geltOUb 2017 – Web Contest letterario gratuito – Quarta edizione

geltOUb 2017

WEB Contest letterario gratuito – Quarta edizione

copertina-geltoubando-2017

Sonda negli animi oscuri di BlaBlaArt

Ruotare la visione e incontrare l’IMPERTURBABILE,

sempre pronta ad offrire opportunità.

Il contest geltOUb è arrivato alla quarta edizione perché non sa accettare compromessi.

geltOUB 2017 non è una gara per dimostrare di essere bravi a scrivere, è un incontro di lettere, di parole, di idee, determinazioni, sentimenti.

Incantevole e osceno in geltOUb 2017 si confonderanno, saranno i critici occhi dei lettori a intenderli secondo il proprio gusto.

I vincitori saranno filtrati dalle accoglienti maglie della nostra incorruttibile giuria, pronta ad assaggiare la mistica ricetta di chi ha un intimità da dichiarare.

7animas-nieddas & geltOUbMa geltOUb che cos’è? Per capirlo Zosè Paperi intervisterà giuseppe carta

Z. P. : Siamo arrivati alla quarta edizione del Contest, finalmente ci vuoi spiegare che cos’è questo geltOUb?

giuseppe carta: È la mia terza silloge poetica, nata dalla prima “Visioni dal periscopio emozionale” (non più disponibile) e dalla seconda Bootleg (non più disponibile).

Z. P. : È vero che hai pubblicato Bootleg perché 49 poesie di “Visioni dal periscopio emozionale” hanno scelto di non comparire in alcuna prossima riedizione?

giuseppe carta: Non solo. Mi hanno chiesto di essere rimodellate, squartate da un’affilatissima sciabola, capace di liberarle dagli orpelli necessari alla comunicazione.

Z. P. : Cioè?

giuseppe carta: Ti faccio un esempio: La poesia “ Inconsce soluzioni aleatorie” nella sua edizione originaria conteneva 134 Parole. In BOOTLEG ne ha 52.

Z. P. : E in geltOUb cosa succede?

giuseppe carta: Che le poesie sono le stesse dell’edizione pirata Bootleg, ma sono rovesciate.

Z. P. : Cioè??

giuseppe carta: In Bootleg “Inconsce soluzioni aleatorie” inizia col titolo in alto e l’ultima battuta è: “e scegliere il coraggio.” In geltOUb invece la poesia inizia con “e scegliere il coraggio.” e a fondo pagina c’è il titolo.

Z. P. : Ti senti fiero di aver realizzato questa stolidaggine?

giuseppe carta: Essere poeti per me significa accettarsi nel presente. Quando recitavo le poesie di Bootleg, gli ascoltatori mi chiedevano di conoscere geltOUb.

Z. P. : Cioè???

giuseppe carta: Leggevo le poesie come fanno tutti i comuni mortali, ma gli ascoltatori mi chiedevano di leggerle al contrario.

Z. P. : Gli potevi rispondere di andare da uno psicologo. Si può sapere cosa vuol dire geltOUb?

giuseppe carta: Ancora niente. Per adesso è il contrario di Bootleg.

Z. P. : Controlliamo. Bootleg-geltOUb. Si, si somigliano. Invece di “oo” hai messo “OU”.

giuseppe carta: La doppia “O” in inglese si legge “U”. OU in francese si legge “U”. Zosè, Bootleg e geltOUb sono la stessa parola al contrario.

Z. P. : Sei mai andato dallo psichiatra?

giuseppe carta: Zosè…

Z. P. : Ma perché proprio “OU” in maiuscolo

giuseppe carta: Per ringraziare Alessia Mocci, cara amica e ideatrice di Oubliette magazine. È sua la prima recensione ai miei scritti. Erano due righe, ma mi hanno aiutato a credere nel percorso.

REGOLAMENTO:

1. Il Contest letterario gratuito di prosa e poesia “geltOUb” è promosso dall’associazione culturale “Merisindomue dal centro culturale “Nai. Il Contest letterario è riservato ai maggiori di 16 anni ed è un Contest gratuito.

Il tema è libero per entrambe le sezioni, ma sarà particolarmente gradito il senso del rovesciamento, il colore della possibilità, la comprensione delle sofferenze e l’attitudine alla multiforme via della felicità.

2. Articolato in 2 sezioni:  

A. Short Story in massimo 249 parole B. Poesia (massimo 51versi)

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria opera sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con opere edite ed inedite. Per un facile conteggio delle parole consigliamo di scrivere la short story in un documento word e cliccare in alto Revisione, e Conteggio parole in alto a sinistra.

Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite. Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato all’inizio del punto 3. Ogni concorrente può partecipare in entrambe le sezioni e con una sola opera per sezione.

Spiegazioni dettagliate qui: Come si partecipa al Contest

4. Premio: N° 1 copia della silloge poetica “geltOUb”, di Giuseppe Carta.

geltOUbè una raccolta di poesie che nasce dal rovesciamento, dalla decisione di accettare il senso del presente, trovando la relazione poetica con se stessi. L’umanità necessita di osservare la vita e l’amore da prospettive universali e non egoiche.

geltOUbnasce per smussare i troppo appuntiti spigoli che non permettono il dissetarsi dalla fonte del dialogo, preziosa sorgente di comprensione e compassione con quest’epoca, incomprensibilmente positiva.

Sarà premiato il primo classificato della sezione A, ed il primo classificato della sezione B.

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 31 Marzo 2017 a mezzanotte.

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Escluso Mortimer (Poeta) – Cristina Pilialvu (Redattrice Tacchi Solitari) – Flavia Novelli (Poeta) – Erika Petrossi (Poeta) Paola Proietti:  (Poetessa)

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

8. Si esortano i concorrenti ad un invio sollecito, senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione nel profilo facebook CONCORSO geltOUb

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti alla Gara Letteraria; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

11. Alla fine del Contest è prevista un ANTOLOGIA dal titolo geltOUbando 2017 Tutte le opere pervenute, che a Nostro insindacabile giudizio dovessero risultare meritevoli di pubblicazione, verranno inserite nell’AntologiageltOUbando 2017”, che sarà pubblicata da una casa editrice che opera a livello mondiale. 

Per partecipare al Contest geltOUb senza partecipare all’antologia, è obbligatorio darne comunicazione entro la scadenza del contest, fissata per il 31 Marzo 2017.

12. Diritti d’autore

Per il fatto stesso di partecipare al concorso, gli autori concedono il diritto non esclusivo di pubblicazione all’interno dell’antologia, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. 

13. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

Si ringrazia  OUBLIETTE MAGAZINE  per il supporto organizzativo!         

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BUONA PARTECIPAZIONE E LETTURA DELLE OPERE PARTECIPANTI !

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63 risposte a “geltOUb 2017 – Web Contest letterario gratuito – Quarta edizione

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  4. -Storie di straordinaria Apicoltura part. 1 –
    Da qualche parte dovremmo pur iniziare, vi racconterò la storia d’amore tra regina e fuco: Senza essere stata né battezzata, né cresimata, né tantomeno sposata, da adolescente ribelle fugge di casa per andare tra nubi di fuchi (maschi d’api). I fuchi generalmente lenti ed oziosi, escono di casa e si raccolgono in determinate località formando degli sciami che si spostano con forma di cometa. La regina si dirige verso i fuchi che la stanno attendendo e dopo una serie di corteggiamenti, gli amanti si accoppiano a turno con la regina. Il fuco in cuor suo sa che se si riproduce morirà, il suo attrezzo rimarrà per forza incagliato nel bel sedere sculettante di sua maestà e bruttalmente mutilato terminerà la sua esistenza. Il fuco sa anche che morirebbe comunque da lì a poco, quando al giungere della stagione fredda verrebbe accompagnato gentilmente dalle sue coinquiline fuori casa a morire di freddo e stenti. Pertanto il nostro kamikaze, librandosi in volo si destreggia e s’impegna per assolvere al proprio ruolo di stallone ed esploderà dentro sua maestà. Dopo essersela spassata nell’orgia accrobatica, sua maestà la sgualdrina, avrà un miglior destino rispetto ai suoi spasimanti. La vedova rientra a casa ed utilizzando il prezioso “nettare” raccolto, genererà tante figliastre e tanti fuchi e … vissero tutti felici e contenti.

    Sezione A – Accetto il regolamento

  5. Sez. B
    accetto il regolamento
    Ti penso

    Vorrei metterti a fuoco
    ma il tuo viso sfuma

    e tutto si perde

    sfumano i tuoi contorni
    non ricordo più la voce
    né la risata cristallina
    che l’anima inondava

    e tutto si perde

    nei meandri della memoria
    scavo, ma tutto svanisce

    e tutto si perde

    rimane solo l’amaro
    Paola Pittalis

  6. -I Ricordi: Pezzi di storia della mia Vita-
    Questi ricordi che racchiudono una vita intera… riportando tutto alla radice, del verbo …ricordare! Possiamo racchiuderli nel cuore e portarli stretti senza farceli rubare… Offrirli a quell’io che mai esisterebbe senza l’essenza della presenza di quel Dio che ci ha donato una vita da percorrere ricordandoci che oltre l’amore non c’è nessun’ altra ricchezza! Come sempre mi ritrovo a pensare, come il mondo gira in fretta la vita. Il suo tempo è passaggio diretto, ferrovia con incroci binari. Le stazioni son fermate un po’ strane… Lascian il tempo di salire o restare nella corsa sempre più frammentaria. Nel frattempo passa indietro la vita, flash back che si fanno più intensi, con il naso attaccato ad un vetro. I paesaggi alternati alle rive ed ai monti, tanta gente ancorata si adombra, in quel tunnel che ti copre la vista. Gallerie che interrompono il viaggio, della mente che corre all’indietro nella veste di giudici impropri ci poniamo anche falsi verdetti. I peccati…senza esame vissuti, di coscienza non troviamo che ombra. Questo viaggio intrapreso per sbaglio di sequenze si porta il bagaglio. Di valige borsoni anche troller, son vacanti carrozze e vagoni. Sulla schiena incurvata c’è il peso, uno zaino giusto fatto a misura. Carrozzone che girovago fugge dal destino che ti mascherail viso, dagli arbori alla notte finita, c’è di mezzo la classica vita.
    Sezione A – Accetto il regolamento

  7. (sez. B – poesia)
    “accetto il regolamento”

    L’UOVO, LA GALLINA E IL NONNO PREMUROSO

    Una bambina, che aveva fatto un brutto sonno
    si faceva coccolare un pò dal nonno
    che per farla sorrider, disse alla piccina :
    “Tu sai chi é nato prima … l’uovo o la gallina” ?

    La bimba, sino ad allora zitta zitta
    lo guardò negli occhi, dritta dritta…
    e disse : “Nonno, solo tu sai per te cosa io provo…
    e ti ringrazio se con la scusa di quest’uovo
    tu vuoi far sì che io dorma più serena !
    Ti voglio bene nonno”!
    … e pronunciate ‘ste parole, appena…
    piano pian si addormentò, quella bambina…
    … e in sogno gli apparve una gallina !

    Il giorno dopo, appena sveglia, la bimbetta
    corse dal nonno : “Ehi, nonnino… aspetta, aspetta…
    .,. sai quella storia della gallina e dell’uovo ?
    Io l’ho capita ! No… non c’é niente di nuovo…
    L’amore per te, nonno, non ha prezzo ;
    non ha mai fine… e non c’é neppur l’inizio…
    E qundi non c’é bisogno tanto di capire…
    oggi ci siamo…. ma domani può finire…
    Abbracciami nonno… ti voglio bene più di ogni cosa !”

    E piano piano, una lacrima rosa
    uscì dagli occhi di quella bambina…
    che grazie a quella breve domandina
    aveva capito che il tempo é una illusione,
    e che l’amore fa felici le persone…
    Può far felici tutte le creature, anche la più piccina…

    … e perché no ?! Anche un uovo e una gallina !

  8. Giungerà, sul freddo marmo, la salma muta e finalmente vuota, scevra e nuda all’evidenza populis.
    Lasciatela così, ignuda all’ultimo saluto, vestita solo di quella Libertà assoluta, per sempre perseguita, e adornata sol da un rosso papillon,
    passion sincera ed espressione di libero pensier che vola via da questa vita.
    Sezione A – Accetto il regolamento

  9. Sezione B
    -Tempo –
    Un tempo interno
    di creazione
    dove tutto e’ amore
    In simbiosi
    madre ed embrione
    unisono perfetto.
    Nove mesi per due
    anime gemelle
    unite da un cordone
    di trasmissione
    vitale…poi ecco Natale
    Tempo esterno
    per nascere, conoscere
    Un mondo finito
    Nell’attesa d’un infinito
    Celestiale .
    Difficile strada prima di apprezzare
    una vita terrestre che contenga il tempo interno
    della creazione.
    Tutto e’ nuovo da scoprire
    Una vita per metabolizzare.
    Un tutto da imparare.
    Un tempo determinato
    fino a quella celestiale!
    -Accetto il regolamento-

  10. Quanti colori sono caduti in un istante.
    Quanti soli nel giallo sgocciolante di una bimba …
    Quanti mari rovesciati nell’azzurro …
    Quanti rossi in un rosso di una rosa caduta …
    Quanti bianchi nella pancia di una nuvola …
    Quanti marroni e verdi …
    racchiusi in una foglia …
    Quanti rosa …
    viola …
    e nero …
    nell’iride di un sorriso …
    Quanti baci nella folgore di un bacio !

    Sezione B Accetto il regolamento

    • Ho grattato la schiena della terra per trovare la pancia sepolta della vita. Ho grattato il cielo sfondato di vertigini. Ho grattato la pelle ferita da silenzi acuti come lame. Ho grattato la rugine nel fodero del mio spirito. Poi il velluto … scivoloso … suadente … della tua anima … ha tagliato le unghie al dolore.
      Sezione A – Accetto il regolamento

  11. -Maestrale –

    E quando bussa
    il vortice di vita
    io apro la finestra e guardo il mare
    Che mai rimane fermo
    Nel suo fare
    Rallenta si turba e si scompiglia e l’ occhio mio si perde in quella meraviglia.
    Lo spio mentre furtivamente ruba alla spiaggia memorie di fossili e conchiglie e nel suo mulinello li mischia alla brodaglia di sabbia e anime che nel trapassare hanno scelto di tornare al mare.
    Poi quando si ritira e il mare e l’ aria stagna mi ritrovo in battigia a districar pensieri e porgendo all’ orecchio una conchiglia con nostalgia ascolto il suo parlare
    Quanti segreti può svelare il mare

    Sezione B
    Accetto il regolamento

  12. C’ENTRA PURE LA MATEMATICA
    Quando troverai
    questo bianco foglio
    e vi leggerai
    le parole che ho appena scritto
    spero già sarai
    grande abbastanza
    per guardare
    con occhi tuoi
    la vita che nasce
    e che muore,
    il bene e il male.
    E tra le parole
    leggerai
    il mio amore per te
    e capirai
    che nella vita
    c’entra pure la matematica
    che l’amore
    è una somma di più fattori,
    il rispetto
    un sentimento che moltiplica,
    l’odio
    un male che divide,
    l’orgoglio
    un errore che sottrae.
    DANIELA GINTOLI
    sezione B
    Accetto il regolamento

  13. VITE SPEZZATE
    Fiori di carta volan dispersi,
    anime candide in cerca di pace…
    Vedon ancora i volti sgomenti,
    di chi le osserva e il silenzio fa male…
    Vite spezzate senza alcuna ragione,
    da gente inumana che non merita amore,
    sogni in frantumi di un futuro migliore,
    quello che resta è il ricordo nel cuore.
    Lacrime calde scendon copiose,
    occhi che ormai hanno perso colore…
    La mente ti porta in un prato di rose,
    ne vedi una bianca che lenisce il dolore…
    Vite spezzate senza alcuna ragione,
    da gente inumana che non merita amore,
    sogni in frantumi di un futuro migliore,
    quello che resta è il ricordo nel cuore.

    Sezione B – Accetto il regolamento.

  14. “L’ultimo volo di un’ape”

    Così mi ricordi il volo delle api
    aggrappato al ventre materno, come al fiore nettare di vita
    il battito di un piccolo cuore, per un piccolo battito d’ali
    il calore della mano sul ventre, il bagliore del sole sul favo.
    Una così grande forza dentro
    per una così grande fragilità fuori.
    Così il vento ha spazzato via le ali e il cuore
    ed è rimasto il sapore della breve vita dell’ultimo volo di un’ape

    Sezione B / Accetto il regolamento

  15. -Parigi-
    Un grido di dolore,
    di sgomento e di paura
    si è alzato stanotte alto nel cielo..
    Anime innocenti,
    ammazzate senza un preavviso e
    senza un perchè..
    senza pietà.
    Parigi, la città dell’amore è
    entrata nel mirino della morte.
    Perchè il male prevale
    sul Dio dell’amore?
    perchè muoiono tanti
    innocenti senza motivo e senza risposte
    in maniera disumana?..
    Odio e amore…
    sono due sentimenti che assieme
    non possono stare,
    uno dei due deve prevalere…
    Ecco!!! Ora è arrivato il momento
    che il Dio dell’amore intervenga e
    si faccia sentire e faccia vedere
    a tutto il mondo, quant’è grande
    il Suo amore per tutta l’umanità.
    -Sez B- Accetto il regolamento.

  16. RIBALTAMENTO
    Apro gli occhi, guardo l’ora, ed è tutto sottosopra, la parete è un pavimento, la seduta una spalliera, la finestra verticale ora è un nastro orizzontale! Non c’è più una cosa a posto, neanche io mi riconosco, non riesco neanche a urlare e mi vien da vomitare. Guardo intorno e non capisco se la stanza è rivoltata o son io la rovesciata, e sul filo del dilemma, mi soffermo ad osservare questo spazio all’incontrario, che non è poi tanto male. Ribaltando la visione vivo un’altra dimensione, che apre la mia percezione a una sfera più interiore, dove c’è la pura essenza dell’umana mia presenza.

    Autore: Daniela Maurizi
    SEZIONE A – ACCETTO IL REGOLAMENTO

    • IL PARTO
      Lunga è stata l’attesa,
      doloroso è stato il travaglio,
      ma quando tu,
      piccolo esserino
      tenero e indifeso
      sei venuto al mondo
      e ti ho stretto per
      la prima volta, tra
      le mie deboli braccia,
      una luce misteriosa
      ha invaso il mio corpo
      e come per incanto,
      mi sono sentita rinascere.
      I tuoi occhietti grandi e
      smarriti mi hanno, subito, rapita!
      Oggi, pensai, è nato
      il re di questa casa!
      Sei stato per me fonte
      di gioia, di ansia e di paura…….
      Spesso, riaffiorano alla
      mia mente dolci ricordi e
      nitide immagini della tua
      infanzia, che giammai,
      cancellar potrò.
      Quale dolce sensazione
      nell’aver sentito sussurrarmi
      per la prima volta la parola
      ” Mamma! “
      Mamma, che dolce suono
      per le mie orecchie!
      Oggi ti guardo e ti vedo,
      già, cresciutello e non vi è
      istante, durante il giorno,
      in cui non mi preoccupi per te.
      Spesso, mi chiedo come
      mai la vita che il più delle volte
      ti sorride, altre ti è ostile…
      Possa avere, io, la fortuna
      di veder crescere il mio figlioletto,
      per, poi, vederlo trasformare,
      un giorno, in uomo!
      Sezione B -Accetto il regolamento

  17. -Freezer-
    Questo freddo mi attanaglia
    e ogni lacrima che sgorga
    non fa in tempo a scivolare
    che si fa ghiaccio polare
    Io congelo le emozioni
    dentro il freezer del mio cuore
    le conservo quanto basta
    sia la gioia che il dolore
    e ben oltre la scadenza
    io le posso consumare
    a distanza temporale
    per non farmi troppo male
    Ma io so che questo gioco
    un bel giorno finirà
    anche il frigo ha una scadenza
    prima o poi si romperà
    Ogni cosa sarà fresca
    come frutta appena colta
    non vivrò più in differita
    e potrò gridare al mondo:
    “finalmente io son viva!”

    SEZIONE B – ACCETTO IL REGOLAMENTO

  18. Antigu coru pitiu.

    Non tengiu prus su coru
    un unturgiu mi d’adi scorrovau
    cun su biccu
    e ci da portau in artu inpissu e cielu
    pustis da lassau andai comenti
    chi fessad’aliga,
    se ingrovillau in d’unu mattoni de orrù,
    esti arrumbulau in sa ia
    funti passaus is carrus cun is boisi
    e d’anti sciusciau.
    Is canisi si d’anti papau,
    deu puru seu morta.
    Immoi tengiu feti una perda
    tostada frima framulada.
    Mi poderas feti su spetu
    ca sa manniosidadi
    chit’adi onau sa vida,
    tind’apada furau a su mundu
    po ti onai a s’eternidadi.

    (traduzione dal sardo all’italiano)

    -Antico piccolo cuore-
    Non ho più il cuore,
    un avvoltoio me l’ha scavato
    col suo duro becco
    dal petto,
    lo ha portato in alto nel cielo,
    poi lo ha lasciato andare
    come fosse spazzatura,
    si è impigliato nei rovi
    poi si è rotolato per la strada
    sono passati i carri coi buoi
    e lo hanno schiacciato,
    i cani lo hanno divorato
    e anche io son morta.
    Adesso ho solo una pietra dura,
    fredda
    immobile.
    Mi mantiene solo la speranza
    della grandiosità
    che ti ha dato la vita,
    ti abbia rubato al mondo
    per darti l’eternità.

    (Sezione B – Accetto il regolamento)

    • Nome: GRAZIA
      Cognome: BOLOGNA
      Sezione A
      Accetto il regolamento

      TERREMOTO AMATRICE 2016/17
      La terra ha tremato ancora!
      Urla di bimbi, impauriti,
      genitori disperati, strappati
      ai loro piccoli e sotterrati,
      chissaddove, dalle coltre di neve.
      Un padre chiama il suo piccolo
      che non risponde… Il vuoto!!!
      La neve continua a cadere,
      ha ricoperto, ogni cosa…
      Tutto è sommerso!
      Si intravedono, in lontananza,
      tetti di case, non più macchine,
      non più vita…
      Forse qualcuno attende di esser
      salvato da quel crudel destino…
      Ecco arrivar soccorsi!
      La Speranza è l’ultima a morire
      e la Fede, a volte, fa miracoli.
      Tu che ti senti sfortunato/a,
      tu che ti lamenti per futili cose,
      impara ad apprezzare la Vita
      e ad ogni nuovo giorno che nasce
      loda il Signore,
      perché la Vita stessa, è un Miracolo.
      Autore: GRAZIA BOLOGNA (21.01.2017)

  19. Sez.B (Accetto regolamento)
    TRA LE BRACCIA DI MORFEO

    Barcolla il mio giacere tra le braccia di Morfeo…

    Son desta adesso ma il mio riaprir gli occhi alla vita è a dir poco una sfida immane…

    Reclusa in labirinti enigmatici di un’anima nell’universo parallelo inglobata..
    Son luce fievole che si assopisce ancor più se non v’è certezza di un domani..
    E dalle vicissitudini quotidiane perennemente vengo oscurata….

    Lo scorrere ardito di un tempo nemico
    mi lascia immobile a rimembrar trascorse primavere..
    Ove..sovente…
    Mi ritrovavo occhi al cielo a contar le stelle che volea rubare…..

    Or che nulla più ahimè riesco a immaginare..
    Or che l’alma mia si sveste di lusinghevoli speranze e rimane.. inerme.. silente a meditare…
    Tra le braccia di Morfeo..
    Seppur desta..
    Vorrei ancor giacere….
    Poiché la vita che avrei voluto non è questa….
    Ma…
    Un sogno che sognai nelle mie amate..trascorse primavere………

  20. L’orma passata dalle dita

    Che le canne mute
    dondolate dal sibilo del freddo
    siano lievi segni mentre cerco
    l’orma passata dalle dita,
    la fissità di un tempo luce
    sulla strada del risalire incanto

    che lo sbraitare delle palme
    rispecchi l’eterno dirsi d’amore
    so, dall’aver profuso labbra nel nudo
    dei pensieri, in ogni atomo di voce.

    Sezione B
    Accetto il regolamento

  21. Sezione B (accetto regolamento)

    -Ora che il tempo-
    Ora che il tempo
    s’è perso dietro un angolo d’attesa
    non urla più lo sfondo
    nullo di sogni
    opaco, è il verso ruvido nel solco
    il raccontare colma spazio
    che si dilata
    su ogni pensiero che non sei.

  22. Il popolo scomparso, che parte dal passato per tornare dal futuro.

    Alabbal, il custode del tempo, convocò la riunione delle genti libere ,per lo scontro finale.
    Le 17 tribù, decisero che Nur fosse il prescelto per condurre la battaglia. La luna piena di Austu cadeva il 21, questo dicevano gli astri, i venti tra le rocce sonanti, lo diceva il gorgoglio delle fontane. Tutto era propizio.
    Suonarono i timbales le launeddas, ballarono, cantando, ringraziando la vita fino al mattino. Era primavera e per tre giorni e tre notti si tennero i fuchi accesi, nuovi amori sbocciarono tra le genti, poi, tutti tornarono ai loro villaggi.
    Alabbal nel rientrare nella sua grotta si sentiva molto vigile, un sibilo accompagnò il movimento della parete, che si aprì, la varcò ed entrò nella luce.
    Il propizio 21 arrivò. La valle cieca con il suo esercito nascosto, attendeva Nur . Il sole rosso illuminava il tramonto infuocato. Il gruppo urlante, condotto da Nur avanzava inseguito dal nemico, la battaglia ebbe inizio col far rotolare dal costone le grosse rocce, per impedirne la fuga. La luna apparve nella sua maestosità, fu un attimo. Si alzo il vento, Nur e il suo gruppo si girarono verso il nemico, pronti a assalirli. Le frecce scoccarono. Una bolla d’aria assorbì il gruppo di Nur, e si trovarono a viaggiare nella luce.
    In un altro tempo, in piena battaglia, nello spazio profondo, l’astronave di Laura, regina delle amazzoni stava precipitando, assorbita in una bolla che viaggiava nella luce.

    Sezione A- Accetto il regolamento.

  23. Sez.B (accetto regolamento)
    -La storia continua.-
    Non è stato scritto
    il lieto fine di questa terra ricca di alberi secolari
    e fiumi ormai secchi,
    di incertezze vive questa terra che sembra immortale.
    L’oblio ha cancellato
    chi siamo.
    Dove vanno i laureati
    senza futuro?
    Dove vanno i figli di modesti operai spaventati e impotenti?
    Chi siete marmaglie tossiche
    che derubate il futuro dei nostri figli in questo paese che non sento piu mio che vive con l’amarezza di vedervi impuniti.
    Non è stata scritta la fine,
    la storia continua, chi siete voi che togliete il sorriso ai nostri bambini.

  24. Sezione B
    Accetto il regolamento

    …tuona l’agonia nella tierra del olvido saccheggiata e arsa viva, quando risuonano ancora gli echi dei carri in festa, sferraglia il carro dei monatti a raccattare quel che resta, mentre s’assopisce il sole che arde nonostante tutto e pallido s’accascia allungando ombre mute che saltan la corda.
    Rimangon cocci e anime sassose.

  25. Sezione A
    Accetto il regolamento.

    Lezione di vita

    Era conosciuta come la pazza che sussurra. Si vedeva spesso per strada quando pioveva, sempre senza ombrello. Guardava in alto e sembrava seguire una goccia precisa e, quando questa incontrava una pozza, la sua testa dava l’impressione di rimbalzare leggermente. Rideva felice saltellando disordinatamente. La si vedeva sovente sussurare volgendo la testa, come se accanto avesse qualcuno, E allora mi rattristavo al pensiero di quanto si dovesse sentire sola e di come la solitudine l’avesse resa folle.
    Avrei voluto avvicinarla ma mi sentivo in imbarazzo di fronte alle sue stranezze. E poi cosa avrei potuto chiederle? Con chi stesse parlando? A che scopo?

    Anche quella notte avevo dormito malissimo. Decisi, quindi, di alzarmi per cercare di spezzare quel cerchio opprimente. E quello che vidi allo specchio non mi piacque per niente. Di fronte c’era un altro me molto più vecchio, spalle curve e rughe d’espressione mai notate.
    Mi recai barcollando in cucina e cercai sollievo nel rito quotidiano del riempire il filtro della moka,
    E, mentre sorseggiavo il caffè bollente, mi resi conto che la mia vita era completamente insignificante.
    Allora decisi di uscire di casa frettolosamente, quasi ad “inseguire il mio tempo vuoto di senso, con un senso di vuoto”, parafrasando il maestro Battiato.

    Me la trovai di fronte senza riuscire a formulare la fatidica domanda. E fu allora che la pazza mi parlò:
    “Vedi, ho passato la mia vita a cercar di capire chi fossi ed ora che mi sono trovata ho tante cose da raccontarmi”.

  26. Sezione B – Accetto il regolamento
    Giancarlo Economo

    Questa vita distillata

    Stanotte ho bisogno
    di ascoltare le note
    di quei fogli mai scritti
    per rompere la monotonia
    di questa vita distillata

    M’incammino
    all’ombra del tuo amore
    per non creare turbolenze
    in questo fluido euritmico

    E tu pazza di pelle
    davanti al quadro dipinto
    dai tuoi occhi
    hai scelto la mia tinta
    intingendo il pennello
    nelle pieghe colme di lacrime

    E mi risveglierò
    tra il colore dei sogni
    e la luce ancora velata
    dell’alba
    ricordando solo di aver
    ballato
    nei tuoi occhi

  27. Nome: Federica
    Cognome: Caddeo
    Sezione B
    Accetto il regolamento

    La Voragine

    La Fanciulla leggiadra danzava,
    senza essere turbata da pensiero alcuno.
    Danzava leggera e spensierata,
    all’epoca in cui la sua giovinezza sbocciava.
    Poi in un’ oscura Voragine cadde
    e risucchiata ne venne,
    senza via di scampo lasciarle.
    E più di liberarsi tentava,
    più la Voragine nel Vuoto la imprigionava.
    Tutt’ora in quella Voragine una Luce lei cerca,
    che risalire in superficie le permetta.

  28. Nome: Federica
    Cognome: Caddeo
    Sezione A
    Accetto il regolamento

    Morte e Rinascita

    Velo di nubi all’orizzonte. Nubi che coprono le case ed il paesaggio. Li mangiano. L’ ingoiano. Lo scroscio della pioggia scioglie ogni colore. I muri si sgretolano e crollano. Il cielo è nero. L’ oscurità è arrivata.

    Velo di nubi che scappa. Velo di nubi che se ne va’. Nuvole qua e la’ in un cielo azzurro, limpido e infinito. Vento gentile. Vento che fa danzare i fili d’erba e i fiori. Sole splendente che riscalda. Bentornata luminosità.

    Mare in tempesta. Mare grigio. Onde che si infrangono sull’arena. Portano via e distruggono. Alghe e detriti lungo la riva. Ingoiano la sabbia. La risucchiano in un buco nero. E con essa assorbono ciò che rimane.

    Mare calmo. Mare azzurro, limpido. Bagna la sabbia con le sue piccole onde. Le sue piccole figlie. Ha portato via le alghe. I detriti si sono sciolti con il sale. La sabbia e l’ acqua purificatrice hanno coperto il buco nero e ora riportano indietro ciò che era perso.

  29. Errico Tentarelli
    Accetto il regolamento
    Sezione A

    28 Maggio 1291
    “I musulmani scavarono delle gallerie sotto la Cupola per spezzare la resistenza dei Templari, ma la struttura cedette provocando migliaia di morti. San Giovanni d’Acri era nelle mani del sultano”.
    Anatolij sentì il respiro graffiargli la gola. Se le anime non hanno corpo era segno che lui era ancora vivo. Si levò a fatica dal groviglio di corpi, non badando al dolore che percorreva le sue membra: le corde dell’anima vibravano di ben altro patire. In quel massacro distingueva a malapena le bianche vesti dei Soldati del Tempio dalle casacche dei Mamelucchi, così come unisonanti erano i rantoli di dolore e morte. Urlò la sua pena al suo Dio. Non solo al suo Dio. Al Dio di tutte le genti: che si pronunciasse Allah o Jaweh, poco importava.
    Poco aveva con sé per recar conforto a quei lamenti. Aveva il suo cuore, l’Amore per l’Umanità imparato lungo il sentiero dell’anima. Uguaglianza e fratellanza, che animavano entrambe le religioni, erano state tradite dall’umana ingordigia.
    Quale conforto per quell’atroce sofferenza? Cercò nel fango la sua sacca. Dentro, ormai intriso del sangue degli uomini, un pane marchiato col divino simbolo della sua chiesa: il Ki-Rho.
    Ne fece frammenti con le dita tremanti e le distribuì a tutte le anime che riuscì a raggiungere.
    L’ultima briciola in mano, sentì le sue forze mancare. Mentre la accostava alla sua bocca, udì un flebile respiro: “Allahu Akbar”.
    “Dio sia con te”, sussurrò, poggiando le dita su quelle labbra, prima di perdere il senso del tempo.

  30. Sezione B – Accetto il regolamento

    Vorrei morire

    Vorrei morire stupido
    con un sorriso ebete
    di quelli che nessuno
    può più dimenticare.

    E quando al funerale
    al primo torna in mente
    vorrei la sua risata
    coinvolgere la gente.

    Gli amici a trattenersi
    tra un Gratia Plena e un Gloria
    ed i parenti stretti
    a pizzicarsi guance.

    E dopo tutti insieme
    ridere a crepapelle
    come se fossi vivo
    chissà, potrei sentire.

    E uscire dalla Chiesa
    cantando una canzone
    a tempo con il riso.
    E il prete, il cardinale

    persino il papa assente
    ricorderanno tutti
    di come fu suadente
    la morte mia demente.

  31. Sezione A – Accetto il regolamento

    Il giorno che ho battuto Baldovino

    Sui blocchi di partenza tutti tesi ad afferrare il suono. Ed i pensieri miei affacciati al mondo, curiosi di vedere come perderò. Io, che all’acqua prego che non minacci il cuore, in fondo siamo cresciuti insieme.

    E il vento sulla spiaggia era così piacevole, mentre lei mi sorrideva piano.

    Sirena. Tuffo. Ecco che mi accoglie il blu, mi avvolge e mi sospinge, non sembra proprio il mare, però a noi piace pensarlo. Il diavolo passa accanto, l’imbattibile nemico, il nuotatore dalla cuffia di un altro colore.

    E il vento sulla spiaggia era così piacevole, mentre lei mi baciava piano.

    Sono già al muro e il corpo vira, capriola il mondo e mi ritrovo indietro. Baldovino è bello, è veloce, un Achille imbattibile. “Ehi, tu? Non sei troppo avanti? Non hai visto che anch’io ho un posto tra gli eroi? E se proprio non è vero, non credere che tu lo sia!”

    E il vento sulla spiaggia era così piacevole, mentre lei mi disse piano: “Lasciarti è l’ultima cosa che avrei voluto.”

    Eppure adesso ho un altro passo, lo sento, prima ancora di vederlo. Rallenta, Baldovino: è stanco. O forse sono io che questa volta non mi arrendo. E spingo, e prendo, e scivolo: nemmeno il cuore mio riesce a credere ai suoi occhi. La destra e la sinistra insieme toccano. Primo? Primo. Ed anche un mito da perdente è morto, finalmente.

    Ma il vento sulla spiaggia era così piacevole, mentre perdevo lei.

  32. “Castelli di sabbia “

    Non disperare figliolo.

    A chi insinua
    che non serve più
    costruire castelli di sabbia

    che se si frantumano
    al primo abbraccio
    dell’onda del mare

    dico:

    Al mondo
    al futuro
    a noi stessi

    basta ciò che resta

    i sogni

    quelli di un bambino
    che nel vento si disperdono
    e non appartengono più a lui

    Liberi
    non più prigionieri in un castello

    ovunque e da chiunque

    se colti e amati
    si mutano quasi sempre in realtà

    Sezione B Accetto il regolamento

    • Sezione A Accetto il regolamento

      Perdeva dagli occhi granelli di vita –

      Quasi sempre correva quell’uomo e se non correva
      andava comunque di fretta, sgomitando a sproposito anche,
      come se l’aria volesse frenare la sua smania di far presto
      Eppure niente lo aspettava e nessuno, nemmeno sua madre
      né un treno in partenza, o tristezza da zittire
      né gaiezza da sprizzare. Tuttavia, sempre o quasi
      quell’uomo correva e correva perdendo dagli occhi
      granelli di vita: l’incontro, un tramonto e tant’altro.
      Era bigio il meriggio in cui corse sí tanto
      da inciampare nel vuoto incrostato di noia
      cadendo di schiena da tutto quel nulla
      che sempre lo aveva cullato.
      Sicché, mai più corse quell’uomo, troppo preso
      a morire con calma alla luce d’ogni suo attimo mancato.

  33. L’ ALBERO DEL MANDORLO
    Aulente e gaio
    quale giovine sposa
    nel cortile balzava
    l’albero del mandorlo.

    Gioivan sereni
    gli aurei petali
    la blanda luce
    del diletto maggio.

    Delicata figura
    flautata essenza
    ilare mio spettro
    ahime’ ora!

    Nefasto è inverno
    esanime l’albero
    gl’inudi rami
    dei vivi spauracchio.

    Κολιόπουλος Γρηγόριος (Koliopoulos Grigorios)
    Per la sezione B – Accetto il regolamento.

    • Sezione B Accetto il regolamento

      Non è più il tempo –

      Non è più il tempo
      in cui spensieratezza mia
      saltava a un piede solo
      inconsapevole del precipizio
      poiché la vita era anche il volo
      o forse il volo era la vita

      Non è più il tempo dei sogni illogici
      sebbene ancora non riesca a credere
      che altri brividi non bramerò

      Ora il passato s’è fatto prato
      e ciò che colgo è quel che avanza
      non sazia né disseta eppure basta.

  34. All’intercalar del giorno,vagano le nubi pe’cieli smaltati dall’iride, che giocar ei vuole di cotanti colori a.rimembrar passati tempi, quando belta’sorrideva !
    E lo pensiero tornar indietro nel tempo volle!
    Di una selva giammai dimenticata e troppe volte sognata!
    Di un sorriso e un carezza al fanciullo ,che in da lo core crebbe con la speranza del di’ quando crescendo.lo giovine fanciullo avrebbe incontrato l’amor vero ,quel piacere immenso nel condurre la sua regina coperta di stelle,a render di gioia la sua vita terrena.
    Ma la speme.talvolta ardua ,volle allora metter alla prova il suo nobil cuore e immerso in mille ostacoli lo pose.
    Allor intravidi di armatura vestito lo fanciullo nel tempo,sfoderando la daga superar ostacoli ,e quando al calar del sole ,negli anni a lui fuggiti,
    Di fulgida luce vestito, riusci nel tempo ansioso
    A vincer la sfida e prono a.lei ,promise virtude!
    E nell’attimo dell’incantesimo nacque lo novo giorno,destandomi dal sogno!

    Sezione A – Accetto il regolamento

  35. Mario Luconi
    sezione B (è il testo di una mia canzone)
    Accetto il regolamento

    COME DISCOLI CHE BRUCIANO FORMICHE

    Giocate come discoli
    che bruciano formiche,
    monelli che non hanno maturato
    la coscienza del dolore degli altri.
    Dite, cosa vi guida?
    È solo presunzione o vanità
    che vi spinge a poggiare il dito
    su questa o quella vittima là?
    La sensazione di sentirvi dei,
    il potere di giudicare
    senza render conto a nessuno,
    senza errori da giustificare?
    Oppure c’è un disegno?
    uno schema da portare avanti?
    Qualcuno da proteggere
    cui dover pagare il conto?
    Perché il vostro non fu uno sbaglio.
    Lo sbaglio implica ci sia onestà
    Non si può dire che fu un abbaglio.
    Fu un disegno freddo senza pietà.
    Il sacrificio non è servito:
    voi non pagherete,
    voi non pagate mai,
    non pagherete mai.
    Ma arriverà quel giorno
    e il rimorso vi colpirà
    come un gancio sulla tempia,
    come un treno vi travolgerà.
    Pervaderà la vostra carne,
    come marea di putrescenza,
    larve che mangiano la morte
    depositate da mosconi blu.
    E ve lo porterete nella tomba
    nella fossa assieme a voi,
    come un cancro aggrappato stretto
    prigionieri per l’eternità.
    Perché il vostro non fu uno sbaglio.
    Lo sbaglio implica ci sia onestà
    Non si può dire che fu un abbaglio.
    Fu un disegno freddo senza pietà.

  36. Sezione B
    Autore: Cristina Biolcati
    Accetto il regolamento

    Il figlio del vento

    Avrebbe i tuoi occhi
    e saprebbe di sole.
    In ogni momento
    riderebbe del mondo,
    e spenderebbe aquiloni
    a inseguire il suo tempo.

  37. Autore : Daniela Gintoli
    Sezione A – accetto il regolamento – Marzo 2017
    Titolo : GIOIA

    Nuvole nere,
    cariche di pioggia,
    basse
    sul mare pumbleo
    che spazza furioso
    l’onda
    sullo scoglio nero.
    La mimosa
    tradita
    da fugaci giorni di primavera
    sperde ora nel vento
    il giallo delle sue fronde fiorite.
    Improvviso il vento si posa
    e una saetta,
    fra cielo e mare,
    da inizio alle danze.
    Grossi goccioloni
    si impattano
    sui tetti rossi delle case,
    sulle auto nella via,
    sui fiori di ginestra.
    E la gioia è
    il tazzone di the
    fumante fra le mani
    e tu
    che mi tieni stretta
    dietro i vetri
    chiusi della finestra
    e mi sfiori il collo
    con le tue labbra umide
    mentre fuori fluiscono
    i primi rigagnoli
    di pioggia.

  38. sezione B accetto il regolamento

    SCIE D’IMPONDERABILE

    Proverò ad avvolgere
    il disturbo delle emozioni
    nei segni sulla pelle
    che nessuno potrà imbrogliare.

    Proverò a tenere conto
    delle paure vinte nell’abisso
    e a farne tesoro
    per un’altra sfida agli errori.

    Proverò a tenere la maschera
    mascherando gli strappi
    alla coscienza,
    giocando a nascondino
    con la vita e la morte,
    restando fino
    all’imprevedibile sorte,
    sospirando meno
    se lotterò al tuo fianco.

    Proverò a giocarmi ai dadi
    dubbi e realtà
    vincendo mani nel domani
    d’un futuro denso d’inganni.

    Me ne andrò un attimo dopo
    in un abito di seta nera
    lasciando “scie d’imponderabile”
    in questo truccato casinò.

  39. Sezione A – Accetto il regolamento
    Titolo: Canto alla pioggia

    Vidi la pioggia sul mio parabrezza e con essa, la notte non parve più notte, divenendo repentinamente una mattinata cupa di fine estate ma piena di felicità e quell’automobile grigia, triste della mia solitudine, mutò in una alcova tratta da “Mille e una notte”.
    Essa era sfarzosa, meravigliosa come vista solo nei rotocalchi del lusso più sfrenato.
    Al di fuori vi erano dei passerotti che beccavano in cerca di cibo, al pari del mio cuore che, nell’interno, bramoso, non si saziava mai dell’amore unico ed infinito.
    All’improvviso la pioggia, come uno sipario strappato dal vento, si aprì e portò via con sé il mio sogno ad occhi aperti insieme alla strada percorsa dalle ruote umide e nell’immediato, il mare, bello più che mai in quel periodo nella panoramica per Villasimius, divenne ancora più bello da vicino, sino a far sentire il suo fresco sul mio corpo. In un attimo lo penetrò arrivando al profondo della mia anima e grazie ad essa sostituì il sangue; anzi la vita stessa, in una eterea ed eterna follia per l’amore perduto!
    Solo poco dopo, nel vedere il mio corpo galleggiare a ridosso degli scogli, capì d’esser morto e quella corsa tra i tornanti per sfogare il mio dolore, fu soltanto una sinuosa immensa chiave di violino con cui iniziare a suonare la mia ultima canzone ed infine……. svanire in una lacrima diluita nel mare!

  40. sezione B – Accetto il regolamento
    Titolo: Un Tango suona

    Un Tango suona,
    empie le strade assolate
    delle sue malinconiche note,
    s’inoltra nelle finestre socchiuse
    portando con se passioni di lidi lontani
    mentre le ombre dei passanti sembrano staccarsi,
    prender vita e ballare al ritmo del loro cuore
    tra i raggi delicati e caldi del sole,
    divenire immagini piacevoli
    su cui comporre
    e desiderare.
    Un Tango suona,
    empie l’aria d’un sentimento
    forte ed intenso quanto l’amore stesso,
    un sentimento che sa impedire al tempo di correre
    in questo incantevole mattino estivo,
    illuminato dal ricordo
    del suo gaio
    volto.
    Un Tango suona,
    empie la mia anima di letizia,
    al pari del batter d’ali d’una farfalla
    nel lasciarsi andare al vento
    e danzare sensuale
    come lei.
    Un Tango suona.

  41. Esodo epocale.
    Sez.B

    Sopra carrette del mare, imbarcati,
    uomini, donne, anziani e bambini,
    nella traversata della speranza,
    sperano in un futuro migliore.
    Come bestiame, vengono ammassati
    da esseri senza pietà, ne’ compassione,
    che lucrano sulla pelle della disperazione.

    Di esseri umani è un esodo epocale.
    Nei loro occhi, sgomento e paura.
    Fuggono dalla guerra e dalle sue atrocità,
    portandone i segni sul corpo e nell’anima.
    Ammucchiati, in una traversata infinita,
    navigano contro le insidie del tempo.
    L’altra sponda sperano di toccare,
    per non ritrovarsi negli abissi del mare.

    © Vincenzo Cantatore “Airone”
    Accetto il regolamento

  42. Di buon mattino salutare soleva in da lo tempo suo!
    Mentre ardir col bianco cavallo ,andava ai pie’ del
    Paese la gente che sovente
    Incontrare fortuna avia!
    E di un sorriso e una mano alta lo benvenuto al novo giorno esprimeva!
    E in da la groppa lo destriero
    Suo a salutar lo sole ardente
    Che augurar volia lo di’ festoso, donde le campane riunir voliano la santa gente
    Ad ascoltar la parola !
    E librar in cielo osservar vidi
    Meco una bianca colomba
    Rotear contenta de lo saluto
    Avuto!

    Accetto il regolamento. Sezione B

  43. Cieli tersi

    Vedo cieli tersi
    e odo cinguettare;
    la magica stagione
    non reca più timore.

    Trovo, dop’i trenta
    la natura de l’incanto,
    de’ bambini ‘l garbo
    e la nott’è ben-venuta
    chè l’accolgo con piacere,
    e bene-vola divenuta, ora vola-bene.

    Tutt’intorno le colgo,
    piuchemmai le perle
    e rivivo splendendo,
    fintanto s’è spento
    l’intenso, bagliore
    succhiato nel denso
    clamore, di lei
    ch’ancora non coglie
    l’avvenenza che l’avvolge.

    SEZIONE B
    Accetto il Regolamento.

    • Vibrato

      ah mi sono innamorata, le mie mani si arrotolano nella lava e nella dolomite

      le palme delle mie mani crescono/alberi di acque di luna/

      affinché attingo il cielo scolpito o la corona del mondo

      il sale del mare scivola come un serpente imperiale

      dai nostri corpi in una vibrazione immateriale

      scende la sera con ricci e meduse calcinati

      le nostre anime respirano sotto le acque aspre scolorite

      ossa di fumo/ i secondi scorrono in silenzi azzurri

      l’amore ha raggiunto l’orsa minore con un solo occhio magico

      il timpano dello sterno suona arancione di luce

      vedrò il vapore della foresta, anime, nevicata di verbena?

      l’amore si trasforma in un condor in volo sopra Caraiman

      ah, mi sono innamorata, i miei mondi sono giunti alla riva

      Sezione B
      Autore: Angi Melania Cristea
      Acceto il regolamento

  44. Molecole sensuali
    Sezione B

    Molecole sensuali
    sul ventre tuo odoroso
    girano vorticose
    per arrivare a me.
    Ventri che si contorcono
    nell’ora dell’amore
    quando il sole sorge
    e vivo dentro te.
    Anime che insieme pulsano
    ed urlano di gioia,
    come aquiloni liberi
    che volano nel cielo.
    Tu che mi dai sostanza
    io che ti rubo essenze,
    nel gioco della vita
    regole non ne ho.
    Se fossimo da soli,
    su questo pianeta arcano,
    ti porterei lontana verso emisferi ignoti
    dove vivremmo sempre
    passioni e voluttà.

    Accetto il regolamento

  45. rimembro amor mio,
    i tempi in cui ci siamo amati,
    il primo bacio,
    che t’ho strappato,
    quando il cor tuo piangeva,
    le notti buie e vuote,
    quando litigavamo,
    le gioie e i dolori,
    superati insieme.
    Volevo sposarti,
    renderti la mia regina,
    tra le dolci note di un pianoforte,
    accarezzarti mentre già dormivi,
    sei andata via,
    volata tra le braccia di Dio,
    nemmeno il tempo di dirci addio,
    or è il cuor mio che piange,
    ma più nessun,
    asciugherà le sue lacrime d’amor.

    Sezione B Accetto il regolamento

  46. Sezione B

    “Meteoropatica?”

    Vorrei citare
    il mio sconforto
    per diffamazione,
    però
    so già
    che perderei la causa.

    Autore: Donatella Sarchini

    Accetto il regolamento

  47. Sez.A

    24 luglio 1656 ora 12:36

    Seduto sulla scogliera dei ricordi che ancora non avevo, lo ammiravo mentre nell’aria umida del non tempo volava libertà.
    Potevo spostare l’orizzonte con un cenno,
    in quell’inafferrabile manciata di secoli.
    Potevo tenere il mondo sulla punta dell’ indice, perdendomi nel vortice di tutti i giorni, passati, presenti e futuri.
    Potevo sentire la pelle di ogni essere vivente, poggiare il suo calore sulla pelle che un giorno avrei avuto anch’io.
    Perdermi, cercando un rifugio, e dormire sulle pendici delle tue labbra, aspettando l’ alba del nostro primo “Ti amo”.
    Potevo tutto.
    Eppure non potevo staccare gli occhi dal suo volo.
    Non potevo non goderne l’inafferrabilità.
    L’ indecifrabile semplicità delle sue traiettorie.
    Su a carezzar le nuvole, poi giù, in picchiata, a baciar le onde.
    Poteva fermarsi a mezz’altezza, rimanere qualche secondo sospeso, leggero, per poi scendere in picchiata come se il suo fosse il peso di mille corpi, oppure toccare ancora le nuvole come se pesasse un milione di anime.
    Per un secondo durato millenni l’osservai.
    Fino a quando non più gli bastò baciare
    l’ increspatura soffiata dal vento.
    E dopo l’ultima, definitiva chiusa d’ali si tuffò.
    Sparendo fra la schiuma e gli spruzzi.

    Era il 24 luglio 1656.
    12:36.
    Fu il momento in cui nacqui,
    ed un corpo si fece galera.

    Accetto il regolamento

    • Il sole non trema
      dinanzi al risveglio di un nuovo mattino,
      la luna si accende la sera
      donando luce al cammino,
      il giorno chiama
      accecato dalla paura,
      la notte ama
      posando i suoi petali scuri sulla natura,
      il mare sveglia la pace
      rinfrescando la sabbia cocente,
      la strada assume una sembianza vivace
      tenendo in vita la passione morente,
      il suono ascolta
      tormentato dal rancore,
      il silenzio lotta
      senza alcuna paura del rumore,
      l’amore regna
      col sereno dei temporali,
      il cuore disegna
      orizzonti che non saranno reali,
      la vita scorre
      in mezzo a infinite immagini veloci,
      la morte corre
      lasciando solo l’amore delle nostre voci.
      Sezione B Accetto il regolamento

  48. Sez. A
    Accetto il regolamento

    Lycalìone
    (estratto da un monologo)

    adoro l’acqua che si mischia alla terra, impastare il fango con le mani, sentire la materia ruvida fra le dita, darne forma, una qualunque, perché una forma qualunque può in ogni momento avere ragione d’esistere e la sua anima sarà l’amore con cui gli abbiamo donato la vita… amavo averti tra le braccia e non che ti dessi io la vita, ma la sentivo scorrere dentro di te, mi piaceva l’effetto che recava al mio sangue: agitazione, ebollizione, tensione, erezione, esplosione, insomma ….vita.

    adoro l’aria che si insinua tra le fiamme ed il fuoco si innalza prepotente crepitando minaccioso; sai cosa mi sembra?
    Un albero danzante che agita i rami accesi con fare spettrale o forse lo è per me che non so vederlo diversamente ma di certo ci saranno altre prospettive… amavo le forme delle nostre danze orizzontali, c’era una trasfusione di vita, una sorta di simbiosi e non so se te ne sei mai accorta, adoro il raggio di luce che penetra attraverso la spaccatura a forma di occhio di una vecchia porta consunta dai tarli e dentro il buio non è più; una strada di luce lo fende e lo divide da sé stesso;
    non ricordo un punto di buio che abbia mai vinto la luce, è un fenomeno che non riusciamo a comprendere, al quale non diamo molta importanza…
    ora dove porti i capelli d’oro?
    Mannaggia al mio olfatto, ne sento ancora l’odore…

    Nunzio Cartalemi

  49. Sezione B

    sentimento universale si scioglie come sale
    o si cristalizza sulla spiaggia bagnata dal mare
    le conchiglie raccontano favole
    e tu non stai più ad ascoltare
    lo scricchiolio della Luna che sale
    il crepitio stellare
    e quei vagabondi che vogano nello spazio
    appesi su fiumi di specchi
    che riflettono i tuoi occhi
    mentre piovono libellule e farfalle dalle ali blu

    squarcerei questo petto per cercarti
    almeno tentare di raggiungerti

    lì dove tu hai osato scavare
    in profondità che credevo impossibili
    in un cuore..

    sentimento universale svanisce come aria
    lassù dove le vette incontrano l’alito di dio
    e le eco raccontano storie
    che tu non stai più ad ascoltare
    i cori notturni delle cicale
    il battito d’ali di una crisalide
    i granelli di sabbia che formano nuove dune
    al vento di maestrale
    ricordano le curve di Venere o
    ……………………le tue.

    Accetto il regolamento

  50. Sezione B

    “Vi-r-Te”

    Morte
    Son le memorie
    Sepolte di vissuto
    Dal figliol cresciuto
    Mai prodigo di vittorie

    Morte
    Son l’effimere scuse
    Ch’udiva
    Abbracciate a carezze rinchiuse
    In gabbie d’assenza

    Morte
    Son annegate
    Nella pece nerastra
    Ubriache d’abbondanza
    L’innocenti rime
    Colme di spine

    Vita
    È pur Vita
    Questo scrosciar
    D’applausimmeritati ?
    Chiede la cenere
    Al mio raccontar dipartite

    La Morte
    Partorisce Vita
    Come i cancelli chiusi
    Partoriscono paradisi
    Come il cappio al collo
    Libera gole silenziate

    Vi-r-Te
    Sono le regole
    Del mio crear
    Vita o Morte
    Or Virtù
    Or Lacuna

    Autore: Grigato Michele
    Accetto il regolamento

  51. Sezione B.

    La poesivalanga

    La poesivalanga travolge
    sconvolge,
    tritura l’immodesta rifinitura spocchio
    versoperfetto del taglio
    talmente preciso che è prosa
    d’apprettostantio.
    E tu invece osa
    sconvolgi l’intaglio di Dio
    e
    che la poesia ti bruci la carne
    ti divori la mente già rosa,
    insulti l’afflato comune
    del niente riscritto in ginocchio,
    in piedi! Reietto,
    occhio proscritto tu sia
    alla bellezza,
    tu mettila in croce,
    recidile i nervi col taglio
    fa che tutto conservi
    l’atroce differenza del maglio
    antimorte.
    Io aspetto un barbaglio
    che biluca dal nero la sorte.

    Autore: Mary Blindflowers©.

    Accetto il regolamento.

    • Non ci aspettiamo più
      nel torpore della notte,
      perduti tra stelle distratte,
      frammenti di universo,
      briciole cadute e spazzate via.
      Stelle sospirate e malinconiche,
      di un amore cieco,
      note armoniche e stonate
      di un giorno qualsiasi
      fatto di noi.
      Anime daltoniche,
      colori confusi e distratti
      che non si riconoscono più,
      o che forse,
      non si sono mai veramente conosciuti…

      Autore: Antonello Vanni
      Accetto il regolamento

  52. Sez B.

    L’amore di un gatto

    L’amore di un gatto è semplice:
    basta accarezzarlo sulla testa,
    basta ascoltare le sue fusa,
    basta tenerlo sulle ginocchia.
    È la cosa più semplice che esista.

    Il mondo invece è complicato,
    le persone sono complicate:
    oggi ti sono amiche, domani ti tradiscono.
    Se non ti cercano, forse è per orgoglio.
    Se ti cercano, forse è per interesse.

    Una volta avevo un gatto
    e in qualche modo lui aveva me.
    Tornato dall’ennesima porta in faccia
    lo trovai sul divano, acciambellato:
    mi sedetti e lo presi in collo.

    L’amore di un gatto è semplice:
    basta accarezzarlo sulla testa,
    basta guardarlo negli occhi
    e trovarvi un grande mistero.
    Un mistero semplice.

    Autore: Massimo Acciai Baggiani
    Accetto il regolamento.

    • LA GUERRA INDEFINITA

      Il mondo è stato invaso
      dal popolo dei Tutti,
      nessuno se ne è accorto:
      noi siamo tutti Tutti.

      I Tutti hanno strappato
      la libertà a ciascuno,
      i Tutti hanno il potere,
      è tutto in mano a loro,

      ma basterebbe poco
      per fare resistenza,
      in tutto quasi niente,
      un solo dissidente.

      I Tutti meno uno
      non sono ancora Tutti,
      non sanno più chi sono,
      diffidano di tutti,

      I Tutti meno uno
      non sono più compatti,
      ognuno gioca a parte,
      può essere sconfitto.

      Sezione B
      Accetto il regolamento.

  53. Pingback: Come si partecipa ai contest letterari di “giuseppecartablog” | giuseppecartablog·

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