Vince ed è Capofila del Contest letterario Una Pagina in A5

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Il contest letterario UNA PAGINA IN A5 nato per salutare l’avvento di

libro BIANCO

il NON ROMANZO di giuseppe carta, Opera nata  per SPOSTARE IL LIMITE.

 

Avere una pagina bianca e farcirla di specialità.

Essere unici e riflettere senza presunzione.

Partire senza destinazione e trovare la meta.

UNA PAGINA IN A5 è la gara letteraria che si assume la responsabilità di TUTTO.

 

La giuria era composta dagli AUTORI IN EVOLUZIONE che hanno partecipato al CONTEST. Ricordo che era possibile votarsi, proprio come fa  giuseppe carta quando si vanta di aver pubblicato il suo CAPOLAVORO:  il NON ROMANZO pirata libro BIANCO. 

Aggiungo che chi si è auto-votato, come da regolamento ha avuto una menzione IRONICA sul web. In futuro non sarà più possibile autovotarsi. Questo Contest è l’eccezione che conferma la regola.

CONCLUSIONI

 

I GIURATI IN VALUTAZIONE hanno votato e tutti gli AUTORI IN EVOLUZIONE sono stati menzionati almeno una volta, PER CUI questi sono stati:

 

I FINALISTI:

Lorena Carta- DANIELA FERRARI- Massimo Acciai Baggiani- angelofelicetti- Rita Stanzione- Teresa Meloni- Rosella Lubrano- Daniele Rocchi- Cristina Stuardi- Gianfranco Isetta- Donatella Sarchini – Gerta B.N- Cuneo Roberto Gabriele- Maria Rosaria Lussu- Max Mao- Giancarlo Economo- Claudia Magnasco- Marco Marci- Blues Marty- Daniela Paola Gintoli- Marcella Marocchini- Paolo Giusti-  Erika Petrossi- Emanuela Di Caprio- Antonella La Frazia- Miss Polette- Federica Natale- grigatomichele- Martial Djah-                                    Mariagrazia Gomba – Mr. Pelotas- 

 

 

GINEPRO.jpgGinepro d’ONORE

 

Angelo Felicetti

– Albe Nere –

 

comunicato dalla base missilistica di Hopetime: Siamo sospesi in attesa di un’alba che non arriverà mai. Il mare brucia le nostre chiatte abbandonate, abbiamo pochi oggetti che spartiamo come fratelli, ma non riusciamo a comunicare…. non parliamo la stessa lingua.
Hopetime è lontana dal mondo, ma è dentro una voragine. L’ipocrisia getta fantasmi e ombre che spariamo, ammazzandone forse qualcuna, che ritornerà anche domani.
Per questo dispaccio ho barattato un pezzo d’anima per un po’ di inchiostro nero e ho trafugato del tempo dalle clessidre del deserto, non credo se ne accorga nessuno, e io posso vivere senza un pezzo d’anima, forse! Traccio così il mio passaggio per riconoscermi, qualsiasi cosa accada.
Abbiamo sentito che i Signori delle Terre Bianche hanno addobbato i loro deschi per decidere le pietanze del giorno, mentre i Potenti delle Terre Nere sentono tremare la porta di Damasco e le voci di preghiera si sollevano come il vento del deserto, e loro sanno cosa vuole dire. Le Leggi impresse nel deserto vengono spazzate via, sommerse da urla e corpi ammassati. Le Terre Nere si sgretolano lentamente, si sovvertono le mappe tracciate nella storia, i confini diventano labili e crollano come spezzate le mura di ottomana memoria.
Cala la notte a Hopetime, una notte incerta, per un attimo mi ero illuso che Dike potesse scuotere le coscienze, ma si è fatta sedurre, non c’è traccia della sua verginità candita. Lungo le navate del suo palazzo si respira aria immonda, contagiosa. Ho perso il conto di quante volte le lacrime di Zeus sono ricadute sulle nostre teste per una figlia sciagurata puttana nell’anima, ancora vergine, ma priva di dignità.
Mi sono illuso che le pietre della saggezza, scolpite ai tempi di Gea, custodite dai Titani e affidateci come ricompensa, potessero illuminare il cammino dei popoli delle Terre Bianche e delle Terre Nere.
Ci ritroviamo qui in attesa che a un tavolo si giochino le carte giuste, o i dadi truccati, per far vincere la pace!
PS: abbiamo rovistato tra le cartacce destinate al macero, abbiamo trovato un messaggio: La libertà non appartiene più ai popoli, loro non la sanno gestire! La libertà è del denaro che la può comprare!

 

Vince ed è CAPOFILA

 

Martina Lorai Meli

– Che fine ha fatto Pallino –

 

Non so cosa è successo a mio figlio.
Dicevano che urlavo troppo forte.
Non ho voluto dargli retta.
Mio figlio era rotondetto. Era spiritoso. Era dolce come un orsetto. Lo chiamavo Pallino e ancora non so cosa gli è successo.
Un giorno sono arrivati. Hanno detto che era denutrito, che non aveva fatto il vaccino, che non poteva stare più a scuola e l’hanno portato via.
Urlava.
Urlavo.
Mi hanno presa.
Hanno detto che non stavo bene, che mi avrebbero aiutata.
Mi dimenavo.
Poi non ricordo altro.
All’improvviso il bianco. Ancora lo vedo.
E’ tutto bianco. C’è tanta luce. Mi abbaglia. Ho la gola secca. La bocca impastata. La testa vuota.
Dove sono?
Non riesco a muovermi.
Sono bloccata.
Mi hanno legata?
Non capisco.
Sono su un letto. Non riesco a girare nemmeno la testa.
Voglio urlare! La voce non esce.
Dov’è Pallino?
Non saprei dire quanto tempo è passato.
Ora non mi legano più.
Non serve. Non riesco più a muovermi.
Arriva la signora grassa. Armeggia con la flebo. Poi dormo.
Ho urlato tanto all’inizio. Mi hanno anche messo delle cose sulla testa.
Un dolore mi ha attraversato tutto il corpo. Vibravo. Mi contorcevo. Credevo che sarei esplosa. E’ stato orribile. Poi è passato.
Non ho sentito più niente.
Mi hanno detto che era per il mio bene.
Pallino dov’è?
Un giorno sono venuti a prendermi. Era quando ancora camminavo.
Hanno detto che avevo visite.
Un uomo con la valigetta e due carabinieri mi attendevano.
Hanno detto: suo figlio deve essere seppellito, deve firmare le autorizzazioni.
Non sono riuscita a dire nulla. Ho cercato di alzarmi e ho iniziato a vomitare.
Non ricordo altro.
Cos’hanno fatto al mio Pallino?
Quel giorno sono morta anch’io, ma loro non lo sanno.
Non parlo. Non mangio. Ho tubi ovunque.
Dicono che ho cercato di farmi fuori. Non ricordo.
Dicevano che urlavo troppo forte.
Ho smesso.
Che fine hanno fatto fare a mio figlio?

 

Complimenti vivissimi a tutti! Grazie per la partecipazione! Se sarà il caso proporremmo una Antologia che ci ricorderà di essere stati vivi in un periodo particolarmente complesso. Il merito degli AUTORI IN EVOLUZIONE è quello di  essere determinanti nell’evoluzione della civiltà. NOI CI CREDIAMO!

 

Il caso editore:

Paradigma NOUU

Paradigma NOUU 1

 

 

Tutte le opere del contest Una pagina in A5

 

 

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2 risposte a “Vince ed è Capofila del Contest letterario Una Pagina in A5

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