Vincitori contest Letterario di prosa e poesia Aspettando Santander

Contest “Aspettando Santandercontest-aspettando-santander

 

90 sono state le Opere in Contest, persone che il BLOG ringrazia per aver animato l’ambiente letterario in attesa della pubblicazione del NON ROMANZO di giuseppe carta LA MORALE DI SANTANDER

 

Chi è l’artista, se non colui che uscendo dagli schemi, 

ci rientra dalla porta d’onore?

 

La giuria composta dai vincitori dei Contest di giuseppeartablog

Giusy Carofiglio (Poetessa) – Isabel Maite: (Poetessa) 

Massimo Baggiani  (Poeta)- Simone Colonna (Poeta)-

e da Claudia Cogoni: (Lirica Dottoressa)

tenendo conto che 

Il tema era libero per entrambe le sezioni  con particolarmente gradimento per l’opera di chi, in compassione con l’Universo, sa che credendo nella propria semplicità e follia, riuscirà ad emergere dal paludoso niente contemporaneo.

Era inoltre gradita l’attenzione di coloro che non si arrendono alla realtà e sanno che la si può influenzare e dirigere. 

La giuria democratica, guidata telepaticamente da Santander in persona, ha scelto i vincitori, o meglio, NATURALMENTE Santander ha scelto DUE VINCITRICI!  

Un ringraziamento speciale se lo sono meritato i tanti lettori che hanno goduto delle opere dei poeti e degli scrittori che si sono cimentati nella gara pacifica, GRAZIE della partecipazione!

 

Cosa vincono i vincitori?

N° 1 copia del “NON ROMANZO” –La morale di Santander- di giuseppe carta (di prossima pubblicazione) e N°1 copia dell’antologia di Opere che parteciperanno a questo Contest (di prossima pubblicazione)

 

 

 Tutte le Opere in Contest del contest letterario Aspettando Santander 

 I finalisti sono stati:

Sezione A

Giancarlo Economo con Povera Giulia – Giuseppina Carta con  Matilde –Nora Serrano con Silenzio- Alarico Bernardi con 24 Agosto 2016- La Frazia Antonella con Dietro le tende-Corrado de Bari con La favola mia – Rita Licenziato con Il compleanno indimenticabile – 
Claudia Magnasco con Ti sogno Domani – Flavia Novelli  con Alice –Emanuela Di Caprio con Esuli

Sezione B

Maurizio Allegria con La morte di dio – Grigato Michele con Il luogo che non c’è –Giuseppina Carta con Un boato – Marco Caredda con Icaro (canzone in Do# minore) Davide Rocco Colacrai con L’intenzione elementare di un atomo di luna – Erika Petrossi con L’odore delle cose vecchie – Mixa Fortuna con CAR* COMPAGN*- La Frazia Antonella con Lontano – Claudia Magnasco con In imperturbabile posa –Matteo Piergigli con Rockford –Valentina Imperiu con La libanese

-MENZIONI SPECIALI- 

1)

giuseppe carta DICE: devo ringraziare Luigi, che ha spedito oltre la data di scadenza una lunga short story che supera abbondantemente le 330 parole. Santander sarebbe fiero di te!

Sezione A
ginepro

Ginepro d’onore a

Luigi Randaccio

“Ne abbiamo trovato un altro”
Riprese un attimo fiato e con una smorfia di fatica girò su se stesso e di rimise a correre nella direzione da cui era arrivato. Dopo qualche decina di metri si fermò e mi guardò spazientito,“Andiamo?” – “ Ne esiste un altro! Allora è vero!! forse c’è una speranza!!”
Non riuscivo a pensare ad altro mentre andavamo sul luogo del ritrovamento. Il ragazzo si fermò e mi indicò un punto in alto a nord ovest. “È li , dietro quelle rocce, in mezzo al lentischio. Io proseguo di qua vado a chiamare gli operai” E senza dire altro se ne andò correndo. Mi arrampicai a fatica, ormai era faticoso qualsiasi movimento, anche i più semplici. La trovai proprio nel punti esatto che mi aveva indicato. Era difficile da riconoscere, non rimaneva praticamente più nulla di quella che doveva essere una tomba dei giganti. Cercai quello che doveva essere l’ingresso, lo trovai, nonostante la stele fosse completamente sbriciolata,tutti questi enormi monumenti avevano resistito più di diecimila anni intatti e neanche 10 minuti alla crudeltà delle prove di guerra dell’esercito panoccidentale. Scavai attorno all’ingresso, con il fiato corto e gli occhi annebbiati, rischiavo di svenire e non potevo permettermelo, presi dalla borsa una bomboletta di ossigeno feci tre lunghi respiri e ricominciai a scavare. Lo trovai intatto, la terra fortunatamente lo aveva preservato dalle bombe, li alla base di quello che doveva essere il batile, era proprio lui, lo stranissimo innesco a chiave di un gigantesco marchingeno meccanico ad ingranaggi, Un gigantesco Antikitera. Scoprimmo e confermammo che la Sardegna era la misteriosa terra “scomparsa” di Atlantide, Ma non solo, scoprimmo che i suoi famosi anelli, quelli che portavano al suo palazzo, erano in realtà delle enormi celle elettrolitiche che girando producevano continuamente elettricità che serviva per liberare ossidrogeno dal mare, un gas che gli atlantidei utilizzavano per illuminare e scaldare paesi e città, ed alimentare le leve degli straordinari remi meccanici delle navi che utillizzavano pèr il commercio e la guerra. I nuraghi, gli enormi camini a torre in cui veniva bruciato questo gas illuminavano a giorno la notte dei sardi e fecero risplendere in tutto il mondo conosciuto la loro grandezza. Il congegno era attivato dal peso di enormi statue di pietra posizionate a guardia delle tombe dei loro avi. Quando arrivarono i Romani non c’era più traccia dell’antico popolo di Atlantide ma ancora i nuraghi della Sardegna risplendevano del fuoco perpetuo regalato da quel inesauribile gas e non riuscendo a carpirne il segreto e per timore di perdere i profitti dell’olio che loro commerciavano in tutto il mediterraneo come combustibile tolsero tutti i giganti di pietra e li seppellirono in modo da fermare il congegno una volta per tutte e cancellarne definitivamente il suo ricordo. Riattivare quel congegno era la nostra unica speranza di salvare l’umanità. Le guerre e la produzione industriale avevano definitivamente compromesso l’equilibrio naturale del pianeta e ormai l’anidride carbonica superava l’ossigeno nell’atmosfera. I pochi polmoni verdi ancora esistenti non erano sufficienti , la più grande estinzione di massa dopo quella del giurassico era inevitabilmente iniziata. Solo quell’antico marchingegno poteva permetterci, producendo quel gas, di accedere all’unica riserva di ossigeno ancora non utilzzata… il mare e l’oceano. Arrivarono gli operai trasportando uno dei giganti di pietra ritrovati a monti prama lo posizionammo sull’innesco, poi un tonfo sordo un leggero rumore d’acqua… “funziona ancora!!!, ne mancano solo altri quattro!!” Chiuse il libro disgustato. “Ma ta Gazzu,,” “mi deppu arregorai di dirgli di non regalarmi più queste cagate di libri di fantascienza” Prese il libro e lo scaravento al lato passeggero, aumento l’aria condizionata, ingranò la prima e con due poderose sgasate, che annerirono il cielo per un secondo, fece i soliti cinque metri prima di fermarsi nuovamente dietro la chilometrica coda che affrontava ogni domenica per recarsi al Poetto. Accese la radio e sbuffò “oggi apriamo il notiziario con un sorprendente allarme lanciato dagli scienziati, superate le quattrocentomila unita per milione di anidride carbonica nell’atmosfera…..”

2)

giuseppe carta DICE: L’immortale prima o poi mi farà morire di batticuore! Anche questa volta a mezzo soffio dalla vittoria. Non posso non ringraziarti particolarmente della tua partecipazione, grazie!

Sezione A
ginepro

Ginepro d’onore a

Giancarlo Economo

-Povera Giulia-

Era seduta sulla solita sedia, al solito tavolo nella solita tea room e aveva ordinato, come sempre, due biscotti con il solito rooibos. Non riusciva a chiamarlo semplicemente tè rosso perché era ossessivamente pignola. Doveva avere sempre tutto sotto controllo per non affrontare l’imponderabile che le creava ansia e quel seccante tremore per il quale era stata in cura da uno psicologo per anni, senza, peraltro, risolvere il problema.
Il locale si affacciava su una storica piazza del centro storico di Roma e dal suo punto di osservazione Giulia poteva godere di un quadro incantevole: una finestra incorniciava una delle più belle fontane della capitale illuminata da lampioni risorgimentali, che le donavano quel non so che di magico. Quella vista la rasserenava, almeno per qualche momento, facendole dimenticare tutta la sua monotona vita.
La sala da tè era una vera macchina del tempo: luci sfumate, candele accese su ogni tavolino, grandi specchi ornati da collane di lampadine, numerosi scaffali dove facevano bella mostra una serie di libri classici: da Hugo a Goethe, da Hesse a Kundera, da Shakespeare a Hemingway. E poi riproduzioni di quadri famosi ovunque.
Il locale era frequentato soprattutto da stranieri e artisti e l’atmosfera che si respirava era quella dei fumosi ambienti bohemiens della Parigi di Baudelaire.
Giulia esile, di media statura, molto chiara di carnagione, amava vestire sobrio, preferendo abiti dai colori tenui. Aveva 35 anni racchiusi in un corpo da bambina.
Non sarebbe stata poi così scialba se solo avesse curato meglio il suo aspetto, ma lei desiderava essere invisibile.
Dei suoi primi anni ricordava solo che il padre se ne era andato di casa il giorno del suo ottavo compleanno, anche se il suo psicologo le aveva detto che quei ricordi erano persi nei meandri della sua mente per qualche evento traumatico capitatole in quel periodo.
Altro particolare non trascurabile era che la donna non aveva mai avuto una relazione amorosa.
Chissà, forse Giulia invece sapeva, ma non poteva o non voleva ammetterlo.

PROCLAMAZIONE dei VINCITORI

Vincitore della sezione -A-

Short Story – Massimo 330 Parole

 

-ALICE-

Alice si svegliò di soprassalto.
“Alice…. Alice…”.
Alice scese barcollando e stordita dal divano. Anche quella notte si era addormentata lì senza trovare la forza di raggiungere il letto.
“Alice…. Alice…”, continuava a miagolare sua madre con la bocca impastata.
“Ho sete”.
Senza rispondere, Alice raggiunse la cucina, inciampando in un bicchiere rovesciato a terra.
La cucina odorava di sugo bruciato e di piatti sporchi. Nella penombra si intravedeva il disordine di giorni e una collezione di bottiglie vuote.
La madre bevve tutto d’un sorso e ripiombò sul letto madida di sudore alcolico.
Alice pranzò da sola, nel silenzio della cucina. Sul tavolo anche il piatto della madre, coperto da un altro piatto. Avrebbe mangiato più tardi, quando il torpore etilico avrebbe lasciato il posto a una fame nervosa che si sarebbe placata dopo il primo boccone, affogato in altro alcol.
La madre, dopo il pranzo a base di gin, era tornata a letto barcollando e imprecando contro Alice che era stata la sua rovina, l’ostacolo alla sua carriera nel mondo dello spettacolo…
Alice era abituata a quegli sfoghi, anche se non poteva evitare di sentirsi realmente in colpa per quella madre bellissima ai suoi occhi a cui aveva rovinato la carriera e la vita.
Era assorta in questi pensieri quando udì un tonfo e un grido soffocato.
In camera trovò la madre riversa a terra con un rivolo di sangue che le scendeva dalla tempia.
Alice faticò non poco a sollevarla e a riadagiarla a letto. Poi corse in bagno a prendere il flacone dell’acqua ossigenata, un batuffolo di ovatta e un cerotto. La medicò amorevolmente, nonostante le imprecazioni della madre.
Era ormai ora di cena. Alice tagliò due fette di pane e ci infilò del prosciutto cotto. Si versò del latte e andò a mangiare in soggiorno, sul divano.
Selezionò alla tv il canale dei cartoni animati.
Era stata una giornata pesante, una vita pesante. Troppo, per una bambina di 9 anni.

Vincitore della sezione -B-

Poesia – Massimo 60 versi

 

– L’odore delle cose vecchie-

L’odore delle cose vecchie,
delle case dimenticate,
ritrovai
una mattina d’inverno
salendo su quel folle treno.

Conoscevo esattamente la destinazione.
Mai avrei immaginato
che nel correre in avanti
potessi tornare tanto indietro,
nel mondo incantato dove
la neve era zucchero a velo
e la luce era di candela.

Andavo verso lui che conoscevo appena,
eppure da sempre,
e ritornavo bambina,
quando mi alzavo presto al mattino,
e vedevo tutto il cielo in una finestra
e respiravo il vento per volare
e non sapevo ancora
che quell’odore, ascoltato e dimenticato,
sarebbe rimasto tanto dentro,
assorbito come in una spugna,
da riportarmi,

Oggi
in un attimo,
a Ieri.

 

 

Si ringrazia OUBLIETTE MAGAZINE per il supporto organizzativo!  

I vincitori saranno contattati dall’organizzazione.

 

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