Stefano Sarais pubblica “Storia di un’ anima”

Introduzione di “Storia di un’anima” 

Incrociai, come la maggior parte dei bambini, le prime parole poetiche a scuola.

Nacque subito un rapporto affascinante. Mi sedussero e mi rapirono per la loro capacità penetrante di cogliere l’essenza della vita in poche righe. Non sarò tanto originale nel dire che a essere responsabili di tale coinvolgimento furono dei grandissimi poeti come Dante e Leopardi o grandi cantautori come Fabrizio De André ma fu proprio così. Leggere, ascoltare e riflettere però non mi era sufficiente e sentii presto il richiamo istintivo di scrivere. Una voce che sentivo forte e chiara ma che ascoltai raramente cercando spesso di rimandare l’appuntamento. Come quando ti attrae tanto una persona, ci giri intorno, le dici qualche parola, ma non hai la fiducia giusta per andare fino in fondo. Hai timore di non essere all’altezza. Così è stato il rapporto con la scrittura. Si è ridotto a qualche poesia, a qualche racconto, ma mai una decisione per la vita. Non so dirvi esatta-mente quando ho cominciato a scarabocchiare le prime frasi per provare a esprimere i miei sentimenti, ma ricordo che creare pensieri capaci di emozionare e di emozionarmi, mi procurava sensazioni profonde e piacevoli. Come se potessi fermare il tempo, ritrarre i momenti coinvolgenti e conservarli per sempre con me. Così divenne una passione impressa nella mia mente che non potevo più dimenticare. Attività che però fu anche legata alla mia perenne discontinuità. Già… le mie azioni e la mia costanza non hanno sempre percorso la stessa strada. Ho sempre rincorso il mio stato d’animo vagando da una attività a un’altra senza mai soffermarmi più di tanto fino anche a perder-mi. Persino il mio percorso universitario, seppure soddisfacente, è stato lunghissimo e ricco di vuoti. Non ho mai voluto allinearmi alla massa seguendo degli schemi prestabiliti. Ho sempre preferito ascoltarmi. Solo in questo modo riesco a dare il meglio di me nelle cose che faccio.

Delle volte ho deluso le aspettative di altri e anche ottenuto poco rispetto a ciò che potevo fare per me stesso, ma credo che la frase “ognuno ha i suoi tempi” nel mio caso, non possa che essere verissima e seguirla una necessità assoluta. Proprio con questa filosofia sono nate queste poesie rincorrendo il fluire del mio stato d’animo, senza forzature. Non si tratta dunque di un lavoro iniziato, e terminato, in un breve periodo di tempo.

Ogni poesia rappresenta un pezzo di storia della mia anima a partire dal 1991 fino a oggi.

Inoltre leggendole in ordine cronologico, come le ho proposte, si possono osservare interessanti cambia-menti nel corso degli anni. Uno sviluppo della mia identità. Come se il mio sguardo rivolto prima, verso me, si fosse spostato, pian piano verso le persone più vicine, per poi andare oltre, a osservare il mondo. Proprio per questo ho voluto dividere il libro in tre parti: nella prima “ fase giovanile” si può ritrovare una forte ricerca identitaria, dove mi ritrovo a caccia di punti di riferimento e di sentimenti amorosi. Come balia del tempo che scorre, sommerso da dubbi e da tormenti su un futuro incerto e confuso. Trascinato in riflessioni sul rapporto che intercorre tra le mie azioni e il tempo e tra il mio cuore e la mia mente. Nella seconda parte “ fase dell’amore” esplodono i miei sentimenti verso la ragazza che mi ha fatto, tanto, penare e amare allo stesso modo. Le poesie narrano di un rapporto difficile e articolato. In un tempo lungo diciassette anni dove siamo stati insieme tre volte, in periodi distinti, con delle lunghissime pause nelle quali abbiamo avuto altri amori, altri incontri che però sembravano sempre meno importanti e meno profondi. Però, nonostante gli sforzi tutti i tentativi di restare insieme sono sempre miseramente falliti. Delusione, sofferenza e anche un po’ di rabbia si sono succedute accanendosi, come accade spesso nelle storie importanti, ma non riesco a rinnegare nulla di quei sentimenti. Sono stati forti e spontanei come mai mi era accaduto, fanno parte della storia della mia anima e resteranno, in me, le tracce per sempre. La terza parte del libro, “fase consapevole”, prende avvio con la poesia intitolata “Libertà” qui avviene un passaggio importante dove l’unico protagonista in scena, comincia ad approcciarsi ad altri e ad altro. Concludo l’opera con la mia ultima poesia dal titolo “E’ festa” dedicata a miei due nipoti e ai loro genitori. Una poesia che considero un inno alla vita e mi pare il miglior modo per concludere questa raccolta. Non mi trattengo in ulteriori descrizioni e vi lascio in compagnia della spero piacevole lettura.

-Io-

Io e i miei giorni,

consumati a pensare

senza muovere le mani

senza faticare

errori, tra il finire

e il ricominciare

obiettivi ammucchiati

grigi e attempati

Io ribelle

frastornato da un discorso

non elaboro più niente

mi muovo in un percorso

concepito da altra gente

Io e la mia esistenza

a luci intermittenza

mentre il calendario

non parla di pazienza

Io voglio far ridere

stupire, conversare,

e non sentirmi dire:

la vita non è un gioco

Io sono consapevole

che questa dura poco

ma io, di vita sono ricco

e un giorno sarò cielo

del tempo sempre amico

Stefano Sarais

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