Aliud: Giuseppa Sicura intervista il poeta Giuseppe Carta

INTERVISTA

 

G. Sicura intervista il poeta Giuseppe Carta

Giovane ed estroso poeta cagliaritano Giuseppe Carta,

dopo qualchefb_img_1466010300733 esperienza come autore teatrale, nel 2011 pubblica il suo primo libro di poesie “Visioni dal periscopio emozionale”. Nel 2013 di quei numerosi versi fa un distillato e viene alla luce “Bootleg”. Forse non del tutto soddisfatto, alla ricerca di nuovi modelli espressivi inverte il titolo, rovescia le poesie e pubblica nel 2014 “geltOUb”. Nel 2015 il poeta si eclissa e ritorna al teatro, come attore e autore; pubblica nel 2016 “Radici, impulso e rivoluzione”, quattro commedie teatrali.

1 Nella presentazione del tuo primo libro di poesie dici che quei versi sono “un percorso, il sentiero di chi da un giorno all’altro scopre di poter realizzare qualunque suo desiderio”. A distanza di qualche anno, pensi ancora che la poesia possa essere non solo culla dove coltivare le proprie illusioni, ma un tramite per passare dall’impossibilità alla realtà? Quali sogni ti ha effettivamente permesso di concretizzare?

G.C.: La vita è una catapulta che va utilizzata e vissuta momento20160407_144553per momento. I desideri veri ma impossibili non esistono. L’impegno e la nostra essenza perfetta e divina, ci consentono di poter lavorare su noi stessi e trasformare tutti gli spigoli che non ci consentono di armonizzarci all’Universo, renderci felici. Sogni? La pace nel mondo è un sogno, è il mio progetto illuso o utopico. Ma l’utopia è l’unica strada degna d’impegno e sacrificio.


2 Quando hai iniziato a scrivere versi e quale lettura o esperienza di vita è stata per te decisiva nel condurti verso l’espressione poetica?

G.C.: Ho iniziato a scrivere versi quando ho deciso di diventare scrittore, dopo un maledetto e benedetto incidente automobilistico, in cui gli stupendi occhi di Pierluigi, in questa vita, si sono chiusi per sempre. L’immane sofferenza passata, mi ha suggerito di impegnarmi sempre al massimo, per me e per il mio prossimo.

3 Come mai invece di nuove poesie hai preferito pubblicare su Bootleg una selezione di quelle già pubblicate, riducendole al limite del “nonsense” e, su geltOUb, quasi a scherno dei lettori, le hai messe addirittura a testa in giù? Ripensamento e nuovo percorso verso forme essenziali, mania di esibizionismo o semplicemente voglia di giocare?

G.C.: La mia famiglia, i miei amici e la vita mi hanno spiegato la bellezza dell’improvvisazione e del Presente. Prima Bootleg e poi geltOUb sono l’armonia tra il mio percorso e l’evidenza che la Poesia non ha forme e formalità. La vita è una poesia che solo gli ascoltatori privi di giudizio sanno intendere.

4 Da quale recondita necessità scaturisce l’alternarsi, nel tuo percorso artistico, di esperienza poetica e impegno teatrale? Può esserci un interscambio tra poesia e teatro o viaggiano su binari paralleli? In quale delle due arti ti senti più a tuo agio e da quale attingi maggiori soddisfazioni?

G.C.: Scrivere è il mio impegno massimo. Lo faccio quando non ho alternative, quando sono pronto. Interpretare dei personaggi è una ricerca interiore totalizzante. Durante una PRIMA, non si è mai pronti abbastanza e come mi accade per la scrittura, non posso far altro che sperare in altre possibilità future. Cerco di sostituire il perfezionismo con l’accettazione della realtà. La soddisfazione deve essere intrinseca alla vita. Respirare è la prima soddisfazione da cui attingere felicità.

5 Nelle tue opere predomina, implicito o esplicito il concetto di “rivoluzione”, ma mentre nei primi libri il termine pare abbia una valenza individuale, nell’ultimo questa parola appare anche nel titolo e potrebbe lasciarci intravvedere un evoluzione in senso universale e politico. Puoi darci qualche chiarimento?

G.C.: Hai già detto tutto tu, aggiungo che se gli uomini lavorassero con più determinazione su se stessi, non avrebbero il tempo di subire gli altri. Rivoluzionare significa volersi bene davvero.

6 Aspetto con curiosità il tuo prossimo libro di poesie “inedite”. A quando?

G.C.: La nuova silloge è pronta da anni, forse è talmente invecchiata che non vedrà mai la luce, oppure è così giovane che mi spingerà a farla uscire quest’anno stesso. Bisogna anche vedere cosa ne pensa Santander e la sua morale. Ma questa è un altra storia che spero interesserà Aliud. A presto allora, grazie Giuseppa!

Radici sbocciate1Aliud

Annunci

2 pensieri su “Aliud: Giuseppa Sicura intervista il poeta Giuseppe Carta

  1. Giuseppe Carta dimostra la coerenza che in tutti dovrebbe prendere forma ed è quella che ti permette di privartene per poi rinnovarla. Una coerenza statica è un paradosso perché di per se la vera coerenza non esiste, così come non esiste l’esistere in un’unica forma e dimensione; in queste immensità ho la fortuna talvolta di incontrare Giuseppe e in quelle briciole di esistenza ci appassioniamo, ridiamo e ci vogliamo bene per tutta l’esistenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...