Perchè a Cagliari nessuno conosce Mockus? OGGi 3 Maggio al Nai

Cambiare cambiando.

Nai

Antanas Mockus è uno studioso che fin dalla sua prima formazione – Francia 1970, Filosofia e Matematica – si dedica all’analisi delle possibilità di cambio sociale. Il suo intero cammino personale e professionale si è sviluppato tra le strade della creatività e dell’arte, applicate ad una solida fiducia nell’utilizzo della pedagogia per trasformare una città (o un Paese, e quindi un’intera società) in un laboratorio dinamico di possibilità. Nei suoi anni di insegnamento all’Universidad Nacional de Bogotà i suoi studenti impararono a pensare “fuori dagli schemi” osservando il loro professore scrivere con il gessetto sulle pareti dell’aula una volta che la lavagna era ormai piena, per poi proseguire sulla porta della stanza, e da lì verso le pareti del corridoio….
Intrapresa l’attività politica [la prosecuzione della pedagogia con altri mezzi], Mockus apparì per strada travestito da SuperCittadino, con l’obiettivo di stimolare un gioco creativo in cui il risultato finale era una grande riflessione relativa alla destinazione da attribuire ad uno spazio urbano per la prima volta percepito come collettivo.
Una volta eletto sindaco, Mockus stravolse ogni logica di azione amministrativa: con il suo primo decreto, sostituì la classe corrotta e inefficace di vigili urbani, con un esercito di… clown, mimi, e attori teatrali. L’esperimento, condotto dall’alto di una solida ricerca sociologica, fu un successo, e inaugurò la stagione della grande trasformazione di Bogotà (ecco un link interessante: http://www.youtube.com/watch?v=flgIjKH0okw)
UN SINDACO FUORI DEL COMUNE (edito da Emi nel 2012) racconta e porta in Italia questa storia, al punto che addirittura i giornalisti dell’Espresso se ne sono accorti, e qualcuno ha (grossolanamente) individuato in Mockus uno degli “ispiratori” di Grillo.
La cosa più sensata che si può fare, venerdì 3, è presentare la strategia di azione di un individuo che ha stravolto completamente ogni logica, abbattendo appunto quelle strutture e quei recinti concettuali che tendono sempre a generare incomunicabilità tra gruppi sociali diversi.
Quindi venerdì 3 sarebbe bello parlare di Mockus a tutti. Colombiani, comboniani, assessori sardi, veterocomunisti, attivisti, pensionate, bambini di dieci anni, giocolieri, autisti di tram, studenti fuori corso, tutti. Ognuno trarrà le sue conclusioni, ognuno porrà le sue domande, ognuno ci porrà le sue domande. E così finiremo a parlare di tutto quel che ci sta a cuore, dal mio personale punto di vista, non è il Sudamerica né Grillo né il sindaco, ma semplicemente: “come agire?” A qualsiasi livello possibile.

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