Giuria popolare della gara letteraria Radici, Impulso e Rivoluzione. Entro Domenica 11 Aprile


La giuria popolare potrà scegliere il Capofila della gara letteraria Radici, Impulso e Rivoluzione.

Bisogna scegliere tra i 6 finalisti le 5 Opere che più ci son piaciute, in ordine di gradimento.

Non ci si può auto-votare

Possono partecipare (con onore) tutte le persone che gradiscono essere imparziali e tutti gli autori che hanno partecipato alla gara letteraria.

TUTTE LE OPERE IN GARA

Le Opere finaliste

Patrizia Tedeschi

La Sacra Bibbia di Patty

Entro in un’arena, salgo su una pedana, con le sembianze di un leone.
Mi rivolgo al pubblico sui palchi di un grande circo.
-Signori e signore benvenuti nel mondo di Patty!-
La gente applaude.
-Oggi, qui, ci sarà un grande spettacolo dove verranno frustati i domatori,
vestiti da pagliacci!
Seppur non ho niente in mano,
son forte di me stessa, della mia verità!
Pensate che loro avranno scampo, se anche voi scenderete dai palchi
ed entrerete nell’arena?-
La gente sbigottita mi guarda e io continuo.
-Per risalire alla verità dobbiamo risalire ai tempi dei tempi,
alla creazione del creato a quello che voi chiamate dio.
Per questo vi leggerò la Sacra Bibbia di Patty.-
Un signore distinto sdegnato si alza e urla:
-Blasfemo! Vada retro satana!
Ma io calma gli rispondo:
-Ehi tu! Avvicinati! Non credi sia possibile che ci hanno
dominato con dogmi e tabù? Non credi che ci hanno sottomessi
attraverso cose che non vediamo per poi poter farci accettare
l’assurdo?-
-Lei è pazza!
– Sono pazza perché vedo le cose differenti da te?
Perché tu ti accontenti di essere spettatore della vita
che gli altri hanno deciso per te?
Vedi una realtà illusoria attraverso uno schermo
che ti ha rinchiuso in schemi.
Il mondo è folle! Dov’è finito il buon senso?
Esci fuori, sii protagonista della tua vita!
E se pure quello che vivrai è un film,
avrai deciso tu come viverlo e lo vivrai in piena libertà.
Vieni qui accanto a me, non aver paura del niente,
voglio sentire le tue domande.
E’ certo non risponderò a tutte, sennò quanto dovrò parlare?
Per le altre sarai tu a trovare le risposte
E spero per il tuo bene, che tu lo voglia!

Beh se volete conoscere la verità sulla nostra creazione, per prima cosa dovete scrollarvi di dosso tutto ciò che vi è stato detto e avete letto a riguardo. In pratica tutto ciò che avete assimilato.
Dovete avere un’ apertura mentale e dovete disporre di un forte senso critico, per valutare gli accadimenti,e soprattutto un intuito molto sviluppato e … lasciarvi guidare.
Iniziamo …
Tutto ebbe inizio quando Dio decise di creare il pianeta terra.
Lo plasmò a forma di disco- si sentì subito un brusio generale- e io aggiungo- per questo lo chiamiamo pianeta!
Lo rese un posto meraviglioso e accogliente. Tutte le cose erano perfette. Ogni cosa si trovava al punto giusto. Niente era stato lasciato al caso.

Manuela Cossu

-Mandala-

Nel quadrato della Materia,
Fonte di stabilità
Ma anche di prigionia,
Traccio le diagonali
Si formano triangoli
Che indicano la direzione
E la direzione è il Centro.
Traccio la croce,
Anch’essa passa per il Centro.
Il Centro.
È qui,
Che lo Spirito incontra la Materia.
È qui,
Che Io Sono.
È qui,
Che Tutto finisce.
È qui,
Che Tutto ricomincia.
È qui,
Che Creo il Cerchio Sacro della Vita
E puntino dopo puntino
La Coscienza si espande
Fino a diventare Uno col Tutto.
Io Sono Uno.
Io Sono Tutto.

Antonietta Fragnito

La vita in corsivo

Mi sono pacificata con la farina
Il mio cuore è un mulino
E’ una larva
È un labile abisso

Mi sono pacificata con la polvere bianca
Che sia neve
Che sia sposa liquefatta
Che sia morte che genera

Mi sono pacificata col nulla
Con la terra germogliata
Sono in pellegrinaggio
sulla via del grano

Sara Madeddu

Esedra

Balliamo su mucchi d’ossa,
frenesia estatica.
Ci prendiamo per mano,
volteggiando cerulei;
sotto la semiluna,
tra le pietre fitte, eterei,
vortici gioiosi di pipistrelli.

Partecipiamo,
alla caccia della civetta,
al canto del barbagianni,
al richiamo dell’assiolo,
rispondiamo.

Ci fondiamo e offriamo,
bronzei doni alla madre,
per gradinate basaltiche
sprofondiamo nel suo grembo,
e riemergiamo, ancora,
sacri d’acque,
sulle navi alate degli antenati.

Al risveglio,
nell’abbraccio dell’esedra,
al tuo posto è l’alba,
è la fine.

Maria Rosa Oneto

Il barattolo

La vita chiusa
in un barattolo.
Cloroformio e morfina
anziché aceto.
Per anni, mi sono conservata
al respiro dell’alba,
a quello spicchio
di cielo che mi aveva
rubato il cuore.
Al canto degli alberi
durante la tempesta.
Il mare era scosso,
pronto al dialogo
con la mia anima.
Parlava, affilando
conchiglie e scaglie.
Onde aguzze come
pietre, scalfite
dall’acqua.
Mi rimproverava
ed io ne ero contenta.
Rappresentavo: la Musa e lui, l’inganno.
Finché, non si portò
via quel barattolo
in cui ero chiusa
dentro.
E nessuno volle
mai crederci!

Serenella Menichetti

Punti di vista

Mamma, mamma, è uscita la carta della fortuna! – disse Viviana alla madre. –
Ti ho ripetuto mille volte di non toccare le carte! –
Angelica sbarcava il lunario leggendo tarocchi. Non che fosse una veggente ma intuizione e savoir faire le erano state di aiuto.
A Viviana piaceva particolarmente la carta della Torre, le ricordava quella degli Upezzinghi a pochi passi da casa sua.
“Sai Viviana, si narra che in quella Torre una regina prima di morire abbia nascosto un tesoro che fino a oggi nessuno ha mai trovato”, era solita raccontarle Angelica.
Questo aveva acceso in lei e in Sandro, suo compagno di avventure, il desiderio di poterlo cercare insieme.
L’uscita della carta della fortuna, sentenziò che quella sarebbe stata la giornata propizia.
La porta della torre era semichiusa:
Sandro c’è forse qualcuno? –
C’è una mostra di pittura. Ma questa per il custode è l’ora della solita pennichella. In esposizione c’erano diverse opere dalle forme stravaganti.
-Vieni Sandro dobbiamo ispezionare il muro, prendi la lente di ingrandimento e cerca di fare attenzione ai quadri! –
Non aveva ancora finito la frase che nella stanza si sentì un boato. Il quadro denominato: “Prigionia” stramazzò al suolo rovinosamente, altrettanto rovinosamente Sandro cadde sopra di lui.
L’opera si aprì come una scatoletta di sardine.
La notte di Viviana fu costellata da incubi.
E Sandro sognò di essere diventato Pinocchio.
Dopo giorni di silenzio, poi, sul Tirreno, in cronaca, l’immagine dell’opera squarciata, fece la sua bella apparizione.
Oddio! Viviana, adesso ci verranno a prendere! –
Sandro come al solito non riesci ad andare oltre –
Leggi prima di parlare! – disse la ragazzina mostrando l’articolo, il cui titolo in grassetto recitava: “OLTRE L’ILLUSIONE DELLA MENTE” opera in esposizione a Calcinaia, acquistata ad un prezzo sbalorditivo da una signora americana.
A Sandro, servì un po’ di tempo per riprendersi e capire che al quadro “PRIGIONIA” era stato cambiato nome in virtù delle lacerazioni. Strappi e pertugi. Le quali, se per i ragazzi erano state fonte di dispiacere per aver danneggiato l’opera per gli adulti: invece erano state fonte di piacere per averla migliorata.
Quando si dice: i punti di vista!

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