Controverità: Il rischioso mestiere del drago


Don Elia: Il rischioso mestiere del drago

Il rischioso mestiere del drago

Ogni mattina il guerriero di Cristo si alza dal letto con il segno della croce per iniziare gagliardo una nuova giornata di lotta. Prima di scendere in campo per sferrare battaglia, si rifocilla spiritualmente con la fervente preghiera e con la parola del suo Signore, che lo istruisce e lo fortifica.

…ben consapevole che è la Provvidenza a guidare la storia, traendo il bene anche dal male e facendo concorrere ai Suoi scopi pure l’agire dei malvagi. Questa viva certezza, ben diversa da un astratto teorema intellettuale, lo spinge a gettare in Lui ogni sua preoccupazione (cf. Sal 54, 23; 1 Pt 5, 7), soffocando sul nascere ogni pensiero deprimente e ogni tentazione di scoraggiamento…

Tutto ciò è precluso ai potenti di questo mondo, che non contano sul vigore della grazia (di cui sono in gran parte privi), ma su fallaci mezzi umani.

Tale sembra esser la sorte del nostro attuale tiranno (Draghi), preso nella morsa di un angoscioso dilemma.

I bene informati sostengono che il famoso recovery fund (preferibilmente fondo per la ripresa, visto che la nostra lingua possiede i termini corrispondenti) non è erogato dalla Banca Centrale Europea, bensì dal fondo di investimento Blackrock, quindi con capitali privati, dai quali gli Stati diverranno dipendenti. La ragione di questo cambio di rubinetto è che la Federal Reserve è stata riportata da Donald Trump, durante il suo turno di presidenza, sotto il controllo dello Stato americano.

Pare però che i gestori del fondo Blackrock non apprezzino la piega autoritaria presa dal governo italiano e, come condizione per la concessione del prestito, avrebbero chiesto un allentamento delle misure restrittive.

L’attuale capo di cosa (ops! casa) nostra non è tuttavia libero di acconsentire alla proposta, dato che i suoi mandanti non vi sono affatto propensi.

gli hanno dato un grazioso avvertimento facendo investire due persone nella strada in cui abita, proprio nei giorni del vertice. Che scomoda situazione… Come dire: o stai al gioco o ti ammazziamo. 

Le notizie confuse e contraddittorie di questi tempi convulsi si spiegano alla luce di una guerra sotterranea.

un conflitto nascosto tra le due grandi correnti della finanza globale, che si ispirano, l’una, al giudaismo talmudico, l’altra, al giudaismo chassidico.

Il contrasto riguarda il modo di stabilire il dominio mondiale: per la prima (rappresentata dai soliti Rothschild, Soros, Gates e Rockefeller) esso deve basarsi sulla gestione dell’alta finanza apolide; per la seconda (rappresentata dai Lubavitcher, che hanno in Putin e Trump i loro campioni) sulla sovranità degli Stati.

In ogni caso, i globalisti avrebbero perso la guerra e starebbero cercando di arginare la sconfitta.

Come se non bastasse, pare che la Cina abbia loro voltato le spalle…

Se non riuscissero a ottenere i loro scopi con un crollo finanziario, i globalisti non si farebbero scrupolo di innescare una guerra mondiale, mossa che hanno più volte tentato, d’altronde, in Siria e in Ucraina.

Intanto le pedine dei globalisti, pur insistendo ancora nell’imporre inflessibilmente l’iniezione, han cominciato a suonar la campana dei cambiamenti climatici e della transizione ecologica, costretti a cambiar registro dalla sempre più manifesta falsità della narrazione pandemica. (Don Elia)

http://lascuredielia.blogspot.com/2021/11/ilrischioso-mestiere-del-drago.html?m=1

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