Lo scrittore-editore Cosimo Dino-Guida, tra Mariangela Melato e Nettarget Editore

Intervista a Cosimo Dino-Guida, figura eclettica da decenni del panorama culturale italiano.

Tra teatro, letteratura e editoria, la sua ultima nuova avventura squisitamente controculturale.

Cosimo Dino-Guida, noto a Roma Capitale e in Italia per le sue collaborazioni sinergiche con Giancarlo Sepe, e il “Teatro della Comunità”, l’amicizia che lo legava a Mariangela Melato e ad alcuni illustri attori del teatro italiano degli anni ’90 quali Luigi Diberti, Renato Scarpa, Carlo Colombo, Ida Di Benedetto e Stefania Bifano.

Poi scrittore neonovecentesco originale e brillante e infine appunto editore dal 2015 con già diverse produzioni incollane dedicate alla narrativa, teatro contemporaneo e poesia con autori del calibro di Maria Antonietta Pinna (Mary Blindflowers), Mario Lozzi, Fremmy DaFunk e P. Peretti), il suo romanzo White Blood, ecc.
Cosimo, uno zoom retrospettivo su di Lei scrittore, giornalista, tra letteratura, teatro, sociologia mediterranea?
Leggere e scrivere sono stato un tutt’uno fin da quando ero un ragazzetto studente di Liceo. Allora leggevo tantissimo e cominciai a scrivere pseudo-poesie, come tanti, ispirate dai travagli d’amore giovanili ma non avevo nessuna idea che dello scrivere avrei fatto il fine della mia vita. Tutto è avvenuto casualmente, coincidenze, incontri, momenti sfavorevoli di una vita intensamente vissuta che hanno trovato terreno fertile per trasformarmi e farmi identificare nella scrittura una sorta di medicamento, una panacea contro tutti i miei mali interiori. Avevo vissuto e visto tante cose, avevo arricchito il mio linguaggio leggendo, avevo avuto modo di toccare il mondo e volevo dare voce a sensazioni, pensieri, convinzioni. Fu un caso a farmi conoscere Giancarlo Sepe e Mariangela Melato. Fu quell’incontro a farmi scoprire l’amore per il teatro e per tutte le alchimie nascoste che fanno di ogni recita un evento unico. Cominciai a divorare i testi di ogni genere di teatro, spaziando dai classici greci al teatro contemporaneo. Nacquero così le mie prime commedie e la mia prima regia. Cominciai una collaborazione con “Il giornale di Napoli” – esperienza fondamentale per la crescita di un aspirante scrittore, perché si impara a sintetizzare e a dare la giusta evidenza ai dettagli di un fatto senza divagazioni superflue – che durò quasi un anno.White Blood di Cosimo Dino-Guida
Poi l’amicizia con Franco Compasso, eurodeputato liberale, mi fece approfondire le tematiche socio-politiche del Meridione d’Italia e con lui demmo vita a “Sudeuropeo”, una rivista d’informazione, alla quale si accompag
navano “I quaderni di Sudeuropeo”, saggi di informazione sull’azione e la incidenza del Parlamento Europeo sullo sviluppo economico delle regioni “a velocità ridotta”. In quel periodo diedi alle stampe la mia prima silloge poetica (La meridiana sull’anima per le Edizioni del Delfino – Napoli) e le tante critiche positive mi indussero a “sognare” che un giorno sarei diventato, definitivamente, uno scrittore.
Cosimo, progetti futuri in merito? Scrivere, scrivere e pubblicare, scrivere e lottare per diffondere cultura. Scrivere e aiutare giovani e capaci scrittori a realizzare il loro sogno senza dover vendere la propria libertà e indipendenza intelletuale.

Nel 2015 ho pubblicato 7 titoli, nel 2016 dovranno essere 12 e ancora di più ogni anno che passa, finché avrò la forza di lottare. Più che progetti sono sogni, ma non c’è nulla di più bello che lottare per trasformare un sogno in realtà.

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