Vincitori Contest letterario “Radici, impulso e rivoluzione” Seconda Edizione

Vincitori Contest letterario “Radici, impulso e rivoluzione”

Seconda Edizione

Il Contest letterario gratuito di TEATRO e POESIA “Radici, impulso e rivoluzione promosso dall’associazione culturaleMeris in Domue dal centro culturale NAI per poter offrire agli scrittori e ai lettori l’occasione di giocare ad un TEATRO VERACE senza gare, timoni e timori e per far conoscere la nuova pubblicazione di giuseppe carta,Radici, impulso e rivoluzioneedizione libera Youcanprint

20160407_145923Il regolamento parlava chiaro: la fantasia, la voglia di divertirsi e di sentirsi vivi erano il requisito che avrebbe permesso agli autori di “prevalere“, orrore di PAROLA quando si tratta di sentimento letterario.                                                                                                                 Ma, in un modo o nell’altro, occorreva che la giuria, composta da

Roberto Brughita (scrittore e teatrante)   Francesco Melis (Scrittore)

Vanessa Squintu (Anima errante)   Lorella Pepe (Commessa commossa)

giuseppe carta (notaio del contest)

scegliesse a chi offrire l’opportunità di mettere in scena teatralmente la propria Opera.      I Vincitori si aggiudicano inoltre una copia di “Radici, impulso e rivoluzione“.

Il contest era diviso in 2 SEZIONI:

-A    SHORT COMEDY  lunga massimo 451 parole

-B    POESIA OLTRE LA POESIA (massimo 82 versi)

Con TEMA LIBERO, il CONTEST gradiva l’amore in tutte le sue forme e suggeriva di affrontarlo con: Irriverenza – Satira – Ironia.

Era inoltre gradita la presenza di un fulcro rigenerante che parta dalle RADICI del proprio sentire, dalla forza di un IMPULSO che sa dirigere verso la propria meta e dalla forza di una visuale che sa guidare verso una RIVOLUZIONE interiore ed esteriore, indispensabile per riuscire a comprendere le dinamiche di un mondo in cambiamento che necessita della nostra spinta positiva e costruttrice.

Finalmente sono stati designati i vincitori, ma prima di proclamarli è bene sottolineare quanto sia stato difficile sceglierli, sopratutto nella sezione B (Poesia non Poesia) in cui è stato necessario offrire una palma d’onore supplementare che va a:

Palma d’onore a “Luisa Lupicino”  con la sua Opera 

FINALISTI

Sezione A: SHORT COMEDY lunga massimo 451 parole

  • -DALILA PALA“E TU DI COSA HAI PAURA?”
  • -FEDERICA LOMBARDOZZI MATTEI -ERA DI MERCOLEDÌ-
  • -SALVATORE UCCHEDDU -LA TIMIDEZZA NON PAGA-
  • -MARCO MARCHELLI -LUNGA E DIRITTA (CORREVA E CORREVA)-
  • -MALOS MANNAJA -ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA-
  • -LUCA BARLETTA – FINALE-
  • -SECONDA CARTA -SA MURANDA DE LANA-
  • -ISABELLE MAITE -*-

Sezione B: Poesia oltre la poesia: massimo 82 versi

 

  • FRANKIE FANCELLO– TUTTE LE TERRE SONO NASCOSTE
  • DALILA PALA -DIRE TUTTO.-
  • BEATRICE NIOI LUOGHI
  • VERA BONACCINI – MISTRAL-
  • BIANCA MANNU -PERSEFONE ISOLANA
  • GIUSY CAROFIGLIO -TOGLI LA TOGA, CON ME-
  • LUISA LUPICINO -CARNI AFFINI-
  • MALOS MANNAJA – L’IDENTITÀ
  • ANDREA VICENTINI -AUTODAFÈ-
  • FRANCESCO PAOLO CATANZARO -LA RIVOLUZIONE DENTRO I BARCONI NEL                                                                                    MEDITERRANEO-

**********VINCITORI***********

Sezione A

*

di Isabelle Maite

Ho smesso di scrivergli dopo 6 anni.

Era un poeta, ed io, fra le sue labbra, ero poesia.
Galleggiavo nel bianco-vuoto dei suoi silenzi, come quelle nuvole striate in un reticolo venoso, dentro alle sue mani di cielo, insieme alle parole, ai versi, che crescevano come figli e da grandi, gli dicevano A Dio.

E le gambe e le labbra tremavano, all’entrata di ogni suo fermo istante più mosso, sui desideri di ogni stagione e nelle ombre, che si prolungavano all’interno di tutte le mie stanze. Nelle segrete. Fra le attese e le corse. Le sorprese. E il far finta di essere già insieme da sempre. Seduti nella notte e nel vento, come file di cipressi curvi e pensosi, eravamo tanti, e solo noi due.

Quante pareti mi hanno sorretta; non stavo in piedi, e la schiena si aggrappava ai granelli di vernice e calcina, che in rilievo, pelle-muro, si facevano più lenti e ruvidi. Sentivo già di essere nel cortile della sua solitudine. Sentivo scorrermi dentro ai suoi polsi. Sentivo raccogliermi dentro al suo letto. Allucinata, avevo ogni cosa lì. Il sangue scendeva, e risaliva le gambe, i passi erano umidi, i sospiri sfioravano le guance, e si poggiavano come piume sul pavimento.

Mi apriva come un frutto, sul suo tavolo da lavoro. Mordeva, mi feriva, e con la lingua , entrava fino a toccare il nocciolo, e mi guariva.
Finalmente sentivo di essere io.

La fine era visibile fin dal principio: Immensa, più alta di ogni disfatta, un amore intimo, interno, da liberare in quella vecchia nostalgia che mi ha strappato via dall’utero di mia madre. Quella mancata presenza che arriva nei minuti di vetro, nei bicchieri trasparenti da afferrare con una mano, nei riflessi dei miei capelli, quando al sole mi cadono in faccia.

Dolce è l’istante della sera, quando le ore scalciano fra le lenzuola e non vogliono dormire, e il rosso vola negli occhi, chiudendo i battiti della luce.

Le frasi mi si rovesciano addosso mentre le bevo, sorsi così grandi da non contenerli in bocca. Colano dalle labbra, sul petto, sul ventre. Rientrano dall’ombelico e non escono più, circo – scritti negli anelli che mi incorniciano il capo.

Continuano a sbocciare viole a batticuore qui.
Il sentimento vive ovunque, sospeso tra l’assenza di un passato e l’emozione che mi lotta dentro, nel fango dei pensieri. E gonfia, gonfia, gonfia come un mostro, in questo breve piccolo intervallo di corpo e materia.

Resta, sospeso, come l’aria che non sa, di essere respiro.

Sezione B

-Togli la toga, con me-   

di Giusy Carofiglio 

 

Asimmetrico squilibrato sproporzionato il mio pensiero
quando ascolto la cenere intorno alle persone
una polvere fitta di pensieri
vestiti di giudizi, pregiudizi, e vomito.
Sovente assisto inerme ai discorsi storici
ricerche primordiali
sugli schemi cosmici
divento piccola, come una lucciola, e muoio.
-Ma io t’insegno a vivere! M’han detto.
I colti che son colti, ma da malessere
quando la proporzione non ha limite.
Non c’è cultura ch’abbia colma l’anima
la tendenza d’una scuola ordinaria
con lodi, esibizioni d’ogni logica
tra scritte decorate d’una laurea.
-Togli la toga, con me.
Io sono cresciuta tra piccoli banchi verdi
porcellane rifatte e argille sterili
io, sono cresciuta tra l’urla immobili
e coerenze traballanti
tra briciole di pane, righe rubate agli atei
e un sorriso che nasconde le lacrime agli stolti, ancora.
Sono cresciuta con i matti io
d’ogni mente ho masticato il marcio
e ci fai l’abitudine sai? Quando capisci che
i matti parlano, parlano, parlano
tu non li senti più a un certo punto
come quando abiti ai bordi dell’autostrada
non c’è rumore per te, né aria sporca.
Adesso salvami tu, che hai tanto da parlare d’invidia
che leggi e non capisci un cazzo
che senti il bisogno di mostrarmi saggezza, la tua. Sì
salvami tu, tu, che sei migliore
dall’ignoranza di un mondo fragile dentro
con tutta l’imprudenza inverosimile
ché la passione non basta
e la tolleranza è bestemmia, ché un uomo
non s’inventa solo
o poco più che con la quinta elementare
da una salvezza
che non sa, e, che non può pagare

 Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti! 

Radici, impulso e rivoluzione di giuseppe carta:

è IN VENDITA http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/radici-impulsi-e-rivoluzione.html

Radici, impulso e rivoluzione è una raccolta di commedie composta da tre copioni tragicomici e da un canovaccio. Per esigenze di emancipazione l’ambientazione avviene nella realtà della Sardegna, centro del Mediterraneo e connessione pacifica per i popoli. Una raccolta studiata perché diventi il veloce strumento operativo nel percorso di divulgazione e sperimentazione del teatro sociale nella riscoperta del mondo e di se stessi.

In “CHE GIORNO È OGGI?” l’ambientazione avviene nella Sardegna nuragica dimenticata, RADICE-stimolo che racconta un futuro possibile, quadro drammaturgico che indaga dinamiche socialmente attuali

In “QUARTUCCIU E PARIGi” avviene una fortunata serie di equivoci che porterà il personaggio principale “Folie Delavie” a capire il motivo per cui rassomiglia a Giuseppe Verdi.

In “AICCI OI AICCI PRIMA” scritto nella forma bilingue sardo-italiano, si descrive la penosa situazione che nel 1906 portò la Sardegna a ribellarsi contro lo Stato oppressore e le sue tasse e balzelli.

IL QUADRO FATATO” è il primo canovaccio scritto da giuseppe carta, era il 2004. Tramite la magia delle fiabe si sviluppano temi fondamentali come la relazione vittima-carnefice. Un gioco il teatro.

Recensione di Barbara Angelini:

http://isoladelsapere.com/la-cultura-sarda-ci-salvera-un-viaggio-teatrale-misteri-gli-insegnamenti-della-storia/

 

Si ringrazia OUBLIETTE MAGAZINE per il supporto organizzativo!

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5 risposte a “Vincitori Contest letterario “Radici, impulso e rivoluzione” Seconda Edizione

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  2. Pingback: a breve: conTesti Emozionali, l’antologia tratta dal contest Radici, impulso e rivoluzione 2016. | giuseppecartablog·

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