Web Contest letterario gratuito “Radici, impulso e rivoluzione” – Quinta edizione



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Gara letteraria gratuita “Radici, impulso e rivoluzione” – Quinta edizione

Quando ognuno ha il possesso della propria vita e si affida alla propria bellezza, il mondo si svela ed è pronto alla manifestazione. Partendo dal campo passato, seminando nel presente per raccogliere nel futuro.

Parole senza duello

timoni che alitano direzioni

teatro che smaschera presunta realtà.

-La libertà è Poesia,

come Teatralizzare la via?-

La quinta edizione del Contest letterario gratuito di TEATRO e POESIA

“Radici, impulso e rivoluzione”

è promosso dall’associazione culturale “Meris in Domu” e dal centro culturale NAI.

Radici, impulso e rivoluzione” è una raccolta di commedie composta da tre copioni tragicomici e da un canovaccio.

Per esigenze di emancipazione l’ambientazione avviene nella realtà della Sardegna, centro del Mediterraneo e connessione pacifica per i popoli… (Continua QUI)




da “Che giorno è oggi?” (V Scena – Atto Primo)

Elmas Dai, adesso basta. Perché gli Dei ci hanno fatto rincontrare?

Luana Perché tu hai bisogno di me per capire, e io ho bisogno di te per giocare.

Elmas È vero che tu non hai bisogno di imparare, insegnami a tessere!

Luana Che fretta che hai, sei come i bimbi. Da piccoli vogliono aiutare i grandi, poi quando crescono fanno tutto tranne quello. Se con calma imparerai, con calma te ne stancherai, del bisso.

Elmas Lasciami…

Luana La tua maturazione sta dando ottimi risultati!

Elmas Ehi! Sei più infoiata di qualsiasi uomo abbia mai conosciuto! Almeno loro dopo che vengono mi lasciano in pace. Dove hai imparato a leggere?

Luana Qui ognuno è un maestro. Non puoi mai lasciarti andare che subito qualcuno ti riprende e ti vuole correggere!

Elmas Bello…

Luana Si, si! Te ne accorgerai quando dovrai tingere il bisso con erba raccolta durante la Luna nuova. Quando dovrai aspettare il Libeccio per stenderlo e lavorarlo nel fuso di oleandro col latte di capra. Ahah. Te ne accorgerai! Tieni, è il giuramento dell’acqua. (Le porge un foglio di cartapecora)

Elmas È scritto nella nostra lingua…!

Luana I commercianti sardi sono obbligati a conoscere le altrui scritture se vogliono lavorare in tutto il mondo.

Elmas (Legge)

Levante, Maestro e Grecale

prendete la mia anima e buttatela nel fondale.

Che sia la mia vita per essere, pregare e tessere

per ogni gente che da me va e da me viene

senza tempo, senza nome, senza colore, senza confini, senza denaro.

In nome del leone dell’anima mia e dello spirito eterno.

Così sarà.”

Veramente ti vuoi sposare?

Luana Alludo alla possibilità di gestire il suo immenso patrimonio.

Elmas Come credi di riuscire a diventarne la padrona se non ti sposi?

Luana Vedi che ancora sei una bambina? L’arma della seduzione, se ce l’abbiamo la dobbiamo usare! Sarebbe contro natura non farlo.

Elmas Cioè?

Luana Filindeu era sposato con una donna bellissima…

Elmas È morta?

Luana …e non avendo figli si è dedicato anima e corpo al mantenimento della pace nel mar Sardo. Ora non ha la forza di risollevarsi e potrò averlo alle mie condizioni.

Elmas Mi fai un po’ paura…

Luana Io so vivere, cara! Libera sono nata e schiava son diventata. Trasformerò le mie sofferenze in felicità.

Elmas Ma non si può essere felice a spese di qualcuno…

Luana Io farò felice Filindeu! I sardi sono troppo arcaici, non sanno gestire le proprie ricchezze. Ora che si stanno allontanando dal simbolo di unione, il nuraghe…

Elmas Vorresti che questo luogo protetto dagli Dei diventasse come da noi o come nella terra del faraone?

Luana Esatto!

Elmas Quello che chiami progresso, porta gli uomini a uccidere per il possesso, per il potere, per sesso!

Luana Dopo che le hai bagnate, devi metterle prima nell’asciugatore! Non ses bona a nudda!

Elmas Cosa?

Luana Parlarti è tempo sprecato, devi ancora crescere.

Elmas E diventare come te? Preferisco restare stupida e arcaica.

Luana Ti preferivo quando eri solo sgualdrina e bò!



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Regolamento:

1Il tema è libero ma saranno particolarmente gradite le cronache della normalità, quelle che sanno scegliere l’aria da respirare, trasformare il dolore in gioia, che non si dedicano alla parte oscura delle cose o almeno ne sanno trovare l’armonico senso, che accettano la diversità di opinione senza volerla “migliorare”.

Il Contest letterario è riservato ai maggiori di 16 anni ed è un Contest gratuito.

2. La sezione è teatralmente UNICA (Canzoni-Short Story, Poesia e ….) e dovrà essere scritta con massimo 33 strofe o 420 parole.

3Si partecipa inserendo Massimo 4 Opere sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con un opera edita od inedita. Per un facile conteggio delle parole consigliamo questo link: Contacaratteri

Le opere senza nome, cognome e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email, ma nel modo sopra indicato all’inizio del punto 3.

Spiegazioni dettagliate qui: Come si partecipa al Contest

4. Premio: A SCELTA:

  1. Un fine settimana di soggiorno BnB presso “Arte di Carta” in Sardegna a Sadali, il fantastico paese dell’acqua, appena nominato tra i più bei borghi d’Italia
  2. Pubblicazione di un testo di massimo 100 pagine. By Paradigma Nouu, il CASO EDITORE
  3. N° 1 copia dell’Antologia di questo Contest, che sarà pubblicata da IL CASO EDITORE Paradigma NOUU Sarà premiato il primo classificato.

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 31 Marzo 2021 a mezzanotte.

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta dagli Autori in Evoluzione che hanno inviato la propria Opera, e dai lettori che in onore, scelgono le proprie preferenze. I giurati scelgono le 6 opere preferite in ordine di preferenza e alla fine del contest, le potranno indicare in questo link: QUI e anche alla mail: giuseppecartablog@gmail.com. Non ci si può auto-votare.

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

8. Si esortano i concorrenti ad un invio sollecito, senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione via mail giuseppecartablog@gmail.com indicando nell’oggetto “info contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando)

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove Opere partecipanti alla Gara Letteraria; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

12. Alla fine del Contest è prevista una raccolta ANTOLOGICA.  Tutte le opere pervenute, che a Nostro insindacabile giudizio dovessero risultare meritevoli di pubblicazione, verranno inserite nell’Antologia, che sarà pubblicata da “PARADIGMA NOUU” Il caso editore.

Per partecipare al Contest Radici, Impulso e Rivoluzione senza partecipare all’antologia, occorre darne comunicazione entro la scadenza del contest, fissata per il 31 Marzo 2021 a mezzanotte (Siamo di maglia larga.)

13. Diritti d’autore: Partecipando al concorso, gli autori concedono al blog il diritto di pubblicare la propria Opera all’interno di giuseppecartablog e dell’Antologia. Gli autori, continuano a tenerne la piena titolarità, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore, concedendo il diritto in maniera non esclusiva.

Si ringrazia  OUBLIETTE MAGAZINE per il supporto organizzativo!

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24 pensieri su “Web Contest letterario gratuito “Radici, impulso e rivoluzione” – Quinta edizione

  1. Accetto il regolamento

    Elisa

    Elisa ha nella giacca un dolore
    Ha sprecato quattro sguardi in pieno agosto
    Ha scambiato una bugia per preghiera
    Le hanno disfatto i sogni come un letto
    Elisa che credeva di baciare
    ma trasferiva rossetto su una pietra
    Elisa che è rimasta incatenata
    ad un’ alba straniera
    Elisa che perde pioggia dagli occhi
    Il sole che le offre il fazzoletto
    Elisa che cammina sopra i tacchi
    dentro le calze a rete
    Elisa con il fumo nelle vene
    Elisa che è caduta senza guerra
    Elisa che ora vola rasoterra

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  2. Accetto il regolamento

    Brancola nel buio
    il mio animo
    in subbuglio
    Poi lentamente
    Si placa
    Lentamente
    cede il posto
    ad una pacata
    malinconia

    Chiedo silenzio

    Altieri Emilia

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  3. Patrizia Tedeschi
    Accetto il regolamento

    Ma com’ è , che non ci siamo accorti ,di tutto questo schifo?-Mi chiede una giovane donna.-
    – Perché da quando nasciamo viviamo nell’ inganno. Ci hanno abituato ad accettare la menzogna, come un dogma che divulgano gli scienziati , storici, medici,politici, preti, personaggi della tv e di tutti gli altri servi dei poteri forti, che reggono il loro inganno. All’ inizio vi ho parlato della terra piatta, proprio per sfatarne uno, a dimostrazione che se non abbiamo i piedi ben piantati nella realtà, cadiamo nella trappola delle false credenze, basate sul pensiero che può essere infinito. Il pensiero vi porta a credere che tutto è possibile e che addirittura prevale sulla realtà stessa. Capisco che non è facile riorganizzare tutta la propria esistenza e il proprio credo, ma è necessario fare tabula rasa e guardare il tutto con nuovi occhi e vigili, e ragionare in maniera logica, rimanendo collegati con le percezioni del cuore. E proprio sulla terra voglio ritornare.
    -Ma alla fine che ci importa a noi se è un sistema eliocentrico o geocentrico?- Mi chiese qualcuno che forse non era stato attento.
    -E fondamentale per non essere tagliati fuori dalla realtà!
    Secondo voi è possibile che la terra sia tonda ? Se ci troviamo nell’ emisfero australe siamo in piedi a testa in giù. Come possiamo sollevare un piede dalla terra con così tanta facilità mentre l’ altro è così saldo al terreno? E come possiamo bere un bicchiere d’ acqua senza che il liquido si disperda?
    Ricordate “ tutto è il contrario di tutto” anche solo per questo la terra è piatta! La scienza pura, me lo deve far vedere e allora io credo! Vedete anche voi, che della scienza ne hanno fatto un dogma distaccato dalla realtà, sotto il domino dei poteri forti e degli interessi economici?
    Osi crede o si pensa! E a questo punto per noi esseri normali, è indispensabile pensare con la nostra testa, non sono le formule complicate che non riusciamo a capire che ce lo possono spiegare, ma l’ evidenza dei fatti. La scienza strumentalizzata è stata trasformata in una religione e di san Tommaso ne hanno fatto lo scudo per qualsiasi obiezione. Ma la scienza è la conoscenza assolutamente perfetta della realtà che ci circonda e in un modo o nell’ altro dobbiamo arrivare a comprenderla. E se i miei esempi fossero banali per qualcuno , mi venisse a spiegare perché a tutt’ oggi Magellano è l’ unico ad aver fatto la circumnavigazione polare e perché esiste il “trattato Antartico” che ci vieta di andare oltre il …

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  4. Patrizia Tedeschi
    Accetto il regolamento

    -Ma i figli, non quelli di Eva ed Adamo, quelli di Ella ed Adamo, che fecero?- Mi chiese, l’uomo distinto.
    -Bravo!- Gli risposi compiaciuta. Il tipo cominciava a piacermi per la sua perspicacia.- Loro erano fuggiti appena aveva visto l’ ira di Dio! Erano molto intuitivi e avevano capito che dovevano allontanarsi al più presto da Eva, la matrigna. Sicuramente gli avrebbe reso la vita difficile per non dire impossibile! Visto, quello che aveva combinato! Così si radunarono, salutarono Adamo e partirono. Non sapevano dove andare ,non avevano neanche una cartina ma tanto non avevano una meta. Un posto valeva l’ altro. L’ importante era allontanarsi da quell’ inferno! E cammina e cammina giunsero alla fine della terra, dove c’ era il mare! – Sollevo lo sguardo verso il pubblico e gli chiedo:
    -Ma ve la immaginate la meraviglia nei loro occhi nel vederlo per la prima volta? Il mare! La sabbia fine, candita piena di brillantini ,che riflettevano la luce del sole,alto nel cielo e li davanti a loro la vasta immensità delle sue acque limpide, di un colore sorprendentemente azzurro ,e dalle sue mille sfumature , più chiaro e poi più scuro mano a mano che lo sguardo si allontanava verso l’ orizzonte, mischiandosi con la spuma bianca delle onde calme, che sprigionavano l’odore salmastro , per poi salire nelle loro narici inebriandoli! Saranno rimasti ammutoliti mentre ammiravano con gli occhi spalancati! Avranno pensato : “Cos’è!” Avranno affondando i piedi nelle dune infinite di sabbia immacolata che il vento aveva modellato,si saranno avvicinati lentamente, come per paura di essere travolti. Ma era troppo bello! Troppo attraente! Si saranno bagnati i piedi sprofondando poi nella sabbia bagnata mentre l’ acqua saltellava sui loro piedi. E li sì, che si sono scatenati sicuramente! Chi schizzava l’ acqua, chi strillava perché la sentiva fredda, chi si tuffava, chi dava spintoni e chi si lasciava dolcemente cullare, cosa che avrei fatto anch’ io! Gli sarà sembrato un paradiso! E infatti lo è!

    Certo voi siete abituati ad andare al mare da piccolissimi, con le spiagge pieni di ombrelloni, lettini, asciugamani e affollati da bagnanti, che per dir la verità, neanche lo vedrete fra un po’, il mare. Il che in alcuni casi è pure meglio, sporco com’è! Non vi potrà mai fare quell’effetto! Quelli non sapevano neanche come si chiamava! Infatti lo hanno nominato loro per la prima volta…il mare!
    Vabbè ! Andiamo avanti..

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  5. Patrizia Tedeschi
    Accetto il regolamento

    -Scusami Patty- L’ uomo distinto mi sembra voler entrare in confidenza con me,me ne accorgo e mi compiaccio!
    -Dimmi !-gli rispondo con un sorriso anche se il contesto è alquanto osceno.
    -Ma l’ energia femminile creatrice perché non viene in soccorso? Lei essendo divina tutto può!
    – Come ti chiami e scusami se ancora non te l’ ho chiesto.-
    -Gabriele.- gli stringo la mano e mi sorride pure lui. Mi sembra un angelo, adesso!
    – ascolta Gabriele , per il momento ti dico solo che lei non interviene perché è stata soprafatta ,schiacciata dalla sete di poter dell’ energia maschile . Ora è spenta , è anche lei nell’ ombra proprio dove dovrebbe portare la luce, ma ritornerà ad illuminare l’ anima buia del’ umanità e questo che garantirà il nostro futuro, ne sono certa!- I domatori inorridendo squittirono come sorci al solo pensiero mentre io gioisco della mia visione!-
    Gabriele mi guarda sorridendo scrutandomi da sotto i suoi occhiali scuri. Si toglie la giacca. Perbacco! Intravedo dalla camicia attillata il suo torace muscoloso. Guardo le donne esclamando: Caspita! Che bel tipo! Mi sento sicura con lui vicino ,mi sembra l’ arcangelo Gabriele!- Tutti annuiscono, mentre lui gasato si toglie gli occhiali. Lo guardo per la prima volta negli occhi e li capisco! Gli strappo la camicia di dosso,mentre qualcuno ridendo esclama:-Arrapata!- Poggio la mano sul petto non sento il cuore e vedo il marchio della bestia seicentosessantasei! Era satana in persona! Era il lupo mascherato da agnello! Scoperto diventa un enorme serpente. Lesta mi tolgo la pelle del leone. Tutti esclamano:
    -Oh!- E si voltano dall’ altra parte.
    Caspita! Ho dimenticato di esser nuda!
    -Beh!- gli dico- Non lo sapete che per millenni la menzogna ha rubato i vestiti alla verità e se ne è mascherata? Allora si girano di nuovo verso di me e mi contemplano mentre mi trasformo in una tigre. Le unghia diventano artigli e denti lunghi e aguzzi. La testa del serpente si avvicina al mio corpo mi sputa il veleno sopra gli occhi ,ma io li chiudo e vedo con il terzo occhio. Con balzo fulmineo sono già sopra di lui , affondo i miei denti nella pelle viscida del suo collo , non mollo la presa, mentre con gli artigli gli dilanio le viscere. Ormai morto e sanguinante lo getto nell’ arena ai piedi dei domatori.
    Il pubblico applaude e tutti si alzano in piedi in una standing ovation. Dopo tutto siamo in un circo e lo spettacolo ci doveva pur essere!

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  6. Patrizia Tedeschi
    Accetto il regolamento

    La Sacra Bibbia di Patty

    Entro in un’ arena, salgo su una pedana, con le sembianze di un leone.
    Mi rivolgo al pubblico sui palchi di un grande circo.
    -Signori e signore benvenuti nel mondo di Patty!-
    La gente applaude.
    -Oggi, qui, ci sarà un grande spettacolo dove verranno frustati i domatori,
    vestiti da pagliacci!
    Seppur non ho niente in mano,
    son forte di me stessa, della mia verità!
    Pensate che loro avranno scampo, se anche voi scenderete dai palchi
    ed entrerete nell’ arena?-
    La gente sbigottita mi guarda e io continuo.
    -Per risalire alla verità dobbiamo risalire ai tempi dei tempi,
    alla creazione del creato a quello che voi chiamate dio.
    Per questo vi leggerò la Sacra Bibbia di Patty.-
    Un signore distinto sdegnato si alza e urla:
    -Blasfemo! Vada retro satana!
    Ma io calma gli rispondo:
    -Ehi tu! Avvicinati! Non credi sia possibile che ci hanno
    dominato con dogmi e tabù? Non credi che ci hanno sottomessi
    attraverso cose che non vediamo per poi poter farci accettare
    l’assurdo?-
    -Lei è pazza!
    – Sono pazza perché vedo le cose differenti da te?
    Perché tu ti accontenti di essere spettatore della vita
    che gli altri hanno deciso per te?
    Vedi una realtà illusoria attraverso uno schermo
    che ti ha rinchiuso in schemi.
    Il mondo è folle! Dov’ è finito il buon senso?
    Esci fuori, sii protagonista della tua vita!
    E se pure quello che vivrai è un film,
    avrai deciso tu come viverlo e lo vivrai in piena libertà.
    Vieni qui accanto a me, non aver paura del niente,
    voglio sentire le tue domande.
    E’ certo non risponderò a tutte, sennò quanto dovrò parlare?
    Per le altre sarai tu a trovare le risposte
    E spero per il tuo bene, che tu lo voglia!

    Beh se volete conoscere la verità sulla nostra creazione, per prima cosa dovete scrollarvi di dosso tutto ciò che vi è stato detto e avete letto a riguardo. In pratica tutto ciò che avete assimilato.
    Dovete avere un’ apertura mentale e dovete disporre di un forte senso critico, per valutare gli accadimenti,e soprattutto un intuito molto sviluppato e … lasciarvi guidare.
    Iniziamo …
    Tutto ebbe inizio quando Dio decise di creare il pianeta terra.
    Lo plasmò a forma di disco- si sentì subito un brusio generale- e io aggiungo- per questo lo chiamiamo pianeta!
    Lo rese un posto meraviglioso e accogliente. Tutte le cose erano perfette. Ogni cosa si trovava al punto giusto. Niente era stato lasciato al caso.

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  7. Accetto il regolamento

    Ma come è morto?

    Ma come è morto?
    Non si puo’ sapere!
    Ci deve essere stato un ingorgo di causa effetto!
    Nel flusso degli eventi ci può stare!
    Ma come è morto?
    Inutile arrovellarsi!
    La notizia del dubbio nella modernità è superflua!
    Bisogna basarsi sul dato decifrabile.
    Sì, ma come è morto?
    Si sa che i sopravvissuti
    refertano sull’onda dell’emotivita’
    Per fortuna ci sono le voci autorevoli!
    Si sa che l’incidenza del singolo decesso
    sui grandi numeri ha un peso irrilevante.
    Che importa se lui era uno che cantava!
    Che amava!
    che sperava!
    Queste variabili
    nel tema dibattuto
    non hanno alcun peso.

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  8. Accetto il regolamento

    -Mandala-

    Nel quadrato della Materia,
    Fonte di stabilità
    Ma anche di prigionia,
    Traccio le diagonali
    Si formano triangoli
    Che indicano la direzione
    E la direzione è il Centro.
    Traccio la croce,
    Anch’essa passa per il Centro.
    Il Centro.
    È qui,
    Che lo Spirito incontra la Materia.
    È qui,
    Che Io Sono.
    È qui,
    Che Tutto finisce.
    È qui,
    Che Tutto ricomincia.
    È qui,
    Che Creo il Cerchio Sacro della Vita
    E puntino dopo puntino
    La Coscienza si espande
    Fino a diventare Uno col Tutto.
    Io Sono Uno.
    Io Sono Tutto.

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  9. Accetto il regolamento

    Livia

    Al cospetto di Livia Jose si sentiva catapultato in un mondo impermeabile. Nel suo taccuino mentale egli aveva annotato… ragazza dello spaccio bella, eterea, sorriso commerciale, sguardo distratto, parole neutre tipo…desidera…scusi…grazie…prego…buona giornata a lei. Livia, dal canto suo, era solita avvertire gli avventori come sacchi vuoti e dunque riservava a tutti lo stesso sorriso impersonale. Il suo cuore scheletrico a volte vibrava di freddo per quella dolente umanità che ogni giorno le sfilava davanti: uomini e donne che parevano alla ricerca del supplente di dio. Era soprattutto colpita dai tanti obesi che passavano al guinzaglio di un panino, di una pizza fritta, di un dolce macroscopico ed era come se lei sentisse quei corpi urlare: “Guarda cosa mi fai fare dal cibo!” Alla fine aveva realizzato che ognuno ha il suo aguzzino interiore! Lei la sua fame persecutoria a cui non cedeva mai. Una voce schizofrenica da sempre le recitava: “La vita ti aspetta in aeroporto quando avrai addosso la giusta taglia” Jose, che di lei si era innamorato incurante del suo gramo peso, è ancora in quell’aeroporto che l’aspetta! Ma Livia non andrà perché nel bosco della sua vita ha gia’ il suo finto supereroe: è il dio della magrezza a tutti i costi! La sostanza d’ amore più di ogni altro nutriente la terrorizza.

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  10. Accetto il regolamento

    La vita in corsivo

    Mi sono pacificata con la farina
    Il mio cuore è un mulino
    E’ una larva
    È un labile abisso

    Mi sono pacificata con la polvere bianca
    Che sia neve
    Che sia sposa liquefatta
    Che sia morte che genera

    Mi sono pacificata col nulla
    Con la terra germogliata
    Sono in pellegrinaggio
    sulla via del grano

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  11. Accetto il regolamento

    Non so cosa penso

    Non so più
    cosa penso
    sento solo
    un grande vuoto dentro
    Una macchia scura
    che fa da toppa
    Ad un cuore ferito
    da una danza
    di insolite emozioni.
    Non so se ci sono
    So solo che ora la vita
    mi passa davanti
    Come un paesaggio
    sbiadito dalla nebbia.
    In un’auto in corsa.
    Con un Sole caldo
    che per oggi si è arreso,
    a indorare una giornata,
    agitata dal vento.
    Fatta di tanti piccoli fori
    Ciò che resta
    Di un cuore ferito

    Emilia Altieri

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  12. Accetto il regolamento

    Oramai ho paura

    Un veleno sottile
    Scorre nelle vene
    Inonda il mio essere
    La paura
    mi pervade
    Di ogni mio piccolo atomo
    s’impossessa
    Mi agita
    E mi smarrisce
    Sono come un drappo
    Scosso dal vento
    Come un aereo fuori rotta
    Un treno deragliato
    Come una tenera foglia
    che si stacca e volteggia
    Come una goccia di rugiada
    sospesa ad un filo d’erba
    Ombre nere si aggirano
    Intorno
    Fantasmi orribili
    Popolano la mente
    Mi manca il respiro
    Luce
    Ho bisogno
    Di luce
    Un filo sottile
    Di speranza
    m’illumina la mente
    E di nuovo arde

    Emilia Altieri

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  13. Accetto il regolamento

    Io non sono una donna

    lo sono quel ricordo sbiadito
    o quel pensiero tormentoso
    sono una lacrima
    O un sorriso
    sono la forza del vento
    O la calma del mare
    sono un cielo in tempesta
    o un mare in burrasca
    Un treno in corsa
    O uno in sosta
    sono la gioia
    o la tristezza infinita
    Sono l’insofferenza
    o la pazienza
    Il rimorso
    O il rimpianto
    La nostalgia di
    Un tramonto
    O la speranza di un’alba
    La dolcezza
    O l’amarezza
    La testardaggine
    O l’arrendevolezza
    L’allegria
    La certezza
    Sono

    Emilia Altieri

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  14. Sara Madeddu
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    Titolo: TORNA

    Corrono,
    le nuvole sulla luna;
    i miei pensieri
    all’epifania del barbagianni;
    il vento,
    di lentisco ed elicriso,
    tra i lunghi capelli,
    le madide lane,
    gli olivastri soggiogati,
    le spumose scogliere.

    Corone di pietra
    sparge al suolo il tempo,
    dimentico.

    Restiamo solo tu ed io,
    velate di neri vapori,
    ceree,
    mute,
    a dominare l’orizzonte buio,
    a danzare su torri millenarie,
    mutile,
    spodestate.

    Nel mentre,
    tutto scorre via, ma
    nulla importa, perché
    quassù tutto è eterno,
    nulla è morto,
    tutto torna.

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    1. Sara Madeddu
      Accetto il Regolamento

      Titolo: ESEDRA

      Balliamo su mucchi d’ossa,
      frenesia estatica.
      Ci prendiamo per mano,
      volteggiando cerulei;
      sotto la semiluna,
      tra le pietre fitte, eterei,
      vortici gioiosi di pipistrelli.

      Partecipiamo,
      alla caccia della civetta,
      al canto del barbagianni,
      al richiamo dell’assiolo,
      rispondiamo.

      Ci fondiamo e offriamo,
      bronzei doni alla madre,
      per gradinate basaltiche
      sprofondiamo nel suo grembo,
      e riemergiamo, ancora,
      sacri d’acque,
      sulle navi alate degli antenati.

      Al risveglio,
      nell’abbraccio dell’esedra,
      al tuo posto è l’alba,
      è la fine.

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  15. LA RICAMATRICE DI PAROLE

    Era rimasta, in quel luogo, anche dopo che suo padre e sua madre erano mancati.
    Ormai da quasi mezzo secolo lo abitava.
    Nonostante l’ingiunzione di sfratto. Tosca, continuava ad occupare la Torre.
    Le avevano promesso un appartamento in centro. Sarebbe stata vicino ad altre persone.
    – Non le pesa la solitudine?- chiese l’impiegata, guardando l’orologio.
    Tosca non rispose. Non poteva certo dire di non essere sola, perché i piccioni e il vento le facevano compagnia. Non avrebbe compreso.
    Non rispose neppure, quando le fu detto che avrebbe dovuto abbandonare la Torre.
    I piccioni si appollaiavano, sul tavolo vicino a lei.
    Altri svolazzavano nella stanza, fermandosi sulla cima della credenza e iniziare il loro concerto.
    L’amico vento s’insinuava nelle piccole finestre, del piano alto. Irrompeva nella stanza, facendo vorticare tutto ciò che trovava.
    Dal pavimento, la polvere, in movimento circolare saliva in alto.
    Quando vento e sole s’incontravano, le piccole particelle, diventavano oro.
    Tosca, le guardava ballare.
    Era al vento, che affidava i lavori appena terminati, che li sollevava, per accompagnarli all’esterno.
    Volteggiavano in aria, leggeri e lievi come farfalle.
    Per ricadere sui davanzali delle finestre del paese., adagiarsi sull’erba e sui rami degli alberi.
    Fogli di quaderno rigati, ricamati da una grafia minuscola e fitta.
    La penna di Tosca non conosceva soste, si muoveva sul foglio, in movimento ritmico. La ragazza, aveva iniziato ad usarla da piccola.
    Quando la maggior parte delle bambine imparava l’arte del ricamo, lei, rimaneva per giorni, nella stanza della Torre ad imbastire storie. Con grande arrabbiatura della mamma.
    Per fortuna il padre la capiva.
    – Se Tosca preferisce la penna all’ago, vorrà dire che diventerà: ricamatrice di parole.- Così disse alla mamma.
    I piccoli messaggi sospinti dal vento, volavano in cielo insieme agli uccelli.
    Alcune volte, come piccoli aerei, atterravano sulle mani delle persone.
    Le favole: si posavano tra le dita dei bambini, che le afferravano, per leggerle prima di dormire. Le poesie d’amore: sul palmo caldo degli innamorati, che le appoggiavano sul cuore.
    Quelle di speranza: accarezzavano dolcemente, il dorso della mano, degli uomini disperati per rincuorarli.
    Un giorno i piccioni si zittirono. Il vento si calmò. Qualcuno bussò alla porta della Torre.
    Colpi forti e continui, fecero rabbrividire Tosca, che raccolse dal tavolo i fogli: Poesie e molte, molte favole.
    Salì le strette scale, raggiunse il terrazzino.
    Il vento le carezzò i capelli. Le tolse i lavori di mano, che sospinse nell’azzurro.
    Solo dopo, si accorse che pure il suo corpo stava volando.

    Serenella Menichetti

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  16. Accetto il regolamento
    -Il barattolo-

    La vita chiusa
    in un barattolo.
    Cloroformio e morfina
    anziché aceto.
    Per anni, mi sono conservata
    al respiro dell’alba,
    a quello spicchio
    di cielo che mi aveva
    rubato il cuore.
    Al canto degli alberi
    durante la tempesta.
    Il mare era scosso,
    pronto al dialogo
    con la mia anima.
    Parlava, affilando
    conchiglie e scaglie.
    Onde aguzze come
    pietre, scalfite
    dall’acqua.
    Mi rimproverava
    ed io ne ero contenta.
    Rappresentavo: la Musa e lui, l’inganno.
    Finché, non si portò
    via quel barattolo
    in cui ero chiusa
    dentro.
    E nessuno volle
    mai crederci!

    Maria Rosa Oneto

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    1. Accetto il regolamento

      PUNTI DI VISTA

      Mamma, mamma, è uscita la carta della fortuna! – disse Viviana alla madre. –
      Ti ho ripetuto mille volte di non toccare le carte! –
      Angelica sbarcava il lunario leggendo tarocchi. Non che fosse una veggente ma intuizione e savoir faire le erano state di aiuto.
      A Viviana piaceva particolarmente la carta della Torre, le ricordava quella degli Upezzinghi a pochi passi da casa sua.
      “Sai Viviana, si narra che in quella Torre una regina prima di morire abbia nascosto un tesoro che fino a oggi nessuno ha mai trovato”, era solita raccontarle Angelica.
      Questo aveva acceso in lei e in Sandro, suo compagno di avventure, il desiderio di poterlo cercare insieme.
      L’uscita della carta della fortuna, sentenziò che quella sarebbe stata la giornata propizia.
      La porta della torre era semichiusa:
      Sandro c’è forse qualcuno? –
      C’è una mostra di pittura. Ma questa per il custode è l’ora della solita pennichella. In esposizione c’erano diverse opere dalle forme stravaganti.
      -Vieni Sandro dobbiamo ispezionare il muro, prendi la lente di ingrandimento e cerca di fare attenzione ai quadri! –
      Non aveva ancora finito la frase che nella stanza si sentì un boato. Il quadro denominato: “Prigionia” stramazzò al suolo rovinosamente, altrettanto rovinosamente Sandro cadde sopra di lui.
      L’opera si aprì come una scatoletta di sardine.
      La notte di Viviana fu costellata da incubi.
      E Sandro sognò di essere diventato Pinocchio.
      Dopo giorni di silenzio, poi, sul Tirreno, in cronaca, l’immagine dell’opera squarciata, fece la sua bella apparizione.
      Oddio! Viviana, adesso ci verranno a prendere! –
      Sandro come al solito non riesci ad andare oltre –
      Leggi prima di parlare! – disse la ragazzina mostrando l’articolo, il cui titolo in grassetto recitava: “OLTRE L’ILLUSIONE DELLA MENTE” opera in esposizione a Calcinaia, acquistata ad un prezzo sbalorditivo da una signora americana.
      A Sandro, servì un po’ di tempo per riprendersi e capire che al quadro “PRIGIONIA” era stato cambiato nome in virtù delle lacerazioni. Strappi e pertugi. Le quali, se per i ragazzi erano state fonte di dispiacere per aver danneggiato l’opera per gli adulti: invece erano state fonte di piacere per averla migliorata.
      Quando si dice: i punti di vista!

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    2. Accetto il regolamento

      IL TRASFERIMENTO

      -Trillo sai cosa penso? Penso che forse siamo noi ad attirare guai.
      Ci siamo trasferiti a Calcinaia con la speranza di stare un po’ in pace invece sembra che pure qui, il lavoro non manchi- Disse il maresciallo capo Mariani, al vice, appoggiando la cornetta del telefono sul proprio alloggio.
      -Sono due giorni che siamo qua, e già telefonano.- E mica per un furto di galline!-
      Trillo accarezzò i suoi baffi folti e fulvi senza proferire parola.
      -Trillo Hai capito ciò che ho detto?-
      -Si Mariani-
      -Non vuoi sapere?-
      -Si Mariani-
      -Mi è stato appena annunciato che al ponte rotto cè un cadavere.-
      -Si Mariani-
      -Prendi l’auto, andiamo immediatamente sul posto!-
      -E chiudi quella dannata finestra, che ho un torcicollo terribile!-
      -Agli ordini capo-
      -Circolare, circolare- disse Trillo rivolto ad alcune pescatori, in riva all’Arno.
      Il corpo di un giovane dall’apparente età di trenta anni, semicoperto da sterpaglie, giaceva sotto il primo pilastro del vecchio ponte.
      A prima vista non si notavano segni di violenza.
      A terra diverse siringhe.
      -Trillo telefona alla scientifica, ho lasciato il cellulare in caserma.-
      Trillo cercò concitatamente il suo, senza trovarlo.
      -Ti sei dimenticato il cellulare?-
      -Si Mariani!-
      -Quando dico che hai il cervello fuori uso!-
      Una mano callosa, porse a Mariani il proprio.
      -Prenda commissario, telefoni pure con questo-
      Mariani guardò l’uomo, che sembrava spuntato dal nulla.
      Si servì del cellulare e lo restituì.
      -Prego, le sue generalità-
      -Mi chiamo Angiolino Fracassi di Fornacette-
      -Lui è Federico, mio figlio.-
      Tossicodipendente. Aggiunse senza una lacrima.
      Ha telefonato, avvisandomi di trovarsi qui e di stare male.
      Quando l’ho rintracciato era già spirato. Ho chiamato voi.
      Sapete perché non piango?
      Perchè il mio Federico, è morto ormai da dieci anni.
      Piangereste voi per la perdita di un guscio di noce vuoto, il cui gheriglio è stato divorato da tempo?-

      Serenella Menichetti.

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    3. Accetto il regolamento

      Mi incontrai una sera d’estate al bar Nettuno
      quando le stelle credevano di essere pesci.
      Sprofondata su una poltrona blu notte
      Gli occhi persi nel vuoto.
      indecisa tra un the caldo e un ghiacciolo.
      osservavo le mani.
      La lunga silenziosa pausa d’indecisione
      Fece tornare il cameriere da dove era venuto.

      1-Non si può ! Esclamai sedendomi davanti!
      -Devi decidere una volta per tutte-!
      O il the o il ghiacciolo.-
      Mi guardasti perplessa.
      2-Dici a me?-
      1-Certo dico a te e a me. Emmmm insomma a te-
      1-E allora?-
      -Io opterei per il the,
      soprattutto per l’effetto stimolante della teina-
      -Che ne dici-?
      2-Perfetto-!

      -Cameriere un the bollente !-
      -Ma tu dov’eri, era un po’ che non comunicavamo-
      -Infatti, avevo perduto il numero di cellulare-
      -L’ho cercato per molte notti senza trovarlo-
      -Adesso che ci siamo ritrovate
      scrivilo sul palmo della mia mano sinistra
      e sulla destra scrivi il mio.-

      Serenella Menichetti

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