fare per avere consapevolezza di sé stessi e di ciò che è positivo per la gente e la terra di Sardegna.

Giancarlo Di Tiamat:

Ambasciatore del Tribunale popolare della Legge naturale e cofondatore del Sistema Economico Sovrano

https://sistemaeconomicosovrano.org/

https://conto.sistemaeconomicosovrano.org/user/newsSingle/3

Un nuovo Paradigma Economico, oltre il virus

Uno dei pochi uomini politici italiani dotato di senso della storia, Giulio Trem….

Uno dei pochi uomini politici italiani dotato di senso della storia, Giulio Tremonti, ha paragonato la presente emergenza da Coronavirus al 1914. Con lo sparo di Sarajevo all’arciduca Francesco Ferdinando, erede dell’impero asburgico, iniziò la prima guerra mondiale e si chiuse la Belle Epoque, il periodo avviato negli ultimi decenni del XIX secolo, tra innovazione scientifica, progresso industriale e diffuso ottimismo. La pallottola del nazionalista serbo Gavrilo Princip non troncò solo la vita dell’arciduca, ma la fece finita con l’epoca degli imperi e l’egemonia planetaria dell’Europa. Quel che porterà il 2020, lo choc del virus, con il suo fardello di morti, distruzione delle orgogliose certezze e disastro economico non lo sappiamo ancora. Abbiamo tuttavia la convinzione che i mesi, i giorni che stiamo vivendo siano quelli di un tornante della storia, di un cambio di paradigma economico, culturale, esistenziale. Ci sarà tempo per approfondire riflessioni etiche ed antropologiche, ma intanto è necessario salvare il salvabile e mostrare coraggio, inventiva e capacità progettuale, affinché questi tempi non siano gli ultimi di ieri, ma i primi di domani. Rimaniamo sul terreno economico e finanziario: la globalizzazione è in crisi, oggi è contagiata in quanto per un trentennio è stata contagiosa. Che fare, allora? La premessa è la necessità di mettere al riparo la nostra nazione dagli effetti drammatici di una crisi che può azzerare il benessere faticosamente conquistato, negli ultimi venti, trent’anni perduto a spizzichi e bocconi. E’ l’ora di decisioni gravi, della responsabilità nazionale e di scelte nuove. Recuperare la sovranità, economica, monetaria e politica è la condizione preliminare per ricominciare. Tra gli italiani che si stanno impegnando con maggiore energia, emerge un gruppo di uomini e donne – economisti, studiosi, pensatori, analisti politici- che sta lavorando alla costruzione di un nuovo paradigma, tentando di costruire un centro di gravità- fatto di idee e misure concrete – in grado di determinare un radicale cambiamento. Metapolitica, sterile teoria? Niente affatto, il principio è “primum vivere”. Con il contributo di una schiera di economisti estranei al mainstream accademico, politico e ideologico, è stato predisposto un vero e proprio piano di salvezza nazionale. Idee, progetti, misure, proposte forti, ma assolutamente realistiche, in grado di dare la scossa alla nazione nel momento più buio, ma soprattutto restituire speranza. Da subito, da oggi. Non è un invito, ma una pacifica chiamata alle armi per cogliere, nel pieno di una straordinaria, quanto imprevista crisi globale, l’occasione per imprimere, finalmente, un ampio cambiamento economico, monetario, produttivo e geopolitico, orientato a superare il vecchio paradigma e adottarne uno nuovo, più sostenibile, umano e positivo. In uno scritto successivo, cercheremo di indicare le linee guida e i presupposti ideali che animano gli estensori del piano. Qui e adesso, tentiamo di fornire una prima “cassetta degli attrezzi” del progetto elaborato da personalità del calibro di Nino Galloni, Fabio Conditi, Alessandro Coluzzi e altri. E’ urgentissimo far capire ai connazionali che l’Italia non ha bisogno di prestiti internazionali, sia nella forma drammatica del Meccanismo Europeo di Stabilità, ovvero la fine della Grecia, la svendita agli avvoltoi e la rapina della risorse della nazione, e neppure in quella, meno violenta, ma comunque estranea all’ interesse nazionale, dei cosiddetti Coronabond. di Maurizio Blondet

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Un diverso punto di vista sul sistema monetario attuale

Mai come in questi ultimi mesi viene utilizzata la parola “complottista” per ind….

Mai come in questi ultimi mesi viene utilizzata la parola “complottista” per indicare un concetto od una informazione distonica con il Pensiero Dominante o Pensiero Unico. Tutto quanto non sia avvalorato dal comune pensare sul quale la persona non abbia mai posto la propria attenzione – prima e non si sia posta delle domande o non sia andata alla ricerca di informazioni in merito – dopo, viene dai più etichettato come argomento complottista e finisce tutto lì. Uno degli argomenti tabù della nostra società, sul quale essa stessa si basa, vive o sopravvive è il Danaro ovvero il cd. Sistema Monetario. Questo viene additato dai più come un argomento di difficile comprensione insegnato all’Università e considerato generalmente come una questione immeritevole di attenzione poiché accettato da tutti così come è e molto probabilmente, nessun amico, parente, collega o partner ha mai sollevato dubbi o domande su come funzioni il danaro e inoltre questo sarà quindi regolato, controllato da chi di dovere che si atterrà a delle regole ferree imposte. Molti anni fa iniziai a farmi delle domande proprio sul danaro e da allora tutto è cambiato dentro di me e nel mio modo di vedere la nostra società. Iniziai senza rendermene conto un percorso difficile il cui approfondimento, stranamente, non interessava a nessuno! Come funzionava veramente il danaro che utilizziamo tutti i giorni? I miei “occhi nuovi” vedevano attorno a me la Natura, la Terra apparire come generatrici di ricchezza reale ma agli occhi della nostra società, invece, semplicemente un costo, un peso. Alcune delle domande allle quali non avevo risposta erano “che cosa è il danaro? Come funziona veramente? Che cosa costituisce vera ricchezza? E soprattutto “chi crea il danaro?”, “come lo crea?”. Iniziai quindi un periodo molto difficile perchè le risposte che stavo cercando confliggevano con la mia educazione universitaria e con quanto mi era stato insegnato e per costruire qualcosa di nuovo occorre ripartire dalle fondamenta, non si può realizzare un qualcosa di nuovo su basi inadeguate. Quindi mi dovevo dimenticare di quanto appreso in anni di università ed iniziare da zero! Che cosa è il danaro veramente? Chi lo Crea ? Come lo crea? Queste domande mi hanno tormentato per mesi e per chi si avvicina all’argomento con occhi nuovi occorre precisare che in questo argomento la complicazione è nemica della chiarezza. Semplificando si arriva a vedere la Realtà. La complicazione è, tra le tante cose, fumo nei nostri occhi per impedirci di vedere. Ormai raramente parlo di questi temi perchè con mio grande disappunto non interessano a nessuno, addirittura chi comprende questo meccanismo tende a dimenticarlo in un tempo relativamente breve. Se avrete chiaro come funziona il Sistema Monetario con grande probabilità non avrete più bisogno di leggere il giornale od ascoltare le notizie perchè capirete che nel Sistema del Pensiero Unico attuale il concetto di come funziona il danaro ha delle basi errate che vengono però costantemente ed implicitamente ripetute, consciamente od inconsciamente che sia, da politici, giornalisti, padri di famiglia, professori ed insegnanti. Ma una bugia ripetuta all’infinito non diventerà mai Vera! E quando qualcuno andrà a sollevare la questione ed a fornire una versione diversa da quella generalmente accettata, verrà con tutta probabilità aggredito e tacciato di essere un complottista! Le Tre Domande Guardandovi attorno potrete individuare nel nostro Sistema tre tipi di strumenti che usiamo come danaro. Conio metallico (le cd. Monetine), Banconote e Credito Bancario. Solitamente nessuno o quasi riesce ad individuare i tre tipi, la maggioranza addirittura (tra cui professionisti con laurea ed esperti del “settore”) ha difficoltà con il terzo tipo: Credito Bancario chiamandolo il virtuale oppure assegni o carta di credito o nomi talmente ridicoli che non rammento. Monetine, banconote e credito bancario. In che percentuale circolano? Sono pubbliche o private? Sia ben inteso la funzione del danaro è ovviamente pubblica, ma alla funzione segue anche la titolarità, la proprietà nel nostro Sistema? Le monetine sono ovviamente create dalla Zecca di Stato e sono pacificamente pubbliche, da tempo si parla del fatto che il loro costo di realizzazione sia superiore al valore nominale! Costano più di quanto valgono! Un giorno potrebbero sparire, forse. Le banconote, invece, aprono degli scenari molto interessanti che chi vorrà potrà approfondire come per esempio come nasce storicamente la banco nota (nota di banco). Le banconote sono emesse dal Sistema Bancario Centrale e questo crea le prime difficoltà nell’individuazione della natura della Banche Centrali (pubbliche o private?) ma lascerò questo argomento in sospeso per il momento. La terza componente si chiama credito bancario, questo grande sconosciuto. Innominato ed innominabile. Certamente di natura privata, ma in che percentuale questo è rispetto a banconote e monetine? Anche a questa domanda raramente ottendo la risposta corretta che è tra il 2% ed il 3%. Ma che cosa è il credito bancario e come nasce? Ci insegnano all’università che la banca faccia da intermediario e precisamente che La principale funzione economica svolta dalla banca consiste nel trasferire risorse finanziarie (ossia, moneta) dai soggetti che ne dispongono a quelli che invece ne difettano, ponendosi come controparte di ciascuno di essi. Questa funzione, detta di intermediazione, è esercitata attraverso la raccolta di fondi dai risparmiatori e la concessione di prestiti a imprese e famiglie, per le loro esigenze di investimento e consumo. ( https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/cultura-finanziaria/informazioni-base/banca/index.html ) Se continuiamo ad interrogarci sul tema ci dovremmo domandare in che misura una banca possa fare questa intermediazione, la banca presta ciò che detiene? Presta in una misura inferiore a ciò che detiene od in misura superiore? Tenendo a mente però che perchè una banca possa prestare occorre una persona che volontariamente sia disposta a contrarre un debito. Per capire la misura in cui una banca possa prestare occorre capire il concetto di Riserva Frazionaria. Secondo Wikipedia, nei secoli passati, i gioiellieri, che ricevevano in deposito l’oro, capirono che si poteva tenere in cassaforte solo una piccola parte dell’oro ricevuto in deposito, perché i nuovi depositi di metallo prezioso superavano di solito i prelievi di oro e solo in rare occasioni accadeva il contrario. Per affrontare quest’ultima evenienza, i gioiellieri tenevano parte dell’oro ricevuto sotto forma di riserva, usando la restante quota di oro per impieghi redditizi. Le stesse regole, applicate alla moneta, valgono per le banche moderne che dell’attività dei gioiellieri sono l’evoluzione. Lo scopo della riserva è dunque di obbligare le banche a garantire un livello minimo di liquidità, che deve soddisfare la normale operatività degli istituti. https://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria Quindi una banca detiene solo una minima parte dei depositi purchè i prelievi siano inferiori ai depositi per mantenere un equilibrio operativo di cassa. Quindi vi siete accorti del primo problema? Se la definizione di banca è quella di intermediario tra i risparmiatori e chi necessita un prestito e se la banca può prestare PIU’ di quanto siano i depositi, possiamo definire una banca “intermediario” che fa da tramite come dichiara Banca di Italia? Nel corso degli anni la cd. riserva frazionaria obbligatoria è gradualmente diminuita, aumentando quindi la possibilità delle banche di “prestare”. Un livello di riserva del 50% vuol dire che una banca può prestare il doppio del valore dei propri depositi, a fine anni 90 la riserva era del 10% per arrivare all’attuale 1%. 1% significa che una banca può prestare fino a 100 volte (ma sono molti di più per chi intende approfondire https://www.ecb.europa.eu/mopo/implement/mr/html/calc.en.html ). Quindi riassumendo una banca può creare danaro per un multiplo di volte i depositi. Come può una banca creare danaro? Qui viene il bello perchè chi crea il danaro in verità è colui il quale volontariamente si rivolge ad una banca per richiedere un prestito. L’atto di promettere di pagare una certa somma nel tempo od ad una certa scadenza è il momento in cui il danaro viene creato. Una promessa di pagamento a fronte del quale la banca crea una scrittura contabile che ne anticipa una parte che alla scadenza pattuita verrà restituita con gli interessi. Quindi come nasce il danaro nella nostra società? Il danaro nasce dal debito, dal debito di qualcun’altro. A qualsiasi somma in circolazione corrisponde un debito equivalente da qualche altra parte! Danaro e debito sono le due facce della stessa medaglia. Perchè nella nostra società esistono più debiti che danaro? Perchè nascendo il danaro dal prestito e dovendo un prestito deve essere restituito con interessi il Sistema del debito deve espandersi esponenzialmente semplicemente per continuare ad esistere. Questo è un Sistema di Schiavitù Monetaria dove non è più l’Essere Umano al Centro con la sua energia, la sua intelligenza, la sua forza a creare valore per sé e per gli altri, bensì un Sistema di cd. moneta a corso legale o moneta fiat che per continuare ad esistere parassita le nostre energie del quale siamo inconsapevoli schiavi. Riassumendo: nel nostro Sistema almeno il 97% del danaro che utilizziamo è “creato” da organizzazioni private: banche. Il danaro nasce dal debito ed è esso stesso un debito di qualcun’altro. Arnaldo Spicacci Minervini

Blockchain: che cos’è, come funziona e a cosa serve

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Blockchain significa, letteralmente, catena di blocchi. Il principio tecnologico che sta alla base della blockchain è sfruttare Internet per rilasciare un nuovo modello di database, distribuito e blindato, che abilita un libro mastro digitale (distribued ledger) congeniato in modo tale permettere di gestire le transazioni in bitcoin in maniera sicura. Ma l’innovazione tecnologica di questa forma di registrazione non è solo quella di eliminare la necessità di una gestione centralizzata. Blockchain: che cos’è Dal punto di vista tecnico, la blockchain è un libro mastro pubblico, dove vengono registrate le transazioni di un bene digitale, che ha il suo principio più efficace nella moneta bitcoin. Il bitcoin, non si trova da nessuna parte in forma fisica, ma esiste solo come transazione registrata su questo libro mastro digitale. «La blockchain è un nuovo paradigma culturale è un nuovo modo di ragionare l’economia dello scambio che trascende il concetto di moneta digitale, attraverso un’innovazione che non chiede il permesso e che si basa sul principio del consenso distribuito. Per questo la blockchain è associata alla disruption. È un po’ come all’esordio di Internet: nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo nel giro di pochi anni. Google, Facebook, Amazon … sembravano idee troppo estreme, eppure si sono realizzate. Oggi bisogna immaginare quali applicazioni renderà possibili la blockchain. Non sono d’accordo con l’idea che potrà risolvere qualsiasi problema: l’af?dabilità del registro pubblico è un problema ancora aperto, risolto fondamentalmente solo per i bitcoin». Blockchain: come funziona Nel caso della criptovaluta, ogni blocco della blockchain contiene un certo numero di transazioni ed è connesso a un altro attraverso una rete punto a punto (peer to peer) che, a sua volta, si collega a un protocollo di convalida per ogni nuovo blocco che si va aggiungere alla catena. Ogni nodo (ovvero un computer connesso alla rete) riceve una copia della blockchain, scaricata in modalità automatica. Le transazioni non vengono registrate singolarmente ma in blocchi: un blocco ogni 10 minuti. Ogni blocco, dunque, contiene un puntatore che lo collega al blocco precedente e condivide il registro di tutte le informazioni che sono state validate dal sistema. «Nella concatenazione dei blocchi – ha ribadito Ametrano – ogni nuovo blocco è costituito da un gruppo di transazioni più recenti, che vengono registrate e aggiunte in ordine cronologico: questo consente agli operatori di mercato di tenere traccia delle transazioni in valuta digitale senza che sia necessario consultare un registro centrale».

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