Contest Letterario gratuito “geltOUb”. 2015 -Seconda edizione-

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geltOUb” lo sforzo di dimenticare sovrastrutture per potersi riconoscere.-

1. Il Contest letterario gratuito di prosa e poesia “geltOUb” è promosso dall’associazione culturale “Merisindomu” e dal centro culturale “Nai“. Il Contest letterario è riservato ai maggiori di 16 anni ed è un Contest gratuito.

Il tema è libero per entrambe le sezioni, ma sarà particolarmente gradito il senso del rovesciamento, il colore della possibilità, l’abbandono delle sofferenze, la propensione all’unica via della felicità.

2. Articolato in 2 sezioni: A. Short Story in 150 parole (un racconto breve, avente come limite massimo di partecipazione 200 parole, e come limite minimo 30 parole) B. Poesia (massimo 80 versi)

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria opera sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con opere edite ed inedite. Per un facile conteggio delle parole consigliamo di scrivere la short story in un documento word e cliccare in alto Revisione, e Conteggio parole in alto a sinistra.

Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite. Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato all’inizio del punto 3. Ogni concorrente può partecipare in entrambe le sezioni e con una sola opera per sezione.

4. Premio: N° 1 copia della silloge poetica “geltOUb”, di Giuseppe Carta.

geltOUb” è una raccolta di poesie che nasce dal rovesciamento, dalla decisione di accettare il senso del presente, trovando la relazione poetica con se stessi. L’umanità necessita di osservare la vita e l’amore da prospettive universali e non egoiche.

geltOUb” nasce per smussare i troppo appuntiti spigoli che non permettono il dissetarsi dalla fonte del dialogo, preziosa sorgente di comprensione e compassione con quest’epoca, incomprensibilmente positiva.

Sarà premiato il primo classificato della sezione A, ed il primo classificato della sezione B.

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 15 Luglio 2015 a mezzanotte.

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da: (click) Giuseppe CartaSimone Vanali (Poeta) Raffaele Rovinelli (Poeta) Daniela Cadeddu (Lettrice)

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito, senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione nel profilo facebook https://www.facebook.com/pages/Geltoub-Concorso-Letterario/335836023237321  : oppure via mail: concorsogeltoub@gmail.com indicando nell’oggetto “info concorsogeltoub” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando)

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti alla Gara Letteraria; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

Si ringrazia  OUBLIETTE MAGAZINE per il supporto organizzativo!  giuseppecartablog

BUONA PARTECIPAZIONE E BUONA LETTURA DELLE OPERE PARTECIPANTI!!!

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39 pensieri su “Contest Letterario gratuito “geltOUb”. 2015 -Seconda edizione-

  1. Susanna Frau sezione B accetto il regolamento
    Uomo!!
    Stanotte riposerai cullato dai miei dolci pensieri,
    anninnato da un canto di verbo antico,
    donatomi in prestito dalla mia terra,
    solo per una luna di tempo.
    Dormirai al suono di una preziosa e primitiva melodia,
    di quando la musica nasceva dal soffio di sole canne.
    Ricche armonie,
    create da povero strumento,
    che col consenso della natura,
    magicamente,
    daranno ai tuoi sogni valenza di realtà.
    Dal mio calore il tuo giaciglio avrà il giusto tepore,
    così che nulla possa disturbare il tuo inviolabile e celeste riposare.

  2. Pierpaola Rinaldi
    Sezione A
    Accetto il regolamento
    Imperfetti decidemmo di percorre la strada più scorrevole dall’andatura liscia e regolare. Ci chiedemmo per diversi tratti dove ci portasse, se ci fosse un sentiero dove poter alleggerire le nostre fatiche, dove poter alleviare la noia di tanta perfezione sempre uguale. Arrivammo dopo diverso tempo ai piedi di una montagna. Era ormai arrivato l’inverno. Molti prima di noi arrivarono esausti, sfiancati e con gli occhi splendenti di un fuoco non proprio spento,  ma si capiva che aveva arso bene e che stava consumando gli ultimi scampoli di brace. Da dove venite? Chiesi affamata di curiosità… Vedi quel cratere? Mi rispose uno di loro… Siamo caduti e ci siamo rialzati, ci siamo persi e ritrovati,  ubriacati,  dannati, abbiamo pianto, siamo stati felici e siamo arrivati fin qui all’inferno… proprio come voi.

  3. Maria Laura Spanedda categoria B -Accetto il regolamento-

    IL MARTEDI’ DEI RITORNI

    La pipa sbuffa, come te
    che guardi il Nord, sapendo cosa c’è
    quel burro caldo, fagioli e solo un po’ di the
    per gente che non sa cos’è il bidè!

    Sono frasi già sentite, che mi portano nell’aria
    Immaginare la Regina, una parte un po’ proibita
    Sono mani calde e forti che mi lanciano i pensieri
    Verso un luglio all’arrembaggio dove perdo l’avventura

    Pensieri, sogni un po’ bizzarri, come quelli dei miei nonni
    Ti piace il senso dei ricordi, anticipar malinconie, costruire nuove vie
    Con l’incanto di un bel volo che ai miei occhi suona dolce

    Ma qualcuna restò sola, barattando riso e abbracci
    …Comodità… a volte un po’ da terza età

    E se guardi a quel biglietto la rotta è lunga, fredda e alta
    È un areo, và nell’aria, spegne tutti i miei ricordi

    Ecco mille grossi saluti, in un teatro scanzonato
    Dove i falsi lunghi affanni son il piacer di un ritornello
    Che funziona ripetuto, mordicchiando la memoria
    Otturando versi acuti, ma che senza noi

    è muto.

  4. Yasmin Bradi Categoria B Accetto il regolamento

    ‪#‎postsolstizio‬

    Le case colorate
    crollavano davanti a nostri occhi
    come onde sulla battigia
    s’infrangevano
    chicco dopo chicco
    si frantumavano
    e senza fare niente stavamo a guardare
    come se fosse giusto così
    come se le case fossero le nostre idee
    i nostri attaccamenti
    le nostre paure
    e col coraggio di non far nulla
    stavamo lì ad osservare con occhi grandi
    e collo teso
    ciò che inconsciamente sapevamo già

  5. Loreena McKenzie – Sezione A – Accetto il regolamento

    “Soffia piccola stella”
    Soffi con inesorabile malinconia sul filo del rasoio. Osservi il mondo e continui a soffiare. Sei malinconica ma sei tranquilla. Spensierata. Leggera. Osservi con i tuoi occhi scintillanti di astuzia. Nascondi ciò che si cela nelle stanze più segrete del tuo cuore. E ne sei felice. Ti abbandoni a ciò che un tempo disprezzavi. Alle piccolezze che non ti sollevavano dalla pesantezza della giornata. Ricordi, piccola stella, quello che un tempo ti faceva versare lacrime calde e salate su quelle morbide guance bianche come la neve d’inverno? Dov’è finita quella tristezza che viveva nei tuoi occhi? Quella tristezza che ormai ne aveva preso il possesso, come un parassita, un ospite indesiderato?
    Soffi sul filo del rasoio. Il filo che tiene appesi rabbia e risentimento, disappunto e odio verso tutto ciò che era cattivo con te. Soffi perché vuoi lasciar andare via tutto. Via i brutti sentimenti. Via i brutti pensieri. Via ogni cosa.
    Soffi e sorridi. E più soffi, più la malinconia si dilegua dal pozzo dei tuoi occhi. Sorridi e vibri come una farfalla. Sei contenta come una bambina. Sei leggera. Sei felice.

  6. C’è un’ombra nel tuo giardino
    fili oscuri di rabbia e paura
    tessuti minuziosamente
    con l’ago della mente.

    C’è la pioggia nel tuo giardino
    che tutto lava e dissolve
    e genera pianto, e rigenera vita.

    C’è un fiume nel tuo giardino
    specchio d’acqua chiara e profonda
    rispecchio di attese verità.

    C’è un fiore nel tuo giardino
    Selvatico, rigoglioso, colorato
    eloquente bisbiglio di profumo
    incomparabile arcobaleno
    del segreto paesaggio interiore.

    Marcella Mura
    sezione B
    accetto il regolamento

  7. Valentina Di Caro
    Sezione B
    (Accetto il regolamento)

    IN VOI

    In voi l’amore compie
    ciò di cui priva le stagioni

    vi scalda,
    quando a novembre
    muore il creato e gela
    là tutt’intorno a voi
    che a fiori di campo somigliate
    ritti e spampanati al bisbiglio
    d’un soffio caldo ai lobi.
    -Ti amo- vi dice. Vi basta
    per germogliare spudorati sulla neve

    l’amore vi ammala,
    quando col sole
    non sono i raggi
    ma i fendenti scoscesi
    quelli che segnano le radici
    e vi disboscano
    dal comodo avvinghiamento
    ad altra pelle di terra spoglia
    -Ti lascio- vi scrive. E a maggio nudi
    morire così, fra le farfalle e rose

    per questo io nasco decadente
    -ci credo- come credo
    alla pace e al piacere
    Oh stolti gli amanti incauti
    ad inciampar fra zampe di promesse!
    L’amore è pur sempre un’aia
    dove si sparge a grani
    sostentamento

  8. Titolo: mappamondo

    Ti seguirò facendo ruotare il mondo
    Ascolterò la voce del vento
    Guarderò i segni del tuo passaggio
    Imparerò che viaggio è viaggio.
    Aspetterò!
    Aspetterò che il mondo finisca di girare
    e un giorno anche io
    punterò la mia nave.

    Sezione B
    Dichiaro di accettare il regolamento.
    Angelo Felicetti

  9. M.Teresa Meloni
    Sezione B
    (Accetto il regolamento)

    -Frammenti di Universo-

    Lo capisci solo se ti sei perso
    che noi siamo frammenti di Universo
    Se come fa una gatta con un cucciolo appena nato
    l’Universo t’ha preso per la nuca e t’ha salvato
    E tu nuda da ogni maschera acquisita
    da lì hai iniziato una nuova vita
    Ti sei affidata al tuo salvatore
    gli hai aperto il cuore
    hai permesso che in esso penetrasse Amore
    Ed e’ così che con meraviglia ne hai scoperto i colori
    hai smesso di discernere le esperienze in gioie e dolori
    e con fegato e pelle da guerriero
    sei andata avanti con animo sincero
    certa che in fondo tutto fa parte di un’ unica partita
    che per semplicità voglio chiamare vita
    Ma non pensare che sia un facile cammino
    quello di tessere le trame del tuo destino
    e l’Universo non te lo manda a dire
    se provi a camminare lontano dal tuo intimo sentire
    è schietto e diretto e coglie sempre il segno
    sa tutto di te non lo inganni con l’ingegno
    conosce lui ogni intima paura
    di te che altro non sei che la sua miniatura
    perché in fondo se metti l’Universo
    sotto un segno di ennesima radice
    il risultato sei tu sua piccola creatrice.

  10. Roberta Viotti Eowyn
    Sezione B
    (Accetto il regolamento)

    IL NASCONDIGLIO

    C’è un luogo in cui giacciamo
    impercettibili e scritti
    dove il non detto è conosciuto
    l’acqua non cancella
    e il tuo cuore distoglie il mio dagli assassini
    La mia scatola non ha costruzione amore
    – ma un Nome –
    e tutte le tue dimensioni

    Eowyn

  11. Luciano Tarasco
    Sez B accetto il regolamento

    -Fango-

    Chi ha volato
    chi ha bruciato
    sangue scuro
    canti rappresi
    imbarcazioni sottili
    traballanti infiniti
    contenitori di vite
    in tazze allineate
    perfettamente lungo
    sponde, arenili
    rotaie a leccare
    mesti tramonti
    imbrattati di fango.

  12. Margherita Margarita
    sezione B accetto il regolamento

    “Piccola morte”:

    Perdersi lenti, distesi al sole
    lasciare che il mondo
    continui a girare
    e le sue infamie e lo splendore
    sentire i raggi fin dentro le ossa
    ed il respiro farsi leggero
    pulsare il cuore
    e mille voci e il vento e l’onda ed i rumori
    sulla battigia farsi cullare
    per annullarsi
    scordare chi sei, lasciarsi andare
    assecondando il mare
    cessare di vivere e resuscitare.

  13. mary mac
    sessione b
    accetto il regolamento

    Via

    Grazie a te che andando
    hai portato via
    l’odore di bruciato
    che opprimeva la mia esistenza

    mi confondeva l’anima
    mi spostava la mente
    mi occupava il cuore

    La scia dei ricordi di
    mesi passati a snocciolare
    rosari di minuti interminabili
    di ore inenarrabilmente
    infinite

    mi tormenta a volte l’essere
    non trovo la dimensione
    della mia esistenza
    nella pienezza
    e nel vuoto
    del mondo

  14. Martina Lorai Meli
    Sessione B
    Accetto il regolamento

    Passi lenti su marmo a colori
    Mai piu’
    Sfumature di grigio
     Chiudo porte ad una ad una
    Calvalco il vento
    Del rinnovamento
    Seguo il senso
    Del mio dissenso
    Copro il cuore
    Di fumo denso
    Penso
    Il tempo agita
    Il sonno mente
    Di troppa vita
    Sono stata assente
    Calpesto vetri di delusione
    Rami secchi di incomprensione
    Foglie perse
    Come appendici di me
    Lasciate cadere per incuria
    Intrappolata in un’eterna
    Mosca cieca
    Cronica sfida 
    Contro me stessa
    Osteggio quel vago
    Brivido di intransigenza
    Che rende succube
    Al mio stesso limite
    Ogni teatrale aneddoto
    Di sprezzante veemenza
    Pazienza premia
    Discernimento appaga
    Rispetto illumina
    Costanza ripaga
    Sgretolato l’ ultimo muro
    Di resistenza
    Armatura sciolgo
    Come metallo al calco
    Distolgo ogni rammarico
    Che frammentare vuole
    L’ autostima
    Ed entro
    Avvolta di piume
    Mi affaccio
    Sulla finestra della mia anima
    Mani porgo
    A raccogliere desideri
    Di sconosciuta pace
    Come semi 
    D’albero sacro
    Occhi abbagliati
    Da luce pura
    Non voglio chiudere
    Verdi pareti accolgono
    Su bianchi infissi
    Nostalgico tormento
    Graffio sull’ aura
    Che non dimentica
    Angoli intensi
    Di cuore e stamina
    Malsana palude
    Viscida di sotterfugi
    Scivolando rifuggo
    Solo asettica trasparenza
    Sole caldo e immenso
    Cieli azzurri e tersi
    Acque limpide di comprensione
    Bramo
    Non anelo silenzi
    Rifuggo a’ncore terrene
    Spirito rincorro
    Su ali di eterea
    Gaiezza
    Giochi infantili
    Di innocente
    Purezza
    Non portano vuoto silenzio
    Ma gioia.
    Rinasco!

  15. Dicono

    Dicono
    che ho girato il mondo
    capovolto emisferi
    comprato parole
    che mi hanno comprato.
    Non si è posato
    il piede
    ad aspettare in silenzio
    il prossimo tram,
    passante distratto,
    senza rimorsi e senza rimpianti.
    Un attimo ancora
    tra queste infinite parole.
    E appena tracima
    il ricordo,
    quello sottile,
    goderne un poco
    quando alla mente
    sussurra: sei vivo.

    Dicono
    di passare
    oltre il pianto 
    per non cadere nel fango.

    Michela Serra
    sezione B
    accetto il regolamento

  16. Francesco Paolo Catanzaro
    Sez B
    Accetto il regolamento

    Delusione dell’amore frammentato.

    Con passo felpato
    ho cercato di spiare i tuoi sogni
    per cercare di allearmi con la vita
    e riuscire a vivere in appagato amore.

    Ma dietro le quinte
    nuovi riflessi alle cose, agli eventi ho trovato
    e ho dovuto sempre rinunciare all’ideale significato
    per ritrovarmi sempre più terreno e materiale.

    Si, perché la parola amore in assoluto non vale
    ma esistono amori relativi
    che cambiano con il tempo, si trasformano
    abbandonano la passione, la ritrovano,
    la dimenticano fra la polvere degli anni.

    E quello che pensavi fosse eterno
    quasi sempre si confonde nel nulla, fra le ragnatele,
    a volte scompare fra ritagli di passato
    o si trascina come un calesse sgangherato.

    A poco a poco tutto diventa quantificabile e quantificato
    e se manca la copertura finanziaria
    l’amore si trasforma in egoismo
    e ti si rivolta contro,
    ti porta a farti gridare in faccia: sei un fallito.

    Ma dove sono le belle promesse giovanili?
    E la passione? Cos’è la passione,
    se non il momentaneo soddisfacimento del desiderio carnale?

    Quello che un tempo vedevi bello ora è male
    rifiuto del quotidiano cammino.

    E ti ritrovi misero e desolato
    a pensare che quello che un giorno chiamavate amore
    non era altro che sceneggiata teatrale
    che ha prodotto una rappresentazione del male
    per chi si sentiva protagonista
    ma era solo un fingitore, un vero artista.

  17. Ragna-tele

    Osservava affascinato il continuo viavai dei visitatori. La galleria era un nido di ragni vista da lassù.
    Avevano colpito la sua attenzione un uomo e una donna non più giovani, che indugiavano assorti nel caos lì davanti a lui. Non era la prima volta che li vedeva.
    Due piccoli insetti scuri lo ammiravano. Si ammiravano con l’angolo degli occhi. Erano impettiti e rigidi. Timorosi che il respiro, o il fruscio delle ciglia, potessero far rumore.
    “Se mi lasciassi cadere al suolo in questo istante? Sarebbero costretti a soccorrermi, riappendermi alla parete e cadrebbero finalmente nelle loro stesse reti”.

    Così fece. Fu semplice proprio come guardare un dipinto, raccoglierlo dal pavimento e rimetterlo al suo posto.

    Michela Serra
    sezione A
    accetto il regolamento

  18. Izabella Teresa Kostka
    Sezione B, Accetto il regolamento
    ***

    IL CERCHIO DELLA VITA

    Nella primavera dei loro sorrisi
    le B a m b i n e aspettano.

    Attendono di diventare donne farfalle,
    leggere ballerine sui fiori della vita.
    Sbocciano tra i petali profumati
    le loro vesti colorate,
    ingenue incantano il tempo
    come le maghe potenti.

    Nell’estate della beltà
    le D o n n e aspettano.

    Truccate d’amore
    attendono un abbraccio,
    lo sguardo adorato
    per perdersi in esso.
    Aspettano la vita
    nel grembo nascente.

    Nell’autunno degli alberi colorati
    le M a d r i attendono.

    Aspettano la parte di loro
    in eterno nei figli vivente,
    si nutrono dei loro sorrisi,
    amano le chiacchiere brillanti.
    La forza dal corpo fuggita
    ritrovano nelle piccole mani.

    Nell’inverno dei boschi abbandonati
    le A n z i a n e aspettano.

    Nell’assordante silenzio di gelide stanze
    attendono inermi un istante felice.
    Quell’ombra amata che se n’è andata,
    priva di rimpianti,
    senza voltarsi indietro.

    Le anziane aspettano
    di ritornare B a m b i n e.
    Per sempre.

  19. Marco De Mattia
    (Sezione A – Accetto il regolamento)

    FLASH

    Vado a fare la spesa. Trovo tutto in centro, in un supermercato. La cassiera è molto gentile, i prezzi sono buoni.
    Riempio il frigo e guardo fuori casa: il silenzio è assoluto, la città è deserta, il mio rientro è stato anonimo come la vita che c’è in questi condomini vuoti: il tempo sembra essersi fermato e dà l’illusione di assistere a salti temporali.
    Sono in perfetta sintonia con l’ambiente. Mi adatto. Mi muovo. Mi perfeziono. Sono un animale da ricovero. Queste sono le mie gabbie: dentro a metri cubi di cemento solitario, abbandonato per l’inverno e ripreso in estate. Solo io vivo a primavera e in autunno.

  20. NICOLA GULLO
    (Sezione B – accetto il regolamento)

    A TESTA IN GIÙ
    Appeso
    a testa in giù
    osservo il mondo.

    Tutto quanto ho
    cade su
    un vuoto mi colma
    di fresca visione.

    E vedo
    marea umana,
    gorgo
    di rincorsi spazi.

    E vedo pesci
    volare
    in cerulei flutti.

    E vedo uccelli
    nuotare
    in banchi di nuvole.

    Solo gli alberi
    restano tali
    rami fioriscono la Terra
    radici si aggrappano al Cielo
    come due amanti
    che si fondono in Uno
    amore senza fine.

  21. Roberto Medda
    (Sezione B – Accetto il regolamento)

    “I ricordi si sudano”

    Precipito e sprofondo
    Nel fondo inverecondo
    D’ignobili fantasie
    Sublimando le malsane
    Mie malinconie.

    I ricordi si sudano
    Si piangono
    S’incrinano.
    E nel limbo limoso
    Trovano parvenza di riposo.

  22. SIMONE PULICANI
    (Sezione A – Accetto il Regolamento)

    “Specchio delle mie brame ”

    Ha elevato piano, nel tempo, castelli di sabbia.

    Lungo la riva sedeva e dedicava parte dei suoi giorni ad immaginarne sempre di nuovi.

    In un pomeriggio, quando il sole era ancora alto, un gabbiano planando lento passò e grido sopra la sua testa

    solo allora, distolse lo sguardo, dalle sue amate miniature e per pochi secondi seguì il volo dell’uccello con gli occhi, fin dove la sua vista incontrò l’orizzonte.

    S’alzò e camminando lasciò alle sue spalle il lavoro di anni.

    Proseguendo immerse i piedi nell’acqua tiepida e mosse poi ancora un passo e altri ancora in direzione di quella linea rossa che univa il cielo al mare.

    S’alzò con lei pure il vento che ora soffiava forte

    e più lei muoveva passi, più pareva il maestrale farsi deciso

    così che
    girando la testa potè vedere sulla spiaggia, tornar granelli, quel che lei e la sua dedizione avevano trasformato in un regno .

    Sulla spiaggia delle sue aspettative i castelli dell’attesa andavano sgretolarsi.

    Accennò un sorriso in volto, la giovane donna
    che sfiorò con una mano il pelo dell’acqua
    prima di compiere un altro passo
    rivolgendosi di nuovo all’orizzonte

    ne fece un altro ancora
    prima di tuffarsi

    e lasciarsi bagnare

    dalle acque del presente
    nel mare del reale .

  23. Partecipazione sezione B
    (Accetto il regolamento)

    Patrizia Lombardo

    TU VALI !
    Tutti i santi giorni,
    ti do’ una prova di coraggio.
    Accenno un sorriso per farti stare sereno,
    quando dentro me,
    sono spaventata,
    terrorizzata!
    Provo a ridere, ma in realta’ ,
    non ne avrei voglia.
    Quando mi guardi negli occhi ,
    fingo di essere felice ed è questo ,
    che tu vedi ma, io non lo sono .
    Lo faccio per te piccola Anima mia,
    sei tu a darmi la forza,
    perchè ti amo .
    Tu sei mio Figlio ,esisti
    e ringrazio Dio.
    Trattengo a stento l’ emozione di chi,
    si lascia andare ad un fiume di parole
    di fronte ad una vita chiusa in un corpicino ,
    ritenuto ” Diverso”.
    Ora sei un Ragazzo ed hai il tuo dire, Il tuo fare
    ed il tuo cuore ,batte come una farfalla ,
    pronta a volare, libera da ogni tua ferita .
    Non temere Figlio mio:
    TU VALI !

  24. Vanessa Modafferi
    (Partecipazione sezione B)
    -Accetto il regolamento-
    Ho scelto di essere una noiosissima e pesantissima persona.
    Ho scelto la strada antica del rispetto e dei principi messi in naftalina,
    trascinandone con me l’odore.
    Ho scelto di essere per pochi, prediligendo anime leggere avvinghiate ai ricordi,
    pur essendo propense a volare nel futuro.
    Ho deciso di cantare in coro pur stonando di tanto in tanto.
    E mi dispiaccio quando sbaglio, credendo di averci visto giusto.
    Specialmente se perdo pezzi di cuore.
    Non mi dispiaccio e basta, mi dispero.
    Ma è da lì che poi mi espando divenendo energia.
    Non per tutti.
    Per chi capisce che usare le parole non sempre è una virtù
    a volte ti condanna ad essere solo con te stesso,
    un distratto Te stesso che un giorno vola
    un giorno scava.
    VanMod

  25. ALESSIA COLANTONI
    (Partecipazione sezione B)
    Accetto il regolamento

    LA DANZA DEI RISVEGLI

    Ed è dolce
    questo odore di lillà,
    di violette e
    girasoli in
    quest’aria di
    primavera.

    Ed è sacro
    questo suono
    che odo in
    lontananza;
    è il suono di
    mille cuori che
    battono all’unisono.

    E nel battito,
    nel suono sacro
    di questi cuori
    io comincio a cantare.
    Canto note fiorite,
    insieme ai tulipani e
    alle margherite;
    e il sole ci riscalda e
    cominciamo a danzare.

    Ecco.
    Questa è la danza
    dei risvegli.

  26. ALBERTO DIAMANTI
    Partecipazione alla sez. B
    (“accetto il regolamento”)

    IL LADRO DI SORRISI
    ——————————
    In campagna, in una bella casetta
    c’era una piccola e colorata cameretta
    dove un bambino felice e spensierato
    andava a dormir, col cuore sì allietato
    per le fiabe che, con serenità,
    gli raccontavano la ser, mamma e papà.
    Una sera, dopo la solita storiella
    il bambin si addormentò ; e da una stella
    si calò giù un signore mascherato
    che appena giunto in cameretta, trafelato,
    fece rumor … essendosi svegliato, quel piccino
    si spaventò tanto, poverino,
    ma quel signor, all’apperenza greve,
    gli disse : “Scusa piccin, se poco lieve
    sono stato nel venire giù…
    ma io ti ho visto prima, da lassù
    col tuo bel sorriso, bel bimbetto
    per la fiaba che i tuoi cari ti hanno letto !”.

    “Certo”, rispose, “lor tutte le sere
    mi raccontan poesie, fiabe, avventure,
    con serenità e con sì tanto amore
    perché felice mi possa addormentare”!

    “Vedi bambino”, disse l’uomo scaltro,
    “per ogni bimbo felice, purtroppo ce n’è un altro
    nel mondo, che non sa
    la sera cosa sia la felicità,
    perché nessuno gli racconta mai
    fiabe e poesie che, come tu sai
    i tuoi genitori fan con te.
    E tu lo sai di ciò qual è il perché ?
    Perché ci son tanti bambini soli al mondo
    i cui genitor non sanno fino in fondo
    che lor vorrebbero farsi raccontare
    delle belle storie prima di dormire !”

    “Capito ho questa cosa”, disse il bimbo
    “ma tu chi sei? E perché giù da quel limbo
    sei sceso giù zitto, con quel far furtivo
    mentre io ero qui che mi addormentavo ?”

    “Perché io, caro bel bimbetto,
    vado dai pargoli felici, quando a letto
    si sono addormentati… poi aspetto
    che i loro volti mi facciano capire
    che stanno facendo i più bei sogni, per carpire
    solo un sorriso, per portarlo, sai…
    a quei bambini che non ridon mai.
    Or non ti preoccupar, dormi sereno,
    perché stasera ormai ho già fatto il pieno
    di sorrisi di tanti bei bambini
    che potrò poi regalar a dei piccini
    per allietare i loro rosei visi”.

    E all’improvviso scomparve così… quel “ladro di sorrisi” !

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